marina abramovich e ulay

T'AMO PIO BODY – DALLE RICERCHE SPERIMENTALI DI MARINA ABRAMOVIC E GINA PANE FINO AL DUO CHIARI-GOLDSCHMIED: OGGI ALLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA DI ROMA LA MOSTRA A CURA DI  PAOLA UGOLINI SUL CORPO COME MEZZO ESPRESSIVO

CORPO A CORPOCORPO A CORPO

Da iltirreno.gelocal.it

 

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma inaugura mercoledì 21 giugno alle ore 19 la mostra Corpo a corpo, curata da Paola Ugolini.

 

 

L'esposizione analizza il preciso momento in cui il lavoro degli artisti è caratterizzato dall’appropriazione di nuovi linguaggi che spaziano dalla danza all’evento, dall’happening al teatro, dalla pittura alla musica, dalla teoria alla scultura, dal cinema al video. All’interno di queste complesse vicende culturali, la mostra vuole ritagliare soltanto l’ambito in cui l’artista, lasciate le tradizionali forme dell’arte, utilizza il corpo come mezzo espressivo.

 

marina abramovicmarina abramovic

 

Un momento cruciale che copre i due decenni ’60 e ’70, anni di presa di coscienza e di autodeterminazione in cui si collocano le ricerche sperimentali che hanno declinato in vario modo le istanze femministe di alcune artiste come Marina AbramovicTomaso BingaSanja IvekovicKetty la RoccaGina PaneSuzanne Santoro e Francesca Woodman e pioniere nella danza come Trisha BrownSimone Forti e Yvonne Rainer negli scatti di Claudio Abate.

 

Negli ultimi anni il linguaggio del corpo è stato ripreso da artiste italiane dell’ultima generazione come la coppia formata da Eleonora Chiari e Sara GoldschmiedChiara FumaiSilvia GiambroneValentina Miorandi e Alice Schivardi - e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine. Tutte hanno riattualizzato l’eredità ricevuta da chi le ha precedute, realizzando una serie di opere che compenetrano le ragioni dell’estetica con quelle della politica.

GINA PANEGINA PANE

 

Il loro lavoro ravviva quei caratteri che la critica americana Lucy Lippard riconosceva come contributo del femminismo all’interno della vicenda artistica degli anni ’70: un’arte che fosse “esteticamente e socialmente efficace allo stesso tempo” caratterizzata “da un elemento di divulgazione e da un bisogno di connessione di là dal procedimento e del prodotto”.

 

Goldschmied & Chiari  m

Ancora oggi la fotografia, il gesto e l’azione performativa sono gli strumenti ideali usati all’inizio degli anni ’60 dalle artiste per continuare lo scardinamento del linguaggio e dei mezzi espressivi classici e sottolinearne l’inadeguatezza.

 

 

Il linguaggio verbale, infatti, spesso si è rivelato insufficiente per definire stati d’animo complessi. Per questo motivo la sua destrutturazione visiva, attraverso il collage e il video, è ancora fondamentale per esprimere sentimenti e punti di vista difficili da indagare con altri mezzi espressivi.

 

Paola Ugolini Paola Ugolini Goldschmied & Chiari    1

 

 

 

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