egonu velasco

“LA PALLAVOLO MASCHILE E FEMMINILE NON HA MAI VINTO UN ORO OLIMPICO? SEMPLICE CASUALITÀ...” – JULIO VELASCO, CT DELL’ITALVOLLEY DONNE, ALLONTANA I FAVORI DEL PRONOSTICO PER I GIOCHI (“L’OBBLIGO DI VINCERE DIVENTA UN PESO”), STABILISCE I RUOLI DI EGONU E DI ANTROPOVA, PARLA DELLA CRISI DI CALCIO E BASKET (“IL PROBLEMA È LA PRESENZA DEGLI STRANIERI”)  E SMONTA I LUOGHI COMUNI SUI GIOVANI: “SIAMO UN PAESE MENTALMENTE VECCHIO” – LA CITAZIONE DI CLINT EASTWOOD

Paolo de Laurentiis per il Corriere dello Sport - Estratti

 

julio velasco

  72 a nni compiuti a febbraio, mille vite vissute in giro per il mondo tra pallavolo in tutte le salse (uomini, donne, nazionali, club) e calcio anche se a piccole dosi. Julio Velasco torna alle Olimpiadi, questa volta da ct della Nazionale femmimile, con l’entusiasmo del ragazzino e la saggezza di chi ormai le ha viste (quasi) tutte.

 

Cita Clint Eastwood («Non voglio far entrare il “vecchio”»), smonta i luoghi comuni sui giovani («Non sono una categoria, siamo un Paese mentalmente vecchio»), odia le generalizzazioni («A volte le cose accadono e basta»), sa qual è il suo obiettivo da ct: formare ragazze autonome, autorevoli, disciplinate ma non troppo. «Perché in campo alla fine sei solo». 

julio velasco

 

Che Olimpiade ci aspetta?

«Molto equilibrata, penso che la fase storica dei grandi cicli sia finita. Per la pallavolo è un bene, vuol dire che è cresciuta».

 

Il momento chiave?

«I quarti di finale. Una partita secca dove, dopo aver vinto il tuo girone, puoi incontrare una delle terze che è comunque forte e magari non ha niente da perdere mentre tu ti senti obbligato a vincere».

 

L’Italia non ha mai giocato una semifinale olimpica ma viene dalla vittoria nella Nations League. Siamo favoriti?

BERNARDI VELASCO

«Questa è la sindrome del popolo scelto da Dio. Non riguarda solo noi, l’ho trovata in tutti i Paesi in cui ho allenato, forse perché sono tutti latini e con le stesse caratteristiche. Vinci qualcosa e automaticamente diventi il prescelto. Questo è un problema, l’obbligo di vincere diventa un peso. Una squadra che non ha mai vinto una medaglia olimpica come può essere favorita? Però non siamo neanche la cenerentola».

 

E allora chi siamo?

«Una delle squadre più forti, questo possiamo dirlo».

 

Perché un movimento di alto livello come la pallavolo italiana, sia al maschile che al femminile, non ha mai vinto l’oro olimpico? 

«Perché l’Olimpiade è un torneo né più né meno come gli altri e la partita secca puoi perderla senza che ci sia chissà quale lacuna dietro. Anche questa è una nostra caratteristica, quasi deformazione, culturale: dover dare sempre una spiegazione a tutto, parlare di massimi sistemi. A volte è semplice casualità. Perché Djokovic ha vinto solo un bronzo alle Olimpiadi? Nessuno lo sa, ma è successo». 

 

julio velasco

Si vince giocando sempre bene? 

«Può capitare di giocare peggio dell’avversario. Nel nostro sport, come nel tennis, puoi perdere un set ma vincere la partita. La chiave è un’altra: farsi trovare pronti, saper gestire certi momenti. Soffrire ma non subire, senza farti condizionare, tenendo la testa sempre dentro la partita». 

 

La squadra è convinta di questo? 

