mourinho pokemon go

NIENTE PIZZA E POKEMON, SIAMO INGLESI - GUARDIOLA VARA UNA DIETA SALUTISTA: FUORI SQUADRA CHI E’ SOVRAPPESO - E MOURINHO METTE AL BANDO POKEMON GO

GUARDIOLAGUARDIOLA

Domenico Calcagno per il “Corriere della Sera”

 

Niente pizza, siamo inglesi. Anzi, catalani. Se Claudio Ranieri ha vinto la Premier senza rinunciare alla «pizzata» settimanale di squadra, Pep Guardiola di pizze non vuole sentire parlare.

 

E sicuramente le pizze possono dimenticarsele, oltre ai giocatori del City, quelli del Chelsea agli ordini di Antonio Conte che dovranno rassegnarsi anche nella scelta dei dolci visto che l' ex c.t. ammette nella dieta del perfetto calciatore soltanto la crostata di frutta.

 

Per quel che riguarda lo United di José Mourinho, in attesa di certezze su margherite e quattro stagioni, si registra l' assoluto divieto di caccia ai Pokemon con lo smartphone.
 

Ogni allenatore ha le sue regole. Daniel Passarella, che voleva solo acconciature regolari, possibilmente stile marines, oggi impazzirebbe tra creste, treccioni e ghirigori scolpiti sulle teste.

MOURINHO GUARDIOLAMOURINHO GUARDIOLA

 

Senza contare che al Caudillo piacevano molto poco pure i tatuaggi. Ma i tempi sono cambiati e se Passarella imponeva tagli sobri per una questione di semplice (buon) gusto, se si passa a parlare di pizze, patatine fritte, gelati e birre la questione cambia radicalmente perché non siamo più nel campo delle manie più o meno giustificate, ma nel settore «fitness».
 

Nello sport di oggi la forma fisica è fondamentale. E anche nel calcio, che pure resta uno straordinario gioco di prestigio, la tecnica non basta più se non supportata da una forma smagliante. Le diete imposte dai vari allenatori non sono dunque un esercizio di sadismo, un vezzo da sergente istruttore, ma diventano importanti quanto il modulo di gioco e la capacità di stoppare la palla per bene.
 

MOURINHO POKEMON GOMOURINHO POKEMON GO

Guardiola, però, non si accontenta della dieta. Lui va oltre. Gael Clichy, difensore francese del Manchester City, ha raccontato al Times che solo chi rispetta il peso forma può allenarsi con la prima squadra, a prescindere dal cognome che porta. «L' ho sentito dire da molti allenatori: chi è sovrappeso non si allena ma si impegna per dimagrire - ha raccontato Clichy -, ma fino adesso non lo avevo mai visto fare.

 

Ora, nel City, ci sono giocatori che non si allenano con la squadra. In fondo Guardiola ha ragione: giocare a calcio è il nostro lavoro e dobbiamo essere responsabili per quello che facciamo sul campo. Puoi avere grandi qualità tecniche, ma se il tuo peso forma è di 60 chili e ne pesi 70 non puoi allenarti né giocare: rischieresti solo di farti male e di creare problemi alla tua squadra».
 

Clichy non ha fatto nomi, ma ha assicurato che con Guardiola non contano: o sei al top o il pallone puoi dimenticartelo e questo vale per la stella della squadra e per l' ultima riserva perché per vincere bisogna fare dei sacrifici. Se poi dovesse riconquistare la Premier il Leicester della pizza libera, bisognerebbe fare qualche ragionamento. Ma di questo se ne parlerà, eventualmente, a maggio.

MOURINHOMOURINHO

 

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