LE “STELLE” NON STANNO A GUARDARE - ASTA PER POGBA, IBRA CHIEDE AL PSG IL VIA LIBERA PER TORNARE AL MILAN - ROMA: PER L’ATTACCO DZEKO O BACCA - INTER: VIA KOVACIC, ARRIVA UNO FRA THIAGO MOTTA E FELIPE MELO - ZEMAN FIRMA COL LUGANO

Monica Colombo per il “Corriere della Sera”

POGBAPOGBA

 

E le stelle non stanno a guardare. Casomai si spostano, in un moto determinato da una corrente di euro. Nella galassia del pallone, sistemate le panchine, restano da definire le sorti delle superstar.

 

Pogba è la cometa della Juventus che da un lato non vorrebbe privarsi del centrocampista 22enne, punto di riferimento del gioco di Allegri. Dall’altro però non può nemmeno permettersi di rimanere insensibile davanti alla montagna di quattrini che i più grandi club del continente sono pronti a offrire.

FINALE DI CHAMPIONS - BARCELLONA JUVENTUS FINALE DI CHAMPIONS - BARCELLONA JUVENTUS

 

Si sono fatti avanti il Paris Saint Germain e il Real Madrid. Il Barcellona attraverso Ariedo Braida (in ottimi rapporti con Beppe Marotta e con Mino Raiola, agente del giocatore) ha tentato di prenotare il fuoriclasse per il 2016 quando scadrà la sanzione della Fifa che ha imposto ai catalani il blocco del mercato. «Al Barça piace a tutti: per il suo bene gli direi di venire da noi» ha dichiarato l’ex dirigente milanista.

 

L’opzione blaugrana non dispiacerebbe alla Juve che così conterebbe sulle prestazioni del Polpo Paul per un’altra stagione. Solo un diluvio di quattrini potrebbe far cambiare idea al management bianconero: in proposito ieri in Inghilterra il Daily Star ha rilanciato l’indiscrezione secondo cui il Manchester City sarebbe pronto a mettere sul piatto la cifra mostruosa di 214 milioni: 124 per la Juve e 90 al giocatore (spalmati su 5 anni). 
A Torino non ritengono verosimile una proposta di questa entità: per verificare se ai rumors seguiranno i fatti non resta che attendere. 
 

IBRA PSG IBRA PSG

Oggi invece è il giorno della verità per Zlatan Ibrahimovic. In compagnia di Raiola sarà in Qatar dove incontrerà Nasser Al Khelaifi, numero uno del Psg, a cui chiederà di essere liberato. Il Milan è alla finestra, speranzoso di poter costruire con Jackson Martinez una coppia da sogno, ma attenzione alle offerte che possono arrivare dai ricchi paesi arabi (destinazione che in linea di principio lo svedese non disdegna: l’ideale sarebbe giocare ancora un anno in Europa per poi trasferirsi alla corte degli sceicchi sul Golfo Persico). Vedremo, il mercato è fluido. Del resto come aveva confessato Silvio Berlusconi ad Antenna 3 «abbiamo bisogno di tre attaccanti forti».

 

Il terzo nome è Luiz Adriano, punta brasiliana dello Shakthar Donetsk, con il contratto in scadenza il 31 dicembre. A gennaio potrebbe arrivare gratis, non è escluso che i rossoneri tentino di anticipare lo sbarco. Al momento insomma sembra essere stato accantonato il progetto dei giovani italiani nonostante l’interesse per Baselli e Bertolacci resti ancora vivo. 
 

DZEKODZEKO

Settimana decisiva per l’Inter che non solo saprà se potrà partecipare all’Europa League al posto della Sampdoria ma probabilmente potrà chiudere il primo affare dell’estate. Uno fra Thiago Motta e Felipe Melo dovrebbe accasarsi alla corte di Mancini (che non ha perso le speranze per Imbula, su cui il Valencia è in pole).

 

Chissà se la prossima campagna acquisti sarà finanziata dalla cessione di Kovacic al Liverpool che offre 22,5 milioni più 2 di bonus. Dalla sede nerazzurra negano che la trattativa sia già stata chiusa ma un addio eccellente sarà necessario per garantire nuovi investimenti. Occhio perciò all’interesse del Fenerbahçe per Guarin con i turchi che offrono 10-11 milioni mentre i nerazzurri ne chiedono 13. 
 

BACCABACCA

La Roma sogna uno da Edin Dzeko (valutato dal City 27,5 milioni) e l’attaccante del Siviglia Carlos Bacca, il cui procuratore lancia messaggi di apertura. Il Maestro è tornato: Zdenek Zeman, dopo la non esaltante avventura a Cagliari, riparte dalla Svizzera. Allenerà il Lugano dopo aver trovato ieri a Roma l’accordo con il presidente Renzetti. L’intesa è sulla base di un anno: mercoledì la firma. 
 

zeman in spiaggia al poettozeman in spiaggia al poetto

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)