«In Nations League è andato tutto bene, ma quando si arriva nella manifestazione più importante ci sono due nemici da combattere: l’ansia e il dubbio. Un giocatore non può dubitare mai. Le donne, poi, sono molto diverse da noi: l’uomo si butta e vede cosa succede. Le donne no: a volte vogliono essere troppo sicure prima di agire, odiano sbagliare, si perdonano poco. E questo può bloccarti. Quindi a Parigi senza ansia e senza dubbi. Io mi confronto con l’altro, sfruttando quello che ho in quel momento. Vediamo se è sufficiente, ma non devo pensare sempre che mi manca qualcosa». 

 

julio velasco

(...)

E Velasco cosa ha chiesto alle ragazze? 

«Ovviamente alcune cose tecniche e tattiche. Ma soprattutto voglio ragazze autonome e autorevoli, non ubbidienti. Le donne sono molto più disciplinate di noi, ma la disciplina non è sufficiente. In campo i giocatori sono da soli, non c’è allenatore che tenga, possiamo urlare quanto vogliamo. Serve personalità, autonomia. La tecnica è lo strumento, poi ci vuole altro». 

 

Se una squadra si costruisce stabilendo i ruoli, qual è il ruolo di Egonu e quale quello di Antropova? 

«Egonu è l’opposta titolare. Antropova possiamo usarla nelle rotazioni con la sua battuta e anche come alternativa a Paola». 

 

A Parigi andiamo con pallavolo e pallanuoto, come spiega la crisi del calcio e del basket? Mancano i giovani talenti? 

«Dire che non ci sono ragazzi in gamba è un errore. Noi siamo un Paese mentalmente vecchio, parliamo della giovinezza come fosse un difetto. “È bravo, però è giovane”, come se fossero una categoria, e tendiamo a considerare il successo di un giovane come un’eccezione. Ma i giovani hanno bisogno della fiducia di chi comanda». 

 

julio velasco

Tornando a calcio e basket? 

«Sono realtà diverse rispetto alla pallavolo. Il loro problema è la presenza degli stranieri. Da noi il rapporto è quattro stranieri e tre italiani, in proporzione sarebbe come avere cinque italiani in campo in tutte le squadre di serie A. Sarebbe un’altra musica: si sviluppa il gioco, si coltiva il talento a partire dagli allenamenti. C’è un abisso tra chi si allena sapendo di giocare e chi lo fa sapendo di non essere mai coinvolto. La crescita comincia lì. E poi nella pallavolo abbiamo molto tempo per lavorare con la Nazionale, calcio e basket no. Gli allenatori non sono maghi, hanno bisogno di tempo». 

 

Una soluzione come il Club Italia sarebbe applicabile a quelle realtà? 

julio velasco

«Non credo, ci sono troppe differenze. Ricordo, tempo fa, di aver incontrato Marco Tardelli quando allenava l’Under 21. Gli suggerii di portare i ragazzi a fare qualche tournée in giro per il mondo, per fare esperienza. Ma i club non te li danno, anche se non giocano. Poi non sto criticando, la mia è solo una constatazione: magari ci sono regole che impediscono di fare diversamente. Mi metto nei loro panni e capisco che non si può fare altro». 

 

La soluzione? 

«Ai ragazzi dico di andare a giocare fuori, anche in squadre di secondo piano, ma giocare. Personalmente, non convoco ragazze che non giocano, a meno che non sia costretto ovviamente. È l’esperienza sul campo che ti fa crescere e migliorare, ti permette di gestire le situazioni». 

paola egonu

 

(...)

«Pensavo che l’opportunità della Nazionale arrivasse dopo Parigi in realtà, invece c’è stata un’accelerazione improvvisa solo pochi mesi fa, ma è tutto bellissimo. Così come mi è piaciuto lavorare con i giovani, sono pronto a rifarlo sempre che mi vogliano». 

 

Senza fermarsi mai. 

«Come ha detto Clint Eastwood, che a più di 90 anni continua a girare film, non voglio far entrare il “vecchio”»  

 

(...)

 

 

julio velasco velascovelascojulio velasco

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…