roberto mancini

LA RABBIA DELL’ARABIA – I SAUDITI SONO INCAZZATI NERI CON ROBERTO MANCINI CHE RISCHIA L'ESONERO - IL TECNICO ITALIANO AL CENTRO DELLE POLEMICHE DOPO L'ELIMINAZIONE IN COPPA D'ASIA E L'USCITA DAL CAMPO PRIMA DELL'ULTIMO RIGORE. IL TECNICO ITALIANO HA FIRMATO UN CONTRATTO FINO AL 2026 ATTORNO AI 25 MILIONI DI EURO ANNUALI MA I SOLDI NON SONO UN PROBLEMA PER GLI ARABI. IL LICENZIAMENTO DEL MANCIO E' PIU' DI UNA IPOTESI: SAREBBE STATO CONTATTATO NELLE ULTIME ORE UN IMPORTANTE ALLENATORE...

Filippo Maria Ricci per gazzetta.it - Estratti

 

MANCINI ARABIA SAUDITA COREA DEL SUD

Indignazione, malumore e stupore. Roberto Mancini è riuscito a far arrabbiare il popolo arabo, ma almeno per il momento, stando a quanto si dice a Riad, sembra che non rischi il posto. Il tecnico italiano ha firmato un contratto fino al 2026 che in Arabia valutano in una cifra attorno ai 25 milioni di euro annuali, e, anche in un Paese dove non si bada a spese, una liquidazione tanto pesante fa riflettere.

 

E poi, oltre a costare parecchio, il licenziamento del ct della nazionale rappresenterebbe una sorta di fallimento dei vertici del calcio arabo, già scottato dalla prematura eliminazione in Coppa d’Asia e dalle turbolenze di alcuni calciatori arrivati in estate e andati in rapida difficoltà: Benzema, Neymar, Jordan Henderson e Aymeric Laporte alcuni esempi.

 

 

MANCINI ARABIA SAUDITA COREA DEL SUD

Mercoledì sera quando il coreano Hee-chan Hwang ha trasformato il penalty decisivo che ha chiuso la Coppa d’Asia dell’Arabia Mancini era già negli spogliatoi. Un’uscita dal campo prematura assai criticata: “Mi scuso, ma pensavo che i rigori fossero finiti”, ha detto in maniera poco convincente Roberto in conferenza stampa, costretto in qualche modo a correre ai ripari dal clamore crescente. In campo coreani e arabi erano tutti in attesa dell’ultimo rigore: un errore avrebbe prolungato la sfida e pare impossibile che Roberto non si sia accorto della cosa. E se così fosse farebbe comunque una pessima figura.

 

 

PRESIDENTE INFURIATO 

roberto mancini

Il gesto di Mancini è stato stigmatizzato in Arabia ad ogni livello. Il ct viene accusato di aver mancato di rispetto ai tifosi, ai giocatori, alla nazione. Il presidente della federcalcio saudita, Yasser Al-Misehal, intervenuto alla tv nazionale SSC, ha espresso il sentimento del Paese: “L’uscita dell’allenatore è del tutto inaccettabile. Parleremo con lui di quanto è accaduto. Ha il diritto di spiegare il suo punto di vista, l’ascolteremo e poi decideremo l’azione appropriata”. Da qui l’idea di un possibile licenziamento. Che però nel corso della mattinata come detto si è via via raffreddata per questioni economiche e d’immagine.

 

MALUMORE EVIDENTE 

Di certo c’è che ieri all’Education City di Doha il Mancio è parso sempre più frustrato, arrabbiato, innervosito dal comportamento dei suoi giocatori e dall’andamento della gara. E non ha fatto nulla per nascondere il suo stato d’animo. L’Arabia Saudita nel primo tempo ha preso due traverse, dopo 33 secondi della ripresa ha segnato con Radif, appena fatto entrare da Mancini, poi però ha iniziato a parcheggiare il bus davanti al portiere Al Kassar e dopo salvataggi eroici e un assedio infinito al nono dei 10 minuti di recupero ha incassato il pareggio di Cho. E poi è uscita ai rigori, con Mancini incapace di mascherare la sua rabbia.

