luigi di maio

TOMO TOMO CACCHIO CACCHIO, DI MAIO S'E' CUCINATO TUTTI! LONTANE LE IRONIE SUL “BIBITARO DEL SAN PAOLO”, LUIGINO SARÀ RAPPRESENTANTE NEL GOLFO PER ALTRI DUE ANNI – LA BENEDIZIONE DELL’EX SEGRETARIO GENERALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI UGO ZAMPETTI, OGGI AL QUIRINALE, CONSIDERATO IL SUO PRIMO MAESTRO, E DI MARIO DRAGHI - LA PERFIDA BATTUTA DI GRILLO (“DI MAIO È CHIUSO DENTRO UN BARILE DI PETROLIO. SOLO QUANDO IL PETROLIO SCENDE, LA SUA FACCIA SALE”) E LA RISPOSTA IRONICA DI LUIGINO: “CONTE PORTERÀ VIA A GRILLO ANCHE L’ARGENTERIA” – QUANDO BERLUSCONI GLI FECE I COMPLIMENTI: “VOLEVO DIRTI CHE..."

Tommaso Labate per corriere.it - Estratti

 

luigi di maio e la lettera di kaja kallas per la conferma ae inviato ue nel golfo

«Di Maio è chiuso dentro un barile di petrolio. Solo quando il petrolio scende, la sua faccia sale», è la perfida battuta, con molteplici chiavi di lettura, che qualche mese fa qualcuno ha sentito pronunciare da Beppe Grillo in persona.

 

Fosse stata una profezia, ecco, si sarebbe andata a infrangere contro il durissimo muro della realtà. Perché, di questi tempi, salgono assieme, il petrolio e anche Luigi Di Maio. Il primo perché il prezzo al barile è ai massimi da mesi e continua a crescere; il secondo perché è stato confermato per altri due anni — come anticipato ieri dal Foglio — nel ruolo di rappresentante speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico.

 

 

luigi di maio mario draghi meme

Il giudizio contenuto nella lettera con cui l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue Kaja Kallas ha comunicato la decisione al governo di Giorgia Meloni, che non aveva presentato la candidatura di Di Maio ma che non si è opposto alla sua riconferma, non lascia margini al dibattito sull’operato dell’ex leader del Movimento 5 Stelle, almeno per come la vedono a Bruxelles:

 

«Eccellente prestazione», «grande contributo», «ruolo chiave», «presenza determinante» sono le formule che si rincorrono nella missiva, che sembra scritta apposta per lasciare a bocca aperta tutti i detrattori dell’ex vicepresidente del Consiglio, spesso disegnato come un incrocio impossibile tra «un bibitaro del San Paolo» 

 

(...)

lettera di kaja kallas per la conferma di Luigi Di Maio come inviato ue nel golfo - il foglio

Una prova, mormorano nel Palazzo, che alla lunga dà ragione alla scommessa di chi aveva puntato su di lui nel passato remoto, cioè quando da giovanissimo aveva esordito a Montecitorio da vicepresidente dell’Aula, e anche in quello prossimo, quando la scelta di provocare una scissione nel Movimento 5 Stelle fondando il partito Impegno civico era andata a sbattere alle elezioni politiche del 2022 contro percentuali che un tempo si sarebbero definite «da prefisso telefonico» (0,6 alla Camera e 0,56 al Senato).

 

Due persone su tutti: l’ex segretario generale della Camera dei deputati Ugo Zampetti, oggi al Quirinale, considerato il suo primo maestro, e Mario Draghi, che l’ha avuto ministro nel suo governo, considerato il vero artefice del suo incarico nel Golfo.

 

compleanno salvo nastasi ugo zampetti elisabetta belloni

Dismessa l’ironia che negli ultimi due anni ha tirato fuori soltanto in qualche rara occasione («Conte porterà via a Grillo anche l’argenteria», disse ad agosto per commentare la guerra civile in corso nel Movimento, e a conti fatti non ha avuto torto), archiviata la smania di essere presente nel dibattito pubblico e sui social (ha celebrato con un post giusto la nascita a settembre del primogenito, Gabriel), Di Maio ha ripreso a frequentare il posto nel mondo che gli aggrada di più: l’ombra.

 

Chissà se da Riad, dove si trova in questo momento per partecipare a una conferenza, avrà perfidamente pensato al fatto che in politica e nella vita nessuna regola vale più dell’antico suggerimento «mai dire mai», considerato lo stato di salute (politica) — misurato col suo — dei suoi più accaniti detrattori: il governatore campano Vincenzo De Luca («Di Maio venditore di chinotti, doveva fare il carpentiere») lotta per il terzo mandato, Carlo Calenda («non votate per Di Maio, venditore di bibite») per la sopravvivenza del miraggio terzopolista, per non parlare di Alessandro Di Battista, Grillo e Conte, gli ex compagni di strada uniti nell’ultimo periodo solo dal fatto di averlo avversato e insultato tutti e tre. Al contrario, per esempio, di Silvio Berlusconi, che nel 2019 lo rincorse per i corridoi degli studi di Mediaset al Palatino: «Di Maio, Di Maio, fermati! Volevo dirti solo che sei davvero bravo».

luigi di maio a piazzapulita LUIGI DI MAIO E MARIO DRAGHI luigi di maio mario draghi meme virginia raggi beppe grillo danilo toninelli luigi di maio meme by edoardo baraldi luigi di maio bacia alessandro di battista creato con iaBERLUSCONI DI MAIO

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)