immigrazione illegale stati uniti donald trump

“SONO ENTRATI CON LA FORZA E HANNO RASTRELLATO I DIPENDENTI” – A NEWARK, IN NEW JERSEY, SI È CREATO IL PANICO DOPO UN RAID DEGLI AGENTI ANTI-IMMIGRAZIONE, CHE ANDAVANO A CACCIA DI IMMIGRATI PER DEPORTARLI: “IL NOSTRO MANAGER È UN VETERANO, HA MOSTRATO IL SUO DOCUMENTO, MA NON HANNO VOLUTO GUARDARLO” – IL PUGNO DURO CONTRO I CLANDESTINI NON È AFFATTO UNA NOVITÀ: ANCHE OBAMA DA PRESIDENTE AVEVA CONDOTTO TRE MILIONI DI DEPORTAZIONI (DIVERSE DALLE SEMPLICI ESPULSIONI), MA… - VIDEO

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per www.repubblica.it

 

BLITZ ANTI MIGRANTI A NEWARK, IN NEW JERSEY

«E cosa faranno, quando assalteranno le scuole per arrestare e deportare i nostri figli? Lasceranno i fucili all’ingresso, oppure li punteranno contro gli studenti in classe? Busseranno, o sfonderanno le porte, come hanno fatto l’altro giorno qui a Newark?».

 

Teresa Ruiz dice di essere una madre, portoricana, prima che la leader della maggioranza al Senato nel New Jersey. Perciò non riesce a trattenere la commozione, mentre denuncia il raid lanciato giovedì dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement. La prima, plateale prova di forza di Donald Trump, per dimostrare che l’aria è cambiata in America.

 

MIGRANTI IN CATENE DEPORTATI DA TRUMP

Cosa è successo lo racconta Luis Janota sulla porta dell’Ocean Seafood Depot, il mercato del pesce al numero 331 di Adam Street che è stato assaltato. «Una dozzina di agenti è arrivata senza preavviso o mandato di perquisizione – ricorda il proprietario del negozio – con i giubbotti antiproiettile e le armi in pugno. Sono entrati di forza e hanno rastrellato i dipendenti. Il nostro manager è un veterano delle forze armate e ha mostrato il suo documento, ma non hanno voluto guardarlo. Lo hanno trascinato con gli altri, penso perché è portoricano, e dalla faccia si capiva che non era un bianco».

 

donald trump - muro anti migranti al confine usa messico

Janota è intervenuto: «Ho chiesto agli agenti quali documenti volevano, visto che quello militare non era sufficiente. Hanno risposto una licenza o un passaporto. Ma chi va in giro con il passaporto?». […]

 

Negli Stati Uniti ci sono circa 14 milioni di immigrati che Trump vorrebbe deportare. E qui bisogna essere precisi: la parola giusta non è espulsione o rimpatrio, ma deportazione. Perché il piano prevede di arrestarli anche in chiesa o a scuola, trasferirli nei centri di detenzione, e poi caricarli in manette sopra un aereo, come si è vantata di fare la stessa Casa Bianca, pubblicando le prime immagini dei cacciati.

 

Non è una novità, visto che anche Barack Obama da presidente aveva condotto circa tre milioni di deportazioni, più dello stesso Trump nel suo primo mandato. Però il modo e i numeri fanno la differenza.

 

Ras Baraka

Newark non è stata scelta a caso. In queste strade, nel 1967, era scoppiata la rivolta degli afroamericani vessati dai poliziotti bianchi, finita con oltre venti morti e le case incendiate. Tanto per capire il clima delle relazioni razziali, non lontano da qui, a Paterson, era stato arrestato per omicidio Rubin Carter, il pugile a cui si era ispirato Bob Dylan per la sua Hurricane. Il sindaco, Ras Baraka, ha deciso di aderire alle «città santuario», ossia quelle che proteggono gli illegali, anche perché «gli immigrati senza documenti rappresentano il 7% della forza lavoro nel New Jersey e pagano un miliardo di dollari di tasse all’anno. Sono i nostri vicini, i nostri amici». Perciò Tom Homan, “zar dei confini” incaricato da Trump delle deportazioni, ha minacciato di arrestarlo, se si metterà di traverso.

 

donald trump - deportazione dei migranti

Baraka, incontrando i giornalisti a City Hall, non cede: «Non mi mette paura, se vuole venga a prendermi. Non andrò in carcere in silenzio». Il sindaco spiega così la resistenza: «Avevano detto che avrebbero cacciato gli immigrati illegali violenti e criminali, ma qui hanno arrestato e interrogato anche un cittadino americano, ignorando un veterano che mostrava l’identificativo militare. Avevano detto che avrebbero deportato stupratori e killer, ma nessuno dei fermati lo era. Allora qual è la verità? Quale il criterio? La gente oggi ha paura di andare al lavoro, a scuola, in chiesa o in ospedale».

 

TIME TRUMP BAMBINA MIGRANTE

L’Ice risponde di aver condotto «un’operazione mirata» che non può commentare oltre, perché «le indagini sono ancora in corso». Baraka scuote la testa: «Ok, d’accordo, ma se non avevano un mandato di perquisizione hanno violato la legge. E poi se l’operazione era così mirata, come mai non hanno mostrato i nomi dei pericolosi ricercati che erano venuti a prendere? Perché sono entrati in quel negozio e hanno iniziato a rastrellare i dipendenti a caso? Forse perché dalla faccia non sembravano americani? Questo comportamento ha un nome: racial profiling. Vuole dire andare a caccia di persone da perseguitare per la razza, il colore della pelle, l’etnia».

 

Per ora a Newark, che guarda la Statua della Libertà e Ellis Island da una dozzina di chilometri di distanza, non sono state alzate barricate. Però Baraka avverte: «Possiamo avere idee diverse sull’immigrazione e sulla politica, ma non sulla Costituzione. Siamo pronti a combattere per difenderla».

BLITZ ANTI MIGRANTI A NEWARK, IN NEW JERSEYla casa bianca posta la foto dei migranti deportati in cateneMIGRANTI IN AMERICAmigranti al confine tra usa e messicodonald trump 1

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