milan liverpool

MENTRE IL MILAN FINESCE ALL'INFERNO, IBRA FA LO SBORONE: "IL MIO RUOLO È SEMPLICE. TANTI PARLANO MA IO COMANDO, SONO IO IL BOSS E TUTTI LAVORANO PER ME" - POI PARLA COME IL MAGO OTHELMA SOTTO LSD: "LA MIA ASSENZA? QUANDO LEONE VA VIA, I GATTI SI AVVICINANO. QUANDO IL LEONE TORNA, I GATTI SPARISCONO. I GATTINI NON SONO IN SQUADRA, SONO QUELLI FUORI SQUADRA…" - DOPO LA DISFATTA CON IL LIVERPOOL, L'IRA DEI TIFOSI: “CI AVETE ROTTO IL CAZZO”; “TIRATE FUORI LE PALLE” - PIOVE SUL BAGNATO IN VISTA DEL DERBY, MAIGNAN ESCE INFORTUNATO – BERGOMI (SKY) CRITICA FONSECA - VIDEO

https://video.sky.it/sport/calcio/champions-league/video/milan-liverpool-ibrahimovic-intervista-pre-video-952041

 

 

Estratti da gazzetta.it

 

milan liverpool

Dicono che la luna, stanotte, sembrerà gigante, la più grande del mese. Il Milan, guardando su, vedrà il Liverpool: troppo più forte, su un altro pianeta per 70 minuti. La prima in Champions del Milan di Fonseca finisce 1-3: gol di Pulisic, poi Konaté e Van Dijk da angolo e Szoboszlai nel secondo tempo. Detto chiaro: la distanza tra le due squadre è stata (almeno) questa.

 

Dopo 70 minuti, il conto dei tiri diceva 19 a 2 Liverpool: non serve altro, signor giudice. E allora, riflessione rapida: per la Champions, che quest’anno è lunga otto partite, non è un gran problema; per il Milan e Fonseca beh, sì. Domenica sera a San Siro ci sarà il derby, con l’Inter in casa. Se finisse ancora male, come si potrebbe aver fiducia in questo progetto? Le facce di Furlani e Ibra, lunghissime, in tv dicevano molto.

 

(…)

milan liverpool

 

È amarissima la prima stagionale del Milan in Champions League: oltre a perdere 1-3 contro il Liverpool, i rossoneri hanno perduto pure l'appoggio del cuore del loro tifo, la Curva Sud, che nei minuti finali del match con i Reds ha fischiato la squadra e invitato i calciatori a tirare fuori gli attributi.

 

 

E dire che la partita era iniziata con il grido di battaglia della curva rossonera: una coreografia con la scritta "Fearless" (senza paura) aveva provato a spingere la squadra prima del fischio d'inizio. E, invece, meno di due ore dopo, Calabria ha guidato i suoi compagni (tranne Leao e il tecnico Fonseca, che non lo hanno seguito) a chiedere scusa sotto il settore degli ultrà, che non hanno nascosto, con i loro cori ("tirate fuori i c...", "ci avete rotto il c..."), di essersi stufati di un avvio di stagione deprimente: i rossoneri, infatti, sono già stati sconfitti due volte (a Parma e stasera) e hanno vinto appena una partita su 5 (sabato, 4-0 al Venezia).

 

milan liverpool

(…)

 

Il solito Ibra, ça va sans dire. Lo svedese, tornato da un paio di giorni accanto al suo Milan dopo un'assenza che ha fatto molto discutere, ha parlato pochi minuti prima della sfida col Liverpool. Col consueto ego e con la consueta ironia. "È una grande partita, arriva nel momento giusto per la squadra, dopo l'ultima che è andata bene - ha detto a Sky -. Non abbiamo fatto l'inizio che volevamo ma con pazienza arriviamo. La mia assenza? Quando leone va via, i gatti si avvicinano. Quando il leone torna, i gatti spariscono.

 

E poi precisa a proposito del suo ruolo (che anche Boban ha detto di non aver capito): "Il ruolo è semplice. Tanti parlano ma io comando, sono io il boss e tutti lavorano per me". Poi precisa: "I gattini non sono in squadra, sono quelli fuori squadra… Ho parlato con la squadra, sta bene, sono carichi. Hanno fatto bene nell’ultima partita. Dopo un po’ di riposo e tattica e sono pronti. Il mercato è andato esattamente come volevamo, tutto quello che abbiamo cercato e che secondo noi mancava lo abbiamo preso. L’ultimo è stato Abraham, per dare un rinforzo extra in attacco. Mi dispiace per Jovic che non è in lista Champions.

milan liverpool ibra

 

