CONTE O SENZA TE? - SULLA CARTA IL CONTRATTO CON LA JUVENTUS SCADE NEL 2015 MA DOPO TRE SCUDETTI DI FILA E NESSUNA CHANCE DI VINCERE LA CHAMPIONS, CONTE HA ANCORA STIMOLI PER RESTARE A TORINO?

Massimiliano Nerozzi per "la Stampa"

Se è il viaggio che conta, più della destinazione, non è mai stato vero come stavolta: Roma-Juve del tardo pomeriggio è la meta, dove ci si gioca onore e record ma non la classifica; mentre tra voli e hotel, ovvero chiacchiere, magari balla un pezzo di futuro. Di Antonio Conte e, va da sè, della Juve. Sull'aereo che ieri pomeriggio portava i bianconeri nella capitale, c'era infatti anche il presidente Andrea Agnelli, che nelle trasferte non è presenza di serie.

Ormai l'incontro decisivo, che magari verrà, ma a cose fatte, s'è diluito nei giorni: Agnelli è andato diverse volte a vedersi gli allenamenti a Vinovo, compresa l'ultima settimana, e l'allenatore abita a pochi passi dalla sede, dove capita spesso. Una decisione, però, ancora non c'è. Il che comincia a preoccupare la società: perché Conte è uno dei migliori allenatori del mondo (copyright Beppe Marotta, ad); e per il motivo che senza certezze sul tecnico non puoi averne sulla squadra. Agnelli ha detto che «la Juve sta già lavorando per la prossima stagione», ma prima bisognerebbe essere sicuri su chi la piloterà dalla panchina.

Sulla carta, quella del contratto, l'allenatore ci sarebbe: Conte, almeno fino al giugno 2015. Anche se come disse uno che da queste parti non amò la fuga di Fabio Capello, gli accordi sono fatti per essere stracciati. Conte non è ancora di questo avviso, ma continua ad avere un dubbio persistente: fermarsi qui, con la Juve. Detto che sarà pure stremato da tre stagioni a tutto gas, un addio del genere non si decide solo per stanchezza.

Ci sono altre perplessità, su cose fondamentali: dall'aspettativa di risultati, in rapporto alle potenzialità è ovvio, alla forza della società di ristrutturare la squadra. Questi sono i punti in ballo, non la volontà del club che è di tenersi Conte. Dopo di che, ci si può anche mettere l'ambizione legittima di un tecnico che non ha mai nascosto il desiderio di voler ampliare gli orizzonti.

Competitivo e talentuoso com'è, a fine carriera non vorrebbe essere deluso dalle cose che non ha fatto: e allora è diventato un pensiero allontanarsi dal porto sicuro, l'Italia, la Juve, per esplorare, scoprire, sognare altrove. Ma servono anche approdi e al momento non se ne vedono migliori di dov'è ora. Poteva esserlo il Monaco, almeno per capacità di spesa, ma nel Principato paiono aver messo gli occhi su Jorge Jesus, tecnico del Benfica: per dire quanto possa contare la vetrina europea, Champions o Europa League che sia.

Per gli approdi, vale anche l'opposto: cioè, basta la sola ipotesi che possa liberarsi la panchina bianconera, e si aprono le iscrizioni al bingo. Ieri l'ultimo nome, dalla Spagna, è stato quello di Zinedine Zidane: che sarebbe un colpo mediatico planetario (e juventino), ma ha il non trascurabile difetto di non aver mai allenato. Così, con Klopp fuori mercato (e sarebbe la prima scelta), nell'urna restano i soliti: da Mancini a Spalletti e Allegri. Nessuno si sbilancia, compreso Angelo Alessio, il vice: «Sul futuro non posso rispondere».

Mauro Sandreani, il collaboratore tecnico di più lunga esperienza, ne traccia invece un identikit: «Se le doti di un grande allenatore sono motivazione, preparazione tattica, cura dei dettagli, gestione dell'organico e dello staff, la voglia di migliorarsi, ecco, Antonio le ha tutte». E magari sarebbe un peccato farle andare altrove.

 

I GIOCATORI DELLA JUVE FESTEGGIANO ANTONIO CONTE DOPO LO SCUDETTO antonio conte foto mezzelani gmt ANTONIO CONTE INCAZZATO IN JUVENTUS GENOA testata zidane materazzi reuterszidane01

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