ROBERTO MANCINI

 

ACCUSE RESPINTE

  Il rapporto di Mancini con l’Arabia Saudita è teso da un po’. Inizialmente ci sono stati i risultati deludenti in amichevole, poi il caso dei tre calciatori mandati a casa perché secondo Roberto pretendevano di essere titolari. Accuse gravissime che i tre hanno prima respinto e poi ribattuto, sottolineando il proprio indefesso amor patrio con annesso attaccamento totale ai colori della nazionale. I tifosi hanno ascoltato con interesse, e preso la parte dei tre epurati.

 

(…)

GABRIELE GRAVINA E ROBERTO MANCINI IN ARABIA SAUDITA - POSTER BY MACONDO

PORTA SENZA PADRONE  Come in ogni Paese poi la popolazione critica le scelte del ct, e in Arabia, dove il calcio è pane quotidiano, vale come da noi. La selezione di Roberto è stata scrutinata e giudicata, con il tema del portiere assai spinoso. Nelle grandi squadre giocano Bounou (Al Hilal), Mendy (Al Ahli), Grohe (Al Ittihad), Mailson (Al Taawon). Tutti stranieri. Solo l’Al Nassr ha un portiere locale, il giovane Al Aqidi che il Mancio ha fatto debuttare in settembre ma che è uno dei tre tagliati polemicamente.

 

E così in porta è stato scelto Al Kassar dell’Al Feiha, che giocando in Coppa d’Asia ha debuttato con i Falconi Verdi a 32 anni. Al Kassar con la Corea ha fatto un paio di ottime parate e un grave errore senza conseguenze, e non ha fermato nessun rigore mentre il dirimpettaio coreano Jo ne ha stoppati due. Non ha colpe, però è chiaro che la sua scelta è stata di rottura da parte di Mancini. Che è è da tempo nel mirino, e non si è aiutato prendendo la via degli spogliatoi in anticipo. Un gesto sbagliato al momento senza conseguenze. Al momento.

roberto mancini - presentazione da ct dell arabia saudita roberto mancini - presentazione da ct dell arabia saudita roberto mancini - presentazione da ct dell arabia sauditaroberto mancini in arabia sauditaroberto mancini - presentazione da ct dell arabia saudita

Ultimi Dagoreport

milan gerry cardinale zlatan ibrahimovic marcella verini giorgio furlani pierdonato vercellone donato

DAGOREPORT – ALTA TENSIONE AL MILAN TRA IL SENIOR ADVISOR IBRAHIMOVIC E L’AD FURLANI. LA SOCIETA’ E’ SPACCATA IN DUE FAZIONI: DA UNA PARTE CARDINALE, IBRA E LA POTENTISSIMA COMUNICATRICE DI RED BIRD E ELLIOTT MARCELLA VERINI, DALL’ALTRA FURLANI E IL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DEL CLUB PIERDONATO VERCELLONE. LE DUE ANIME SI RIMBALZANO LA RESPONSABILITA’ DEL MANCATO INGAGGIO IN ESTATE DI ANTONIO CONTE – FURLANI GODE DELLA FIDUCIA DI PAUL SINGER, CHE CON ELLIOTT È DI FATTO IL PADRONE OMBRA DEL MILAN. È PROBABILE CHE IN ESTATE QUALCUNO SALTERÀ, SE NON TUTTI…

antonella antonia rosa costanzo - ex moglie di paolo berlusconi vittorio feltri

DAGOREPORT - ALLA VENERANDA ETÀ DI 81 ANNI, VITTORIO FELTRI ANCORA IGNORA CHE IL GALANTUOMO GODE E TACE. COME QUANDO HA SPIFFERATO IL MOTIVO DELLE SUE DIMISSIONI DALLA DIREZIONE DE “IL GIORNALE”: “ME LA FACEVO CON LA MOGLIE DELL’EDITORE”, ALIAS PAOLO BERLUSCONI - OVVIAMENTE LA REAZIONE DI ANTONELLA COSTANZO NON SI È FATTA ATTENDERE. E VITTORIONE HA PENOSAMENTE RINCULATO: “IL NOSTRO RAPPORTO ERA DI SIMPATIA E AMICIZIA” - DA PARTE SUA ANTONELLA COSTANZO CI TIENE A FAR SAPERE A DAGOSPIA LA SUA VERSIONE DEI FATTI… – VIDEO

