1. A POCHE ORE DALLA SCONFITTA DELLA FIORENTINA A CAGLIARI, NELLA DOMENICA IN CUI I RIPETUTI NUBIFRAGI PERMETTONO A ROMA E PARMA NON PIÙ DI DIECI MINUTI NEL PANTANO (A COSA SERVONO I TELONI SUL CAMPO? CHI DRENA L’OLIMPICO?) PRIMA CHE VENGA DECRETATA LA SOSPENSIONE (BENE PER LA ROMA ATTESA DAL DOPPIO CONFRONTO DI COPPA ITALIA E DAL DERBY CON LA LAZIO), IL NAPOLI PERDE L’OCCASIONE DI MONDARSI DAI RECENTI ERRORI E INCASSA UNA SCONFITTA CHE PSICOLOGICAMENTE NE VALE TRE 3. TRE COME I GOL SUBITI IN LOMBARDIA DAGLI SCATENATI RAGAZZI DI COLANTUONO E TRE COME QUELLI CHE UNA STRARIPANTE JUVE CONFEZIONA PER UN GRUPPO INTER ANCORA MALAMENTE SCONFITTO E POCO PIÙ CHE VOLENTEROSO. UN CAMPIONATO DA MARZIANI, QUELLO DEGLI INFOJATI BUFFON E PIRLO, CHE A UNA TRUPPA GIÀ FORTE AGGIUNGE ANCHE IL TALENTO (PER ORA SOPRATTUTTO UN PIENO DI FOLKLORE) DI OSVALDO

DAGOREPORT

Non più di venti giorni fa, Aurelio De Laurentiis sintetizzava in 140 caratteri il suo apprezzamento per Rafa Benitez: «Un ottimo girone d'andata e una grande Champions, bravi ragazzi, bravo Rafa». Tre settimane dopo il baratro di Bergamo si apre sulla creatura di Aurelio e ne inghiotte le ambizioni disegnando le reale dimensione di una stagione molto deludente.

Occasione sprecata

L'Atalanta batte il Napoli per 3-0, l'ultratrentenne German Denis, un ex già visto al San Paolo, segna una doppietta, sbaglia anche il portiere Pepe Reina e tra Fernandez, Dzemaili e Inler va in scena un festival dell'errore che rende orrida la domenica partenopea e getta ombre anche sul possibile futuro. I conti si faranno alla fine ma intanto, a poche ore dalla sconfitta della Fiorentina a Cagliari, nella domenica in cui i ripetuti nubifragi permettono a Roma e Parma non più di dieci minuti nel pantano prima che venga decretata la sospensione (bene per la Roma attesa dal doppio confronto di Coppa Italia e dal derby con la Lazio), il Napoli perde l'occasione di mondarsi dai recenti errori e incassa una sconfitta che psicologicamente ne vale tre.

Juve sul velluto e Roma stop nel pantano

Tre come i gol subiti in Lombardia dagli scatenati ragazzi di Colantuono e tre come quelli che una straripante Juve confeziona per un gruppo Inter ancora malamente sconfitto e poco più che volenteroso. Il netto tre a uno dello Juventus Stadium (magia di Pirlo per Lichsteiner, Chiellini, Vidal) manda gli uomini di Conte nuovamente a più 9 sulla Roma e certifica un paio di realtà incontestabili: 1) Nella Juve segnano quasi tutti e questo non può essere un merito estraneo al lavoro di Conte. 2) Questo scudetto può perderlo solo chi fino a questo punto ha corso e conquistato punti oltre il preventivabile. Un campionato da marziani che a una truppa già forte aggiunge anche il talento (per ora soprattutto un pieno di folklore) di Osvaldo.

Mazzarri-Palacio flop

L'Inter naufraga perché Palacio spreca tre gol e affonda perché rispetto alla gara d'andata si è involuta. Tecnicamente e mentalmente perché da qualche settimana si perde spessissimo e al massimo, quando va grassa, si pareggia con gli ultimi in classifica. Il 3-5-2 è prevedibile e come gioca l'Inter, l'hanno capito proprio tutti. È un campionato che escluse le prime due in classifica, è livellatissimo e non privo di sorprese.


Verona gode

In attesa di Hernanes, il Verona di Mnadorlini frega momentaneamente all'Inter il quinto posto in classifica battendo a Reggio Emilia il Sassuolo del neo tecnico Malesani per 2-0. Il Male presenta in distinta sette undicesimi nuovi di zecca tra i titolari (tra cui il reietto figlio di Napoli, Paolino Cannavaro) mentre l'ottimo Torino di Ventura raggiunge e affianca la banda Mazzarri a 33 punti pareggiando con merito a San Siro con il Milan.

Undicesimo gol di Ciro Immobile (tutti senza rigori), delizie di Cerci, organizzazione di base che sopperisce alla mancanza di classe complessiva. Se Verona e Toro meritano applausi sinceri, una statua andrebbe eretta a Edy Reja, 68enne tecnico goriziano.

Nel mercato d'inverno in cui un'intera squadra dice no al trasferimento alla Lazio di Lotito (dieci giocatori da Matri in giù) e in cui -dulcis in fundo- saluta la compagnia anche Hernanes (con tanto di psicodramma collettivo), Reja tiene la barra dritta, lancia il senegalese Keita (occhio, è fortissimo e ha solo 18 anni) ed espugna Verona (zona Chievo).

Perde Corini perde e perde male in coda anche il Bologna di Ballardini con l'Udinese che in porta fa debuttare Scuffet (un diciassettenne) e davanti mette in mostra un grande Nico Lopez. Stasera tempo permettendo derby della lanterna a Genova menre nel pomeriggio di Catania con i siciliani opposti al Livorno, si osno viste botte, gol, risse, espulsioni e tutto quanto fa spettacolo. Finisce 3-3 tra Catania e Livorno. Una speranza continua a pulsare sia per Maran sia per Di Carlo. Ma il tempo stringe. E le occasioni diminuiscono.

 

 

 

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