schlein conte trump meloni

CON QUESTA OPPOSIZIONE FLACCIDA E INCONCLUDENTE CI SORBIREMO I TECNO-FASCI PER 20 ANNI! MENTRE TRUMP SCUOTE IL MONDO COL SUO DISCORSO SULLA "RIVOLUZIONE", I SINISTRATI DE’ NOANTRI APPAIONO SPAESATI ALLE PRESE CON LE LORO PICCOLE BEGHE - GIUSEPPE CONTE PENSA A RISOLVERE IL "LODO FICO", LA MULTIGENDER SCHLEIN, FORSE COME AUSPICIO ALLA NASCITA DELLA CORRENTE CATTOLICA DEL PD, SI PRECIPITA IN UN CLUB ROMANO PER LA CERIMONIA DI CONSEGNA DEI “RAINBOW AWARDS”, DOVE LUXURIA L'HA PRESENTATA AL GRIDO "MAKE AMERICA DRAG AGAIN” – LA VERITA’ E’ CHE A SINISTRA NON CI STANNO CAPENDO UN CAZZO: ANCORA A DECANTARE, IN MEZZO A MILLE PROFETI E 4 CANTANTI, IL WOKISMO SAZIO E MINORITARIO MENTRE LE ELEZIONI SI DECIDONO SU IMMIGRAZIONE, LAVORO E SANITÀ…

Alessandro De Angelis per "la Stampa" - Estratti

vladimir luxuria elly schlein

 

L'immagine è icastica. Mentre Trump scuote l'America e il mondo col suo discorso sulla "rivoluzione", i capi e capetti del malconcio centrosinistra italiano sembrano spaesati e in altre faccende affaccendati.

 

Chi come Giuseppe Conte, che in fondo coltiva il retropensiero di "Giuseppi" e quindi non si espone, si sta occupando del cosiddetto "lodo Fico", ovvero di come superare il limite dei due mandati per consentire agli ex parlamentari di candidarsi come sindaci o governatori. Chi, come Elly Schlein, si è inabissata. Giusto qualche dichiarazione ieri, ed è un classico: lunghe pause, prolungati silenzi raccontati come pensosi, attitudine a sparire per poi ricomparire parlando soprattutto di sanità, anche su Trump.

 

elly schlein giuseppe conte roberto fico - manifestazione piazza del popolo

La questione va ben oltre l'eclissi politica di un giorno, settimana o mese, per quanto sia uno di quei giorni, settimane, mesi in cui, simbolicamente, giunge a compimento un tornante della storia. E racconta di uno sfasamento profondo, rispetto allo spirito del tempo.

 

Eppure era difficile non vederlo ri-arrivare (lo tsunami). La prima volta ci fu, un po' ovunque, la sorpresa – la Brexit, il primo Trump – e fu esorcizzata nella presunzione tardo illuministica che, in fondo, gli elettori si erano presi una vacanza dal politicamente corretto finita la quale, poi, sarebbero tornati, dopo la parentesi, da chi sta dalla parte della ragione e non del torto, soprattutto dopo il Covid: ha ucciso il populismo, sentenziò qualche solone.

 

bianca berlinguer elly schlein (2)

E invece il progressismo, come profezia che si auto-avvera, si è arenato sulla realtà che confermava, ovunque, i fondamentali di un processo storico nel frattempo esasperato da un mondo sempre più confuso: sconfitto il socialismo scandinavo, in Svezia e Finlandia; in crisi quello tedesco, la culla della socialdemocrazia; in profonda difficoltà quello francese.

 

Ovunque la sinistra erosa nelle sue basi sociali dal populismo, ovunque ha perso le elezioni su crisi sociale e immigrazione contro chi proponeva la nuova agenda protezionista e securitaria. Ovunque c'era sul palco una Jennifer Lopez o quattro profeti e cantanti con le tasche piene a decantare il wokismo, sazio e minoritario, mentre gli ispanici di turno votavano a favore dei muri per i messicani, o africani, o siriani, di turno.

Se possibile, la sinistra italiana, in questa crisi, appare particolarmente disarmata.

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI NELLA LOGGIA NERA - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

 

Perché il suo universo, sia pur con qualche variante, è rimasto dentro la sconfitta: la Kamala italiana, scelta dai Gattopardi del Pd per cambiare tutto senza cambiare nulla, finora non ha impresso una discontinuità reale. All'analisi della sconfitta, che chiama in causa il proprio rapporto con la società, i bisogni profondi e le risposte, ha supplito con la scorciatoia, tutta politicista, dell'ingegneria di coalizione.

 

(...)

elly schlein (3)

Guardate l'agenda della sinistra italiana, ciò che manca è più rumoroso di quel che c'è: di Musk, si parla in termini di pericolo, ma neanche un convegno con giovani ingegni sulla tecnologia digitale; la sicurezza è pressoché rifiutata come se il tema in sé fosse di destra, e non le soluzioni proposte; di terrorismo (su cui ha una egregia tradizione di lotta) neanche a parlarne. Di capitalismo, dopo la sconfitta delle magnifiche sorti e progressive della Terza via, di gran moda in Italia, neppure.

 

Si sarebbe chiamato, una volta, minoritarismo. C'è un problema con tutto ciò che si colloca nella storia, qui e ora e non nelle dodici ore di una polemica social.

elly schleinGIORGIA MELONI DONALD TRUMP - IMMAGINE CREATA CON GROKmeloni muskVIGNETTA DI CHARLIE HEBDO SU GIORGIA MELONI ED ELON MUSK MELON MUSK - MEME trump meloniELLY SCHLEIN - FOTO LAPRESSEelly schlein (2)

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)