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - LA "SPECIAL RELATIONSHIP" DI GIORGIA MELONI CON DONALD TRUMP ERA SOLO NELLA TESTOLINA BIONDA DELLA DUCETTA: QUANDO SI TRATTA DI COLPIRE L'EUROPA, IL TYCOON NON FA DISTINZIONI (LE TARIFFE AL 25% COLPIRANNO ANCHE L'ITALIA, MENTRE IL REGNO UNITO SARÀ ESENTATO) E LA PRESUNTA AMICIZIA CON LA "MERAVIGLIOSA LEADER" ITALIANA VA A RAMENGO - L'HANNO CAPITO ANCHE A DESTRA: BASTA SBIRCIARE IL TITOLONE DI PRIMA PAGINA DEL "GIORNALE" DI OGGI ("TRUMP, I PRIMI DUBBI DELLA LEGA") E ASCOLTARE LE PAROLE DEL MINISTRO URSO (FRATELLI D'ITALIA): "L'AMERICA PUNTA A DIVIDERE GLI ALLEATI EUROPEI" - LA "THATCHER DELLA GARBATELLA" E' INSOFFERENTE PER L'ATTIVISMO DI MACRON E STARMER MA I DUE SONO LEADER DI PAESI "PESANTI", CON ARMI NUCLEARI - PRIMA O POI L'UNDERDOG DOVRÀ ACCORGERSI CHE BACIARE LA PANTOFOLA DI "KING TRUMP" NON È STATA UNA BUONA IDEA...

donna sarda sardegna elly schlein

DAGOREPORT – ALLA DIREZIONE DEL PD, I RIFORMISTI DEM SONO SOBBALZATI SULLA SEDIA ALLE PAROLE DI ELLY SCHLEIN SULLA GUERRA UCRAINA: “NON SIAMO PER IL FINTO PACIFISMO DI TRUMP MA NEMMENO SIAMO CON L’EUROPA CHE VUOLE CONTINUARE LA GUERRA” - IL CLOU: QUANDO ELLY HA ATTACCATO LE INIZIATIVE SINGOLE DI MACRON E DI STARMER PER LA PACE, HA DETTO, TESTUALE: "ALL'EUROPA SERVE UN SALTO QUANTICO" (MA CHE CAZZO STAI A DI'?) - PICIERNO, PIERO DE LUCA, FASSINO NON CREDEVANO ALLE PROPRIE ORECCHIE: “QUINDI LA PACE SONO LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN? ELLY, QUANDO LA SMETTI DI GIOCARE A NASCONDINO?” – ALTRO SCAZZO SUL REFERENDUM DELLA CGIL SUL JOBS ACT E SULL’ESERCITO COMUNE UE (TRANQUILLIZZATE LA DUCETTA: CON QUESTI SINISTRATI ALTRI 20 ANNI A PALAZZO CHIGI SONO SICURI…)

marina pier silvio berlusconi forza italia tajani barelli gasparri martusciello bertolaso

DAGOREPORT - PESSIME NOTIZIE PER LA “BANDA BASSOTTI” DI FORZA ITALIA (TAJANI-BARELLI-GASPARRI-MARTUSCIELLO) - OLTRE AL VILE DENARO (I FIGLI DI BERLUSCONI HANNO EREDITATO ANCHE LE FIDEIUSSIONI PER CIRCA 100 MILIONI DI EURO), C’È UN’ALTRA QUESTIONE FONDAMENTALE: LA FAMIGLIA DI ARCORE POSSIEDE IL SIMBOLO DEL PARTITO. UN SIMBOLO NEL QUALE CAMPEGGIA, A CARATTERI CUBITALI, LA SCRITTA “BERLUSCONI” - A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA, IN CHE MISURA IL FANTASMA DEL CAV PESA SULLE PREFERENZE ELETTORALI? FONTI AUTOREVOLI HANNO SPIFFERATO A DAGOSPIA CHE LA PAROLA “BERLUSCONI” VALE IL 3,5% DEI VOTI. MICA BRUSCOLINI: SE SI TOGLIE AL 9,2% DI FORZA ITALIA (SONDAGGIO SWG) LA QUOTA “BERLUSCONI” (3,5%), COSA RESTA? UN PARTITO CHE POTREBBE FAR CONCORRENZA A VERDI & SINISTRA AL 6,5%