allarme coldiretti cibi

MA QUANTE ZOZZERIE CI MANGIAMO?  L’ALLARME DI COLDIRETTI: “IN ITALIA UNO SCANDALO ALIMENTARE AL GIORNO” - I PERICOLI MAGGIORI? DAL TONNO SPAGNOLO PER L’ALTO CONTENUTO DI MERCURIO, DAL PESCESPADA FRANCESE, DAI PISTACCHI DALLA TURCHIA, DALLE CARNI DELLA POLONIA E… - LA BLACK LIST ALIMENTARE

Fausta Chiesa per corriere.it

coldiretti cibi

Tonno spagnolo? Sgombro francese? E i pistacchi sono turchi o americani? La provenienza del cibo potrebbe fare la differenza, almeno in base a un’analisi fatta da Coldiretti sugli allarmi alimentari che si sono verificati in Italia quest’anno: più di uno al giorno, che in oltre quattro prodotti su cinque hanno riguardato prodotti pericolosi per la sicurezza alimentare provenienti dall’estero: su un totale di 281 allarmi notificati a Bruxelles, 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44 per cento) e 108 da Paesi extra Ue (39 per cento). L’analisi è stata presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio (Como) dove è stata apparecchiata la tavola dei cibi più pericolosi venduti in Italia nel 2019 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf, Rapid Alert System for Food and Feed) relative ai primi nove mesi.

 

I maggiori pericoli? «Il pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio – precisa la Coldiretti – e quello francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (i cosiddetti «Moca»), per i quali si riscontra la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide), in particolare per quelli importati dalla Cina». Come per esempio i pelati.

 

coldiretti cibi

Nella black list alimentare ci sono poi i pistacchi dalla Turchia e le arachidi dall’Egitto per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche.

 

Sul podio dei Paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge la Spagna con 54 notifiche, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla Cina con 28 segnalazioni, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla Turchia con 22 avvisi, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio. «E questo accade – sottolinea la Coldiretti – nonostante il fatto che la Cina e la Turchia rappresentino rispettivamente appena il 2% e l’1% del valore delle importazioni agroalimentari in Italia mentre la Spagna arriva circa al 10 per cento. Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni».

coldiretti cibi

 

In generale, «sugli alimenti importati - sottolinea Coldiretti - è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici più che doppia rispetto a quelli made in Italy, con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte più pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” pubblicato in agosto 2019. Su circa 11.500 i campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale – è risultato irregolare ma la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 5,9%». Ed è per questo che l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana presieduta da Ettore Prandini spinge sull’obbligo di indicare in «etichetta l’origine nazionale dei prodotti da estendere a tutti gli alimenti».

coldiretti

 

Coldiretti ha annunciato di aver raggiunto l’obiettivo della raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea «Eat original! Unmask your food» (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa assieme ad altre organizzazioni europee. La petizione si è conclusa il 2 ottobre. L’associazione ha consegnato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un «maxi assegno» di 1.100.000 firme raccolte.

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