Su Osimhen sto in silenzio... Se mi manca il campo? Ora è diverso, da quando ho accettato di non giocare più non ho questa adrenalina. E’ ovvio che mi manca giocare a calcio, questi erano momenti belli e grandi però non è che abbia questa voglia di tornare, quando accetti qualcosa la fai passare e la lasci"

Ultimi Dagoreport

jd vance papa francesco bergoglio

PAPA FRANCESCO NON VOLEVA INCONTRARE JD VANCE E HA MANDATO AVANTI PAROLIN – BERGOGLIO HA CAMBIATO IDEA SOLO DOPO L’INCONTRO DEL NUMERO DUE DI TRUMP CON IL SEGRETARIO DI STATO: VANCE SI È MOSTRATO RICETTIVO DI FRONTE AL LUNGO ELENCO DI DOSSIER SU CUI LA CHIESA È AGLI ANTIPODI DELL’AMMINISTRAZIONE AMERICANA, E HA PROMESSO DI COINVOLGERE IL TYCOON. A QUEL PUNTO IL PONTEFICE SI È CONVINTO E HA ACCONSENTITO AL BREVE FACCIA A FACCIA – SUI SOCIAL SI SPRECANO POST E MEME SULLA COINCIDENZA TRA LA VISITA E LA MORTE DEL PAPA: “È SOPRAVVISSUTO A UNA POLMONITE BILATERALE, MA NON È RIUSCITO A SOPRAVVIVERE AL FETORE DELL’AUTORITARISMO TEOCRATICO” – I MEME

jd vance roma giorgia meloni

DAGOREPORT – LA VISITA DEL SUPER CAFONE VANCE A ROMA HA VISTO UN SISTEMA DI SICUREZZA CHE IN CITTÀ NON VENIVA ATTUATO DAI TEMPI DEL RAPIMENTO MORO. MOLTO PIÙ STRINGENTE DI QUANTO È ACCADUTO PER LE VISITE DI BUSH, OBAMA O BIDEN. CON EPISODI AL LIMITE DELLA LEGGE (O OLTRE), COME QUELLO DEGLI ABITANTI DI VIA DELLE TRE MADONNE (ATTACCATA A VILLA TAVERNA, DOVE HA SOGGIORNATO IL BUZZURRO), DOVE VIVONO DA CALTAGIRONE AD ALFANO FINO AD ABETE, LETTERALMENTE “SEQUESTRATI” PER QUATTRO GIORNI – MA PERCHÉ TUTTO QUESTO? FORSE LA SORA “GEORGIA” VOLEVA FAR VEDERE AGLI AMICI AMERICANI QUANTO È TOSTA? AH, SAPERLO...

giovanbattista fazzolari giorgia meloni donald trump emmanuel macron pedro sanz merz tusk ursula von der leyen

SE LA DIPLOMAZIA DEGLI STATI UNITI, DALL’UCRAINA ALL’IRAN, TRUMP L’HA AFFIDATA NELLE MANI DI UN AMICO IMMOBILIARISTA, STEVE WITKOFF, DALL’ALTRA PARTE DELL’OCEANO, MELONI AVEVA GIÀ ANTICIPATO IL CALIGOLA DAZISTA CON LA NOMINA DI FAZZOLARI: L’EX DIRIGENTE DI SECONDA FASCIA DELLA REGIONE LAZIO (2018) CHE GESTISCE A PALAZZO CHIGI SUPERPOTERI MA SEMPRE LONTANO DALLA VANITÀ MEDIATICA. FINO A IERI: RINGALLUZZITO DAL FATTO CHE LA “GABBIANELLA” DI COLLE OPPIO SIA RITORNATA DA WASHINGTON SENZA GLI OCCHI NERI (COME ZELENSKY) E UN DITO AL CULO (COME NETANYAHU), L’EMINENZA NERA DELLA FIAMMA È ARRIVATO A PRENDERE IL POSTO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI, L’IMBELLE ANTONIO TAJANI: “IL VERTICE UE-USA POTREBBE TENERSI A ROMA, A MAGGIO, CHE DOVREBBE ESSERE ALLARGATO ANCHE AGLI ALTRI 27 LEADER DEGLI STATI UE’’ – PURTROPPO, UN VERTICE A ROMA CONVINCE DAVVERO POCO FRANCIA, GERMANIA, POLONIA E SPAGNA. PER DI PIÙ L’IDEA CHE SIA LA MELONI, OSSIA LA PIÙ TRUMPIANA DEI LEADER EUROPEI, A GESTIRE L’EVENTO NON LI PERSUADE AFFATTO…

patrizia scurti giorgia meloni giuseppe napoli emilio scalfarotto giovanbattista fazzolari

