giulia nicastro

“VEDIAMO SE HAI IL CORAGGIO DI ESPELLERMI OPPURE..” - A MESTRE INSULTI ALL’ARBITRO DONNA IN UN TORNEO DI GIOVANISSIMI, UN 14ENNE SI ABBASSA I PANTALONCINI IN CAMPO E POI LA INVITA A DEDICARSI A PRATICHE SESSUALI – A SCALDARE LA SITUAZIONE UNA VENTINA DI GENITORI DEI RAGAZZINI CHE SI È SCAGLIATA SIN DAL FISCHIO D'INIZIO CONTRO L'ARBITRO CON ESPLICITI INVITI A PRATICARE IL MESTIERE PIÙ ANTICO DEL MONDO 

Luca Miani e Giuseppe Babbo per www.ilmessaggero.it

 

 

giulia nicastro

Offese sessiste dalla tribuna per una gara intera e in più la provocazione di un quattordicenne che si abbassa i pantaloncini in campo e la sfida ad espellerlo oppure a effettuare pratiche sessuali con lui. Ha dovuto subire tutto questo il direttore di gara Giulia Nicastro, ventiduenne con una quarantina di partite sulle spalle, mercoledì scorso sul campo della Gazzera a Mestre nel torneo Sottana per Giovanissimi tra Treporti e Miranese. Una ventina di genitori dei ragazzini del Treporti si è scagliata sin dal fischio d'inizio contro l'arbitro, offendendola e invitandola a dedicarsi al mestiere più antico del mondo piuttosto che calcare i campi da calcio.

 

 

Un comportamento incivile che non trova alcun aggancio con eventuali precedenti torti subiti - non avendo mai arbitrato Nicastro i ragazzini litoranei - e che ha colpito sia la dirigenza della Miranese sia i componenti del team organizzatore che ha tutelato e sostenuto sia nell'intervallo sia a fine gara l'arbitro. Ma da parte di dirigenza e staff del Treporti nessun intervento immediato per richiamare i propri tifosi alla ragione.

 

 

arbitro donna

E così in un clima incandescente con il gruppo di genitori scatenato contro l'arbitro, in uno dei giovani giocatori del Treporti è maturata la convinzione che tutto fosse concesso. Al momento dell'esecuzione di un calcio d'angolo il quattordicenne si è abbassato i pantaloncini in mezzo al campo sfidando apertamente Giulia Nicastro: «Vediamo se hai il coraggio di espellermi oppure...» e qui l'invito a pratiche sessuali. Immediato il rosso per il treportino, cosa che ha fatto crescere ancor di più i toni dei genitori-ultras. A fine gara perfino uno dei giovanissimi della Miranese si è diretto verso il settore occupato dai genitori avversari, rimproverandoli per il comportamento incivile. Mentre la società organizzatrice ha emesso un comunicato di solidarietà all'arbitro e di censura per il comportamento dei litoranei, la giustizia ha inflitto il massimo della pena al Treporti mentre ha deciso di rinviare al Giudice Regionale l'incartamento per gli eventuali provvedimenti contro il ragazzino oppure per l'invio della documentazione alla Federcalcio a Roma. Giulia Nicastro è assistita psicologicamente e aiutata a superare il difficile momento dalla sezione Aia di Venezia e non può rilasciare dichiarazioni sia perché per gli arbitri è necessaria l'autorizzazione federale a concedere commenti sia perché non è ancora concluso il giudizio sportivo nei confronti del giovanissimo.

arbitro donna

 

IL PRECEDENTE Questo episodio fa seguito, a quasi sei mesi di distanza, ad un fatto analogo accaduto a Sara Semenzin di Volpago del Montello a Bassano del Grappa: in quell'occasione - per giunta si trattava della giornata contro la violenza sulle donne indetta dall'Onu - l'arbitro fu fatto oggetto di offese sessiste sia dal pubblico sia dai componenti e staff di entrambe le formazioni. In casa Treporti si dicono mortificati. «Il nostro tesserato ha perso la testa: abbiamo già chiesto scusa alla società organizzatrice, lo stesso faremo all'arbitro che stiamo cercando di contattare dice Marco Dalla Puppa, dirigente litoraneo . A scaldare la situazione è stato un gruppo di circa venti persone, in gran parte genitori, che hanno rivolto al direttore di gara diversi insulti. Ed è stato in questo contesto che il nostro tesserato ha perso la testa e si è lasciato andare ad un gesto bruttissimo». Non sono esclusi provvedimenti nei confronti del proprio giocatore. «Al momento sono in corso altri accertamenti conclude il dirigente anche la società farà le proprie scelte. Non abbiamo deciso ancora nulla, ma sicuramente affronteremo con il ragazzo quanto successo. Con i genitori possiamo fare poco, con i ragazzi è nostro dovere intervenire».

 

 

guardalinee donna

 

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