
DOTTO DO BRASIL – FALCAO C’ERA QUEL GIORNO CHE RAMON TURONE ESULTÒ A VUOTO DIVENTANDO IL NOME SIMBOLO DEI FURTI CENTIMETRATI: “ALLORA BERGAMO, STAVOLTA ROCCHI. IL SUO ARBITRAGGIO MI HA RIPORTATO A QUELLA STORIA CHE CI PRIVÒ DI UNO SCUDETTO CERTO”
di Giancarlo Dotto per Dagospia
(dal Brasile)
Non c’è rispetto. La clessidra si svuota anche nelle tasche dei “divini”. Paulo Roberto Falcao, segno della Bilancia, festeggia oggi con moderazione i suoi 61 anni. “Dopo aver conosciuto l’età dell’oro oggi conosco l’età del “dor”, dolore in portoghese, mi fa lui con notevole arguzia. Acciacchi sparsi. Ma, il cervello più che mai raffinato e chirurgico. Ha visto da casa sua l’ultimo Juventus-Roma e ci tiene a dire un paio di cosette. “La Roma di Garcia mi aveva già impressionato a Manchester ma, dopo averla vista a Torino con la Juventus, mi sono ancora di più convinto che questo può essere l’anno giusto per vincere qualcosa”.
E poi l’arbitro. Lui c’era quel giorno che Ramon Turone esultò a vuoto diventando il nome simbolo dei furti centimetrati. “Non cambia niente. Allora Bergamo, stavolta Rocchi. Il suo arbitraggio a favore della Juventus mi ha riportato a quella storia che ci privò di uno scudetto certo. Il rigore dato a Pogba mi ha ricordato il gol annullato a Turone. Sempre questione di centimetri e sempre a favore della stessa squadra. Passano gli anni, il concetto non cambia”.