MACRO CAOS - CON LETTERA APERTA AL SINDACO MARINO L'ARTISTA VITTORIO MESSINA CHIUDE IN ANTICIPO LA MOSTRA LASCIATA SENZA CONTROLLI E SI RIPORTA A CASA LE OPERE. QUALCUNA PURE ROTTA.

Alessandra Mammì per Dagospia
Doveva chiudere il 4 maggio la mostra di Vittorio Messina al MacroTestaccio di Roma. Ma l'artista ha deciso di chiuderla subito. Nello stato in cui ormai è quel museo tra mancanza di guardiania e pulizia, è meglio non correre altri rischi.

Così avendo già sperimentato danni, abbandono, indifferenza nonché impegni disattesi con lui, con il museo tedesco che co-produceva la mostra, con i visitatori e pure coi contribuenti (anche un museo malandato non è gratis) Messina fa bagagli. E desolato manda una seconda, definitiva lettera (questa volta di addio) al sindaco Marino e alla Assessora alla Cultura nonché creatività e promozione artistica (ohiboo!!) Flavia Barca.

E qui di nuovo chiede perché non sono stati mantenuti gli accordi. Perché non sono stati riconfermati i contratti dei curatori e dei funzionari che tenevano in piedi quel che restava del museo. A che si deve questo oblio istituzionale, che faremo di questa baracca e che cosa aspetta l'assessore alla promozione artistica ad occuparsene.

Alla prima lettera nessuno ha risposto. E nessuno probabilmente risponderà a questa.
Comunque ecco il testo (ricevuto e volentieri pubblicato).


Lettera aperta al Sindaco Ignazio Marino
all'Assessore alla Cultura, creatività e promozione artistica Flavia Barca


Roma il 11 aprile 2014

Gentile Sindaco, gentile Assessore,
per la seconda volta, dopo la prima del 5 febbraio scorso, invio alla Vostra attenzione l'espressione del mio profondo rammarico ora purtroppo aggravato dalla constatazione di una irreversibilità non più sanabile.

Di ritorno dalla recente inaugurazione della mia mostra alla Kunsthalle di Goeppingen - facente parte di un progetto di cooperazione col MACRO di Roma sostenuto dalla direzione di Bartolomeo Pietromarchi, frutto di grande impegno di energie e di risorse, devo purtroppo verificare che le promesse rassicuranti di cui ero destinatario nella lettera di risposta alla mia da parte dell'Assessore Flavia Barca, non sono state in alcun modo mantenute.

Dopo quasi un anno di oblio istituzionale la situazione del Macro si è infatti ulteriormente aggravata poiché la proposta di reintegro del personale da parte delle Autorità Comunali si è rivelata inadeguata al punto da provocarne il comprensibile rifiuto. E per ciò che di fatto mi riguarda, dal 28 febbraio (a soli due giorni dall'inaugurazione) fino ad oggi, la mia mostra "Postbabel e dintorni" nei due padiglioni di Macro Testaccio è stata privata di ogni sostegno, in specie per ciò che riguarda l'informazione e la cura del catalogo.

A tale disagio si sono aggiunte le conseguenze derivanti da una caduta di materiali nell'opera intitolata "Il villaggio vicino", la quale peraltro è stata prontamente rimessa in sicurezza dagli allestitori.

Un accadimento certo riprovevole, ma nell'ordine delle normali probabilità, che conferma la natura particolare della creazione artistica e la speciale cura che ad essa andrebbe riservata nel momento in cui la si rende pubblica, una cura che si attua in modo imprescindibile nel rispetto dell'opera stessa e nei provvedimenti atti a tutelarne la portata culturale e la salvaguardia fisica.

Mi rincresce dover dichiarare che i provvedimenti che mi vengono suggeriti da parte dei vari responsabili non corrispondono in alcun modo a quanto ora detto, per cui sono obbligato mio malgrado a chiudere subito la mia mostra con l'unico intento di proteggerne l'integrità.
Con i più distinti e cordiali saluti
Vittorio Messina

 

Macro Testaccioil sindaco e l'assessorala mostra di Messina al MacroVITTORIO MESSINA

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