silvio berlusconi fininvest

CHI SI CUCCA L’EREDITÀ DI SILVIO? LA SUCCESSIONE È GIÀ PIANIFICATA: IL GIOIELLINO DELLA CORONA DI BERLUSCONI, FININVEST, SARÀ DIVISO TRA I CINQUE FIGLI. MARTA FASCINA EREDITERÀ SOLDI E CASE, MA SULLE AZIENDE NON TOCCHERÀ PALLA – LE DOMANDE SUL FUTURO DI MEDIASET: VENDERE? E A CHI? BOLLORÈ POTREBBE TORNARE IN GIOCO, MA C’È ANCHE L’IPOTESI DISCOVERY, O LA CREAZIONE DI UN COLOSSO EUROPEO TRAMITE PROSIEBEN – GLI EQUILIBRI TRA I FIGLI DI PRIMO E SECONDO LETTO E IL PATRIMONIO TOTALE DI ALMENO...

1. IL FUTURO DELL’IMPERO

Estratto dell’articolo di Francesco Spini per “La Stampa”

 

BERLUSCONI FIGLI 3

«E adesso?». La notizia della scomparsa di Silvio Berlusconi corre veloce nelle sale operative, i telefoni degli analisti si fanno roventi, tempestati dalle domande dei gestori dei fondi internazionali che si interrogano sul futuro.

 

Di Fininvest, certo, ma soprattutto di quella Mediaset (di cui la famiglia controlla il 50%) che da un anno e mezzo ha cambiato nome in Mfe-MediaforEurope, sede, ad Amsterdam, e vocazione: non più confinata a Cologno Monzese ma protesa verso un polo europeo delle tv in chiaro.

 

berlusconi bollore vivendi mediaset

«E i figli, venderanno?». La domanda rimbalza, i titoli in Borsa decollano. Le azioni tipo B, la "B" di Berlusconi, quelle che contano per comandare (10 diritti di voto per ciascun titolo) in mezzora toccano un rialzo del 10%.

 

Qualcuno immagina grandi manovre, finché un comunicato marchiato Fininvest, della famiglia insomma, raffredda gli entusiasmi: evoca il patrimonio del Cavaliere […] E tale patrimonio – si sottolinea – resterà alla base di tutte le nostre attività, che proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto».

 

Traduzione: non si vende. E basta questo per raffreddare chi, nella speculazione, stava gettando il cuore ben oltre l'ostacolo

 

L IMPERO DEI BERLUSCONI

[…]  il mercato, in ogni caso, disegna scenari, compila ipotesi. La più scontata di queste è già lì, appollaiata in Mfe con il 23,6% dei diritti di voto. Si chiama Vivendi, ovvero Vincent Bolloré, il rider bretone con cui Berlusconi nel 2016 si era accordato per fare una grande alleanza che invece si rivelò un pantano: tra un tentativo di scalata (di cui la famiglia non ha mai perdonato il tempismo, visto che cominciò durante una degenza del Cavaliere), guerre legali, scontri all'ultimo voto.

 

Due anni fa la pace ha avviato una discesa dei francesi dal 29,9% raggiunto, discesa che si è però interrotta, visti i corsi non favorevoli del titolo. Un nemico carissimo, insomma, che oggi rende onore al Cav: «Il suo fascino e la sua energia rimarranno nella memoria di tutti», recita la nota che arriva da Parigi. Torneranno alleati? […] Bolloré non farà la prima mossa.

 

piersilvio e silvio berlusconi

La seconda congettura porta in Germania, dove Mfe ha spostato il primo carrarmatino del suo risiko delle tv: ha comprato poco meno del 30% di ProsiebenSat1. Una combinazione sull'asse Cologno-Monaco […] creerebbe un colosso con soci i Berlusconi, i francesi e i cechi di Ppf, saliti al 15% del gruppo tedesco.

