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"IO, GIOVANE ULTRÀ CHE FACEVA CAZZ... DI OGNI TIPO” - BUFFON A "VANITY FAIR" RACCONTA LA “FOLLIA” DEI SUOI 20 ANNI, QUELLA VOLTA CHE PRESE UNA MANGANELLATA DALLA POLIZIA ("DIEDI UN PASSAGGIO A UN TIFOSO DEL PARMA E…") E IL NO ALLE DROGHE: “AL MASSIMO UNA CANNA” – E SUI MIGRANTI…

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Da gazzetta.it

 

Come sempre, quando Gigi Buffon, rilascia un'intervista, è difficile trovare il titolo. Difficile perché se vuole racconta aneddoti d'ogni tipo e se crede, parla di ogni argomento, con lucidità e spesso senza alcuna banalità. È il caso dell'intervista a Vanity Fair della quale riportiamo alcuni brani.

 

Partendo dal suo modo di intendere la gioventù: "Ero ultrà, del Commando Ultrà Indian Tips, il nome del gruppo di tifosi che seguivano la Carrarese, ancora ce l’ho stampato sui miei guanti. Incontravo gente di cui si parla tanto senza saperne nulla. Ragazzi normali, sognatori, idealisti. Alcune persone interessanti e qualche deficiente... Da ragazzo covavo una sensazione di onnipotenza e invincibilità. Mi sentivo indistruttibile, pensavo di poter eccedere, di fare quel che volevo. Mi tengo ben stretta la sana follia dei miei vent’anni. Ho fatto le mie cazz..., ne ho assaporato il gusto e in un certo senso sono contento di non essermene dimenticata neanche una". Secco e sincero, as usual.

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MANGANELLATE E... CANNE — E racconta anche due aneddoti più o meno noti del suo passato, la manganellata ricevuta dalla polizia ("È una storia che risale a vent’anni fa. Dopo una partita diedi un passaggio a un tifoso del Parma. Al casello c’era un posto di blocco della polizia. Appena vide le luci blu, lui si dileguò. A confronto con loro rimasi solo io") e il suo "no" costante alle droghe ("Ho accuratamente evitato di drogarmi e doparmi, al massimo una canna. Semmai ricordo la nuvola di fumo che avvolge i tifosi della Casertana, una nebbia provocata non dai fumogeni, ma da 200 canne fumate tutte insieme: è come se la vedessi ora").

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MIGRANTI E ACCOGLIENZA — Ma Buffon non teme di parlare anche di argomenti più seri ed attuali come l'accoglienza dei migranti: "Se affonda un barcone a Lampedusa e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell’ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo cosa vengano a fare". Parole forti anche sugli scontri di Milano che hanno causato la morte di un ultrà, Daniele Belardinelli: "È difficile provare a contestualizzare quanto successo a Milano. L’odio è un vento osceno, da qualunque parte spiri, non solo in uno stadio perché ho il forte sospetto che il calcio, in tutto questo, reciti soltanto da pretesto".

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