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IL DUOPOLIO TV È FINITO – LO SBARCO DI  FABIO FAZIO SUL NOVE HA AVUTO UN EFFETTO DIROMPENTE: NON ERA MAI ACCADUTO CHE IL CANALE DI WARNER BROS-DISCOVERY TALLONASSE STABILMENTE RETE 4 E FOSSE DAVANTI A RAI2, A SUA VOLTA AVVICINATA DA TV8. MA DOPO FABIOLO, COSA SUCCEDERÀ? LA TV AMERICANA HA UN CATALOGO DI FILM ENORME, MA AVREBBE BISOGNO DI UN PRE-SERALE DEGNO, DI UN BUON TG E DI UN INTERESSANTE ACCESS. BONOLIS, DE FILIPPI, RICCI: È PARTITA LA CACCIA AI SUPER-BIG

Estratto dell’articolo di Claudio Plazzotta per “Italia Oggi”

 

fabio fazio che tempo che fa su canale nove

La rivoluzione di ottobre delle audience televisive italiane […] vede la forte crescita di Nove, grazie a Fabio Fazio, il costante incremento di Tv8, utilizzando i diritti di Sky, e mostra quindi i segni di un reale cedimento del duopolio Rai-Mediaset.

 

Duopolio che, nonostante La7 (dal 2001), Sky (dal 2003), lo switch off del 2012 con i tanti canali del digitale terrestre e, infine, l’avvento delle piattaforme in streaming, tutto sommato reggeva ancora. Per la prima volta, però, nel consesso della cosiddetta tv generalista si siedono tutti insieme Rai, Mediaset, La7 ma pure Warner Bros. Discovery e Sky.

 

fabio fazio laura carafoli luciana littizzetto

D’altronde, basta dare una occhiata agli ascolti medi della prima serata dal 15 al 29 ottobre (da quando è partito il programma di Fazio su Nove) per capire meglio la portata del cambiamento: domina sempre Rai 1 con il 21,47% di share, seguita, piuttosto da lontano, da Canale 5 con il 14,58%. Poi c’è un gruppone affollato con Italia 1 al 5,83%, Rai 3 al 5,67%, La7 al 5,39%, Rete 4 al 4,68%, Nove al 4,39%, Rai 2 al 3,91% e Tv8 al 3,16%.

 

Non era mai accaduto che Nove tallonasse Rete 4, fosse davanti a Rai 2, a sua volta avvicinata da Tv8. La scommessa con Fazio sembrerebbe vinta, e a questo punto sarà interessante verificare se Warner avrà voglia di diventare un vero protagonista della tv generalista in chiaro, un po’ come ha già fatto in Polonia.

 

fratelli di crozza

Ha il format di Che tempo che fa, ha lo show di Maurizio Crozza, e potrà contare magari su altre prime serate che Fazio e il suo gruppo di lavoro ideeranno nei prossimi mesi. Poiché l’80% del fatturato di un canale tv si fa con la raccolta pubblicitaria dalle ore 18.45 alle 22.30, Nove avrebbe però bisogno di un forte pre-serale, di un buon tg e di un interessante access.

 

E, facendo incetta del meglio che c’è sul mercato, diventerebbe imbattibile, ad esempio, con Paolo Bonolis nel game pre-serale (e magari un Ciao Darwin in una prima serata), con Enrico Mentana alla guida del tg, una Lilli Gruber a trainare l’access.

 

fabio fazio che tempo che fa su canale nove 1

Corteggiando di nuovo pure Maria De Filippi (che al momento rappresenta in sostanza quasi tutti gli ascolti di Canale 5) o Antonio Ricci, che non sembra essere completamente a suo agio nella nuova Mediaset post-Silvio Berlusconi. Così, ovviamente, son bravi tutti.

 

Ma Nove, a differenza di La7 che, come Rete 4, è poco più di una radio col video per approfondimenti giornalistici che costano pochissimo, ha nel suo dna la possibilità di fare davvero concorrenza a Canale 5 nell’intrattenimento, nello svago. Potendo poi contare, a differenza di Canale 5, su un catalogo enorme, quello di Warner, ricco di film, serie tv, factual, documentari.

 

fratelli di crozza

Anche Tv8, il canale in chiaro di Sky, se vogliamo, è a un bivio: pensiamo solo al potenziale che avrebbe, in fatto di diritti tv, per diventare un grande competitor generalista, tra X-Factor e Masterchef, la Formula 1 e la MotoGp passando per la partita di Champions League in chiaro (che avrà dalla stagione 2024-25, togliendola a Mediaset).

 

Ci sono però alcuni fattori che potrebbero influenzare le scelte. Bisogna innanzitutto capire se agli americani di Comcast e di Warner interessa realmente il pubblico della tv generalista, ovvero un target più che adulto e che magari, pubblicitariamente, non è così redditizio.

fabio fazio e alessandro araimo

 

Va però anche compreso se, nella specificità del mercato italiano, gli investitori pubblicitari abbiano già voglia di premiare di più lo streaming, il digitale, le pillole di contenuti, l’eventizzazione, o se, come sembra, siano ancora sclerotizzati su vecchie formule e preferiscano allocare le loro risorse sulla classica tv generalista.

 

Di sicuro la grande tv italiana mostra un generale arretramento sul fronte della capacità di ideazione dei format […]; ha perso tutto il pacchetto dei film e delle serie tv […]; ha perso anche il pacchetto sport […]; c’è una senescenza imbarazzante dello star system, e si fa fatica a trovare personaggi sotto i 60 anni; se Rai può ancora permettersi di investire qualcosa, grazie alle risorse del canone, per il resto si assiste a una tv generalista di conserva, con Mediaset che ha totalmente disinvestito da Rete 4 e Italia 1, e La7 che invece non ha mai potuto permettersi particolari follie. […]

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