 

Terza suggestione: la vendita a gruppi internazionali. I pretendenti negli anni non sono mancati. Tutti ricordano il doppio tentativo di Rupert Murdoch negli Anni 90. E anche oggi un gruppo presente in Italia, Spagna e Germania può destare interesse: Discovery si dice abbia bussato alla porta di Pier Silvio Berlusconi, ad di Mfe, ricevendo un «no, grazie». Varrà in futuro?

 

Per ora va registrato il mantra di famiglia: «Assoluta continuità». E questo dovrà valere per tutto l'impero Berlusconi, uno scrigno che vale una fortuna: 6 miliardi di euro, calcola Forbes, circa 4,9 solo di patrimonio di Finivest la holding a capo della catena.

IL SALUTO DEI FIGLI A SILVIO BERLUSCONI IN ONDA SULLE RETI MEDIASET

Un portafoglio che spazia dalle tv, alle radio (105, 101, Monte Carlo), dala pubblicità (Publitalia 80), alle produzioni (TaoDue), all'editoria con Mondadori. E ancora il calcio col Monza. Il teatro Manzoni, salotto di Milano, la flotta di tre aeroplani e un elicottero, gli immobili, in parte anche fuori con le società Dolcedrago e Idra, con le ville San Martino e Certosa.

 

Poi c'è il gioiello Banca Mediolanum […] di cui Fininvest ha il 30%: quota che da sola vale 1,8 miliardi. Senza più il Cavaliere […] la Bce non opporrà più nulla e il Biscione non dovrà più scendere sotto il 10%. Resta da capire come si suddividerà adesso l'impero.

 

silvio berlusconi con marina e pier silvio

C'è curiosità, ad esempio, su quello che sarà il lascito all'ultima compagna, Marta Fascina. Soldi e case, si scommette. Non le aziende. Marina e Pier Silvio, figli della prima moglie Carla Dall'Oglio, hanno già il 15,3%, il 7,65% di Fininvest ciascuno tramite le Holding Italiana Quarta e Quinta. Barbara, Eleonora e Luigi, frutto delle nozze con Veronica Lario, hanno insieme il 21,42% nella H14, di cui ha ognuno un terzo. Oltre a un 2% di azioni proprie, il restante 61,3% circa era nella disponibilità di Berlusconi, tramite altre quattro casseforti.

 

berlusconi villa certosa

Una divisione paritaria sposterebbe l'asse della maggioranza a favore dei figli di secondo letto, ma con la quota disponibile (un quarto) Berlusconi potrebbe aver sistemato le cose, con compensazioni, anche con gli accordi in occasione dei suoi divorzi. Difficilmente poi la governance del Biscione sarà lasciata al caso. La guida di Fininvest (così come di Mondadori) saldamente nelle mani di Marina, quanto il timone di Mfe a Pier Silvio non appaiono in discussione. Appuntatevi la linea strategica: «Assoluta continuità».

 

2. IL PATRIMONIO DI BERLUSCONI: FININVEST, MEDIASET, MONDADORI, VILLE, SUPER YACHT

Estratto dell’articolo di Mario Gerevini per www.corriere.it

 

MARTA FASCINA SILVIO BERLUSCONI

[…] quale è il valore di tutte le proprietà e dei conti in banca che il Cavaliere lascia in eredità? A 4 miliardi ci si arriva con stime abbastanza attendibili e conservative. Vediamo che cosa c’è, dunque, nel portafoglio dell’ex premier, dettagli compresi.

 

Le proprietà di Berlusconi

Le superville: dalla Certosa di Porto Rotondo, valutata 259 milioni, alla “Lampara” di Cannes della ex cognata. I 116 box auto parzialmente sfitti. I 170mila euro di guadagno al giorno (calcolati sugli ultimi 2.000 giorni) grazie alle attività della Fininvest. Una vecchia Audi A6 del 2006 e i diritti su un centinaio di storiche pellicole tra cui «Peppone-Don Camillo» e «I Tre giorni del Condor».

 

L’immobile a Porto Rotondo che fu del fondatore di Playmen e ora «incorporato» nel complesso di Villa Certosa. Il Cinema Fiamma a Roma venduto per 3,1 milioni l’anno scorso a una fondazione emanazione del ministro della Cultura. Si capisce da questi esempi che l’impero ha mille derivate.

