matteo renzi carlo calenda in vespa - meme

"RENZI? MA VAFFANCULO" - RICORDI, PAROLE E PAROLACCE DI CARLO CALENDA - IL "CHURCHILL DEI PARIOLI" SI SCATENA AI MICROFONI DEL PODCAST DI FEDEZ E RACCONTA IL FALLIMENTO DELL'ACCORDO POLITICO CON MATTEONZO: "IL PRIMO GIORNO DELLA LEGISLATURA, QUANDO RENZI FA VOTARE LA RUSSA COME PRESIDENTE DEL SENATO DAI SUOI, CAPISCO DI AVER FATTO ’A CAZZATA. CONSIDERO QUELLO CHE FA L’OPPOSTO DEL MIO MODO DI FARE POLITICA" - L'ACCORDO SALTATO CON L'EX SEGRETARIO DEL PD, ENRICO LETTA...

 

Estratto dell’articolo di Paolo Decrestina per il “Corriere della Sera”

 

RENZI E CALENDA COME I FRATELLI GALLAGHER - MEME BY NON LEGGERLO SULLA REUNION DEGLI OASIS

«Eccaallà, Carlo hai fatto ‘a cazz... Bravo così». Calenda racconta il primo giorno di legislatura in Senato, quando il calendario prevede l’elezione del presidente. E non appena si accorge che Matteo Renzi, suo alleato nell’allora Terzo polo, «fa votare La Russa dai suoi», capisce immediatamente di aver sbagliato. Di aver fatto «’a cazz...».

 

E come reagisce? Chiede a Renzi, «seduto lì accanto me», cosa stesse succedendo. «E lui allora mi dice — riprende Calenda — “Carlo come puoi immaginare o pensare che io faccia una cosa del genere?” Ma vaff... vai». Ricordi, parole e parolacce di Carlo Calenda.

 

Il leader di Azione, ospite del «Pulp Podcast» condotto da Fedez e Mr. Marra (là dove è stata offerta una canna al generale Vannacci, per intenderci), parla un po’ di tutto, dalle alleanze elettorali alla Casa Bianca, dal nucleare a Stellantis, quel tutto, però, corredato da un eloquio diciamo «rilassato», e cioè con espressioni colorite, escursioni linguistiche e soprattutto parolacce che tra conduttori e ospite si alternano di continuo. [...]

matteo renzi - carlo calenda - meme by osho

 

«Sono un iracondo e faccio un sacco di cazz..., anche se non porto rancore. E poi il mio staff mi dice, guarda che quello str... ti ha fregato l’altra volta». Ma il duetto tra i due prosegue. E quando il cantante, commentando i post del politico in cui parla del suo libro, se ne esce con un tonante «Che due cogl...!», è il politico che risponde al cantante: «Mi diverto, non me ne frega un c...».

 

Tuttavia è nella politica che il discorso si accende, ancor di più. In particolare nel parlare del suo «non-rapporto» con Renzi, ex alleato nel Terzo Polo e ora rivale con cui più volte si scontra: «Considero quello che fa, l’opposto del mio modo di fare politica». Alleandosi con Renzi, ammette Calenda, ha commesso un errore, anzi testuale, «ho fatto un gran cazz..., l’ho detto pubblicamente». Poi rimarca per chi non l’avesse capito: «Scusate, ho fatto una cazz... Ho provato a costruire questa cosa con una persona che evidentemente era del tutto inaffidabile, me ne scuso con gli elettori».

 

TEMPTATION ISLAND - MEME BY EMILIANO CARLI

E tra una parola e l’altra il ricordo salta all’indietro fino all’estate del 2022, ai giorni febbrili del tentativo di costruire (anche allora) un’opposizione unitaria al centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Il segretario del Pd era Enrico Letta. «Ma tu — riprende a raccontare Calenda in studio — puoi fare un accordo con un partito che ti dice “faccio A,B, C, D” e poi Letta chiama e mi dice “però faccio un accordo con altri due partiti che dicono l’opposto di quello che abbiamo detto?”». Per Carlo non si poteva proprio. E cosa rispose al segretario? Ce lo rivela solo oggi: «Enrì, ma che c...capiscono gli elettori?». E l’accordo saltò.

MEME SU MATTEO RENZI CARLO CALENDA 4CARLO CALENDA MATTEO RENZI MEME renzi mancini meme by macondo I CUGINI DI CARFAGNA - MEME BY EMILIANO CARLI MEME SU MATTEO RENZI CARLO CALENDA 3renzi calenda meme by macondo meme su matteo renzi carlo calenda 2meme su matteo renzi carlo calenda 3MEME SU MATTEO RENZI CARLO CALENDA 1

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)