QUANDO C’È LA FIAMMA, LA COMPETENZA NON SERVE NÉ APPARECCHIA. ET VOILÀ!, CHI SBUCA CONSIGLIERE NEL CDA DI FINCANTIERI? EMILIO SCALFAROTTO! L’EX “GABBIANO” DI COLLE OPPIO VOLATO NEL 2018 A FIUMICINO COME ASSESSORE ALLA GIOVENTÙ, NON VI DIRÀ NULLA. MA DAL 2022 SCALFAROTTO HA FATTO IL BOTTO, DIVENTANDO CAPO SEGRETERIA DI FAZZOLARI. “È L’UNICO DI CUI SI FIDA” NELLA GESTIONE DI DOSSIER E NOMINE IL DOMINUS DI PALAZZO CHIGI CHE RISOLVE (“ME LA VEDO IO!”) PROBLEMI E INSIDIE DELLA DUCETTA - IL POTERE ALLA FIAMMA SI TIENE TUTTO IN FAMIGLIA: OLTRE A SCALFAROTTO, LAVORA PER FAZZO COME SEGRETARIA PARTICOLARE, LA NIPOTE DI PATRIZIA SCURTI, MENTRE IL MARITO DELLA POTENTISSIMA SEGRETARIA-OMBRA, GIUSEPPE NAPOLI, È UN AGENTE AISI CHE PRESIEDE ALLA SCORTA DELLA PREMIER…

francesco milleri andrea orcel carlo messina nagel donnet generali caltagirone

DAGOREPORT - A CHE PUNTO È LA NOTTE DEL PIÙ GRANDE RISIKO BANCARIO D’ITALIA? L’ASSEMBLEA DI GENERALI DEL 24 APRILE È SOLO LA PRIMA BATTAGLIA. LA GUERRA AVRÀ INIZIO DA MAGGIO, QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I CAVALIERI BIANCHI MENEGHINI - RIUSCIRANNO UNICREDIT E BANCA INTESA A SBARRARE IL PASSO ALLA SCALATA DI MEDIOBANCA-GENERALI DA PARTE DELL’”USURPATORE ROMANO” CALTAGIRONE IN SELLA AL CAVALLO DI TROIA DEI PASCHI DI SIENA (SCUDERIA PALAZZO CHIGI)? - QUALI MOSSE FARÀ INTESA PER ARGINARE IL DINAMISMO ACCHIAPPATUTTO DI UNICREDIT? LA “BANCA DI SISTEMA” SI METTERÀ DI TRAVERSO A UN’OPERAZIONE BENEDETTA DAL GOVERNO MELONI? O, MAGARI, MESSINA TROVERÀ UN ACCORDO CON CALTARICCONE? (INTESA HA PRIMA SPINTO ASSOGESTIONI A PRESENTARE UNA LISTA PER IL CDA GENERALI, POI HA PRESTATO 500 MILIONI A CALTAGIRONE…)

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - LA DUCETTA IN VERSIONE COMBAT, DIMENTICATELA: LA GIORGIA CHE VOLERA' DOMANI A WASHINGTON E' UNA PREMIER IMPAURITA, INTENTA A PARARSI IL SEDERINO PIGOLANDO DI ''INSIDIE'' E "MOMENTI DIFFICILI" - IL SOGNO DI FAR IL SUO INGRESSO ALLA CASA BIANCA COME PONTIERE TRA USA-UE SI E' TRASFORMATO IN UN INCUBO IL 2 APRILE QUANDO IL CALIGOLA AMERICANO HA MOSTRATO IL TABELLONE DEI DAZI GLOBALI - PRIMA DELLE TARIFFE, IL VIAGGIO AVEVA UN SENSO, MA ORA CHE PUÒ OTTENERE DA UN MEGALOMANE IN PIENO DECLINO COGNITIVO? DALL’UCRAINA ALLE SPESE PER LA DIFESA DELLA NATO, DA PUTIN ALLA CINA, I CONFLITTI TRA EUROPA E STATI UNITI SONO TALMENTE ENORMI CHE IL CAMALEONTISMO DI MELONI E' DIVENTATO OGGI INSOSTENIBILE (ANCHE PERCHE' IL DAZISMO VA A SVUOTARE LE TASCHE ANCHE DEI SUOI ELETTORI) - L'INCONTRO CON TRUMP E' UN'INCOGNITA 1-2-X, DOVE PUO' SUCCEDERE TUTTO: PUO' TORNARE CON UN PUGNO DI MOSCHE IN MANO, OPPURE LEGNATA COME ZELENSKY O MAGARI  RICOPERTA DI BACI E LODI...