PIER SILVIO BERLUSCONI CON IL FIGLIO LORENZO MATTIA E IL COGNATO MAURIZIO VANADIA

 

Le dichiarazioni al Parlamento sono piuttosto generiche (per tutti, non solo per il cavaliere). Ci dicono quello che era il suo reddito record (50 milioni nel 2021 e 18 milioni nel 2022) presumibilmente realizzato in gran parte con i dividendi che risalgono da Fininvest. Ma è una sorta di fotografia dal satellite, sfuggono i particolari e le operazioni più recenti.

 

Mentre a quasi 86 anni (29 settembre) riscendeva nella mischia elettorale, nel suo conto in banca arrivavano, appunto, 93,7 milioni di euro sotto forma di dividendo e altri 63 milioni sono rientrati ad Arcore da un prestito erogato a una società controllata, tanto per dire un paio di particolari che insieme fanno 156 milioni.

 

I tre rami dell’impero del Cavaliere

IL TESORO DELLA GALASSIA BERLUSCONI

Possiamo dividere l’impero in tre grandi rami. Il primo, quello privatissimo delle case di residenza (Arcore, Macherio ecc ), fa capo a Silvio Berlusconi in persona e potrebbe avere un valore indicativo di 100-150 milioni. Il secondo ramo, quello personale delle ville da vacanza (Porto Rotondo, Cannes ecc) e altri investimenti immobiliari, ha un valore stimabile in 500 milioni ed è gestito da decenni da quattro professionisti di assoluta fiducia attraverso una serie di società che fanno capo alla holding immobiliare Dolcedrago.

 

Siamo a quota 650 milioni. E fin qui i 5 figli non toccano palla o quasi. Il terzo ramo, l’unico che non brucia cassa ma ne produce in gran quantità, è la Fininvest, la gallina dai dividendi d’oro con le sue partecipazioni in Mediaset, Mondadori, Mediolanum ecc; controllata al 61% dal fondatore con il resto diviso equamente tra i cinque figli. Qui la quota attribuibile al fondatore, sulla base del patrimonio netto Fininvest 2021 (4,9 miliardi), è quasi 3 miliardi. Quindi considerando anche liquidità, opere d’arte e altri investimenti non noti si arriva rapidamente ai 4 miliardi, come minimo.

silvio berlusconi marta fascina

 

[…] Dove le due generazioni della famiglia si compattano è proprio nel capitale Fininvest, il motore dell’impero. Lì dentro ex mogli e compagne non sono mai entrate, solo Silvio e i figli. Una volta, molti anni fa, anche il fratello Paolo, poi uscito. Era l’epoca delle 22 nebbiose holding, schermate da fiduciarie.

 

Oggi la struttura di controllo è totalmente italiana e alla luce del sole. La presidente da molti anni è Marina Berlusconi e il consiglio di amministrazione è un mix di famiglia e manager, tra cui i fedelissimi Adriano Galliani e Salvatore Sciascia. Certamente il fondatore ha pianificato nel dettaglio gli equilibri futuri.

Veronica Lario con Silvio Berlusconi e i figli

 

Marina e Pier Silvio hanno il 7,65% a testa attraverso le loro holding personali mentre Barbara, Luigi ed Eleonora hanno raccolto le loro quote (21,4%) in una società comune. Fininvest ha attività immobiliari, controlla la società Alba che gestisce i jet e gli elicotteri, il Monza calcio, il Teatro Manzoni ma soprattutto detiene partecipazioni rilevanti nelle tre società quotate MediaForEurope-Mediaset (50%) la cui sede legale è stata trasferita in Olanda nel 2021, Banca Mediolanum (30%) e Mondadori (53%). Dalle prime due arriva, sotto forma di cedole, gran parte della benzina che alimenta il «sistema». Ecco perché è qui che si gioca la vera partita del’eredità. Nel 2021 Fininvest ha fatturato 3,8 miliardi con 360 milioni di utile. […]

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…