eugenia bosco

INTORNO ALLA BOSCO SI AGGIRAVA UN LUPO! LA VELISTA ARGENTINA EUGENIA BOSCO, SECONDA A PARIGI NELLA SPECIALITÀ NACRA 17, DENUNCIA IL SUO EX COACH PER ABUSI SESSUALI: “AVEVO SOLO 12 ANNI” – L’ATLETA HA TROVATO IL CORAGGIO GUARDANDO UN DOCUMENTARIO SULLE VIOLENZE NELLA GINNASTICA USA – “PER TROPPO TEMPO HO TENUTO TUTTO DENTRO DI ME: È FINITO NEL MIO INCONSCIO, L'AVEVO SEPOLTO E NON CI PENSAVO PIÙ. ORA NON HO PIÙ CONTI IN SOSPESO CON ME STESSA" - VIDEO

Da repubblica.it

eugenia bosco

Eugenia Bosco, velista argentina sul podio alle Olimpiadi di Parigi (fu argento nel Nacra 17 in coppia con Mateo Majdani alle spalle degli azzurri Tita e Banti) ha trovato il coraggio di denunciare il suo ex allenatore per molestie sessuali subite sin da quando aveva appena 12 anni: "Ora non ho più conti in sospeso con me stessa". Dietro il coraggio trovato finalmente, 15 anni più tardi, c’è un documentario sulle violenze nella ginnastica Usa.

 

 

 

La denuncia

eugenia bosco

"Non potevo credere a quello che ho visto e ho pianto, la mia memoria si è sbloccata e ho pensato: ‘Mi è successo proprio questo'", ha spiegato Eugenia Bosco dopo aver visto in tv il documentario, "Athlete A", che affrontava i casi di abusi nella ginnastica americana. L’argentina ha così raccontato a La Nacion quanto le era successo appena 12enne: "È stato quando ho iniziato a viaggiare qualificandomi per i campionati. Viaggi da sola, inizi ad avere un gruppo di pari con cui fai amicizia.

 

Eravamo un gruppo numeroso, tutti sotto la cura di questa persona. Alla fine quando sei bambino è molto divertente perché stai con i tuoi amici, sei in un ambiente che pensi di controllare, diciamo, perché sei in un club, ti senti curato e soprattutto i tuoi genitori si fidano e ti danno la sicurezza di restare lì" ricorda Bosco. "Però evidentemente non controllavamo nulla e quella persona aveva molto controllo. Crescendo, lo vedi e te ne rendi conto".

 

 

 

 

“Non ho più conti in sospeso con me stessa”

eugenia bosco

"Sono riuscita a riportarlo piano piano alla mente” ha detto Bosco “e un processo ulteriore è iniziato. Sapevo che c'era qualcosa che non andava in me ma non sapevo da dove venisse. Sapevo solamente che c'era qualcosa: e quando è arrivato il momento giusto ho cominciato a capire molte cose. Per troppo tempo ho tenuto tutto dentro di me: è finito nel mio inconscio, l'avevo sepolto e non ci pensavo più, ma c'era. Ora mi sento in pace con me stessa, più forte, libera. Non ho più conti in sospeso con me stessa".

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