palazzo massimo, sede del museo nazionale romano

MASSIMO, UN MUSEO AL MINIMO – VISITA-DISASTRO A UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MUSEI AL MONDO: AI LATI DELLE OPERE NON C’E’ IL NUMERO CORRISPONDENTE ALLA AUDIO-GUIDA – CUSTODI PRESI DALLA STRADA, NESSUNO CONTROLLA NULLA – L’OPERA PIU’ FAMOSA, ''IL PUGILE” DATA IN PRESTITO – “CULTURA/RICCHEZZA”? ERA SEMIDESERTO

DAGOREPORT

Giusto il 30 luglio scorso abbiamo lanciato sul sito (http://www.dagospia.com/rubrica-31/arte/fremito-marmi-tutti-sbavare-bronzi-riace-relegati-105981.htm) l’articolo di Lauretta Colonnelli dal Corriere della Sera sul nuovo allestimento del Palazzo Massimo, sede del Museo nazionale romano (largo di Villa Peretti 1), titolando con orgoglio patrio: “Un fremito nei marmi – Tutti a sbavare per i Bronzi di Riace relegati a Reggio Calabria, ma a Roma, a un passo dalla stazione Termini, c’e’ un museo da leccarsi gli occhi, zeppo di capolavori greco-romani: benvenuti a Palazzo Massimo…”

 

veduta esterna di palazzo massimo 1veduta esterna di palazzo massimo 1

Bene, ieri, abbiamo festeggiato la santa domenica mattina pensando bene di visitare il nuovo allestimento. Dire che siamo usciti incazzati è un eufemismo. Da bravi ignoranti abbiamo preso l’audio-guida. Un commentino mediocre ci ha scortato per il primo piano, quello non toccato da alcun allestimento. Dal secondo piano in poi è cominciata la caccia al tesoro: i geni di Palazzo Massimo si sono semplicemente dimenticato di apporre ai lati delle opere il numero corrispondente alla guida!

sarcofago di acilia particolare statua in rilievo del giovane gordiano iii marmo 235 d c ca museo nazionale romano di palazzo massimo alle terme1sarcofago di acilia particolare statua in rilievo del giovane gordiano iii marmo 235 d c ca museo nazionale romano di palazzo massimo alle terme1

 

Cerchiamo un custode. Troviamo un tipo in maglietta e un badge al collo: dov’è la Sala 2?  “Che ne so’”, balbetta, “C’è la mappa….”. Sì ma non si capisce granchè… Niente, né audioguida né una informazione. Poi scopriamo che non sono custodi ma ragazzi messi in sostituzione cui nessuno ha penato bene di spiegare il minimo sindacale: la disposizione delle sale. Non possiamo immaginare un turista non dico cinese/giapponese ma americano/francese che finisce davanti a certi custodi. Che fa, comunica a gesti?

 

Abbiamo proseguito per il terzo piano, idem con patate: niente numeretti per la guida in compenso i cosiddetti custodi, anziché posizionarsi nelle sale dove qualunque opera poteva finire “decorata” da “Vica la fica”, li troviamo tutti insieme in fondo a un corridoio che si preparavano mentalmente per Roma-Juve.

 

palazzo massimopalazzo massimo

Ovviamente, nel piano sottoterraneo dove c’è lo stupenda Forziere con le sale che espongono oreficeria e monete dei romani, nell’audio-guida non c’è nessuna traccia. Aggiungere che, nel periodo di maggiore afflusso turistico romano, l’opera più straordinaria del museo insieme al ‘’Discobolo Lancellotti’’ e al ‘’Sarcofago di Acilia’’, cioè “Il Pugile”, era assente, data in prestito al Getty Museum californiano.

 

In compenso al bookstore, sulle opere del museo c’è un librone Electa ma nessun catalogo fotografico, da table-coffee per intenderci. Nessun poster de “Il Pugilo” o del “Discobolo” o dell’”Ermafrodito”: insomma come marketing museale, zero. La commessa-cassiera, infine, ci è parsa del tutto interessata alle nostre richieste.

palazzo massimo, sede del museo nazionale romano  bpalazzo massimo, sede del museo nazionale romano b

 

rita paris  rita paris

Ma il dato/fatto più sconcertante di questo articolo è un altro: una dei più importanti musei di Roma e quindi del mondo era semideserto. Non possiamo immaginare cosa avrebbero inventato un British Museum o un Getty con una manciata delle opere qui presenti (non parliamo della Villa di Livia, con affreschi da mozzare il fiato).

 

PS – Il direttore di Palazzo Massimo si chiama Rita Paris ed è stata eletta nel consiglio comunicale nella Lista Marino. Dio li fa e poi li accoppia.

 

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