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"MI COSTRINGEVANO AD AVERE RAPPORTI SESSUALI… APPENA FINITO PIANGEVO" - LA STELLINA DI ONLYFANS "FRALEFUSA", 19 ANNI FIGLIA DI UN POLITICO "DI LIVELLO NAZIONALE", RACCONTA IL LATO OSCURO DELLA PIATTAFORMA HOT - LA GIOVANE LAVORAVA PER UN'AGENZIA CON SEDE IN ROMANIA: "HO DOVUTO AVERE RAPPORTI SESSUALI NON PROTETTI, ANCHE CON ANZIANI DI 70 ANNI - TEMO PER LA MIA VITA, HO PAURA DI ESSERE UCCISA E INFATTI GIRO CON LA SCORTA. CREDO CHE SU 100 DONNE ALMENO 70 SONO COSTRETTE DA QUESTE AGENZIE CHE LE SFRUTTANO" - LA FUGA DA BUCAREST CON L'AIUTO DEL PAPA' POLITICO - VIDEO

 

 

Da "La Zanzara - Radio24"

 

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“Mi costringevano ad avere rapporti orali…piangevo dopo i rapporti” - Il lato oscuro di Only Fans. A La Zanzara su Radio24, parla Francesca detta Fralefusa, una ragazza di Trieste che a soli 19 anni denuncia un’agenzia con sede in Romania e ora teme di essere uccisa: “Mi avevano sequestrato tutti gli account e se non facevo come dicevano loro non potevo lavorare su OnlyFans”. “Mio padre è un politico a livello nazionale, mi ha aiutata a scappare dalla Romania”. “Ho dovuto avere rapporti sessuali completi non protetti…dicevano che era meglio per le visualizzazioni dei video”.

 

“Per un mese ho vissuto nella casa del boss dell’agenzia…ero terrorizzata da loro, sono una vera e propria organizzazione mafiosa”. “Non esco da Only Fans, ma giro con una guardia del corpo”

 

Ai microfoni de La Zanzara su Radio24 parla Francesca, figlia di un politico italiano di livello nazionale e denuncia il lato oscuro delle agenzie che gestiscono i profili di OnlyFans. Francesca è stata protagonista dell’ormai noto “Chinotto Tour” (ossia il pompino tour) e si è ritrovata ad essere perseguitata dall’agenzia a cui si era appoggiata per gestire il suo profilo OF: “Quando ero a scuola ho aperto Only Fans e dopo due mesi sono entrata in questa agenzia con sede in Romania. Mollai la scuola e i miei genitori erano disperati, soprattutto mio padre che è un politico a livello nazionale”.

 

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“Quando ho cominciato a guadagnare grazie alla piattaforma – prosegue - l’agenzia mi ha detto che avrei dovuto trasferirmi in Romania perchè in Italia avrei pagato troppe tasse, così ho deciso di partire”. E aggiunge: “Con mio padre ci sentiamo poco ma mi ha dato una mano a tornare in Italia per via delle minacce”. Ma come funzionava l’agenzia?: “L’agenzia gestiva tutti i miei canali social, avevano preso le password e gestivano ogni cosa, li considero come una vera e propria organizzazione mafiosa. Sono stata costretta a fare rapporti orali alle persone con la minaccia che se non l'avessi fatto mi avrebbero bloccato i canali e non avrei più lavorato in quel mondo. Sono stata costretta psicologicamente, l’ho dovuto fare anche con chiunque, anche anziani di 70 anni”.

 

Poi la scoperta di come funzionava il Chinotto Tour: “Si basava su uomini che tramite la piattaforma di Only Fans pagavano l’agenzia per avere queste prestazioni. Io non ne ero al corrente, è sfruttamento della prostituzione”. E ancora: “Le prestazioni orali non erano protette e ho dovuto fare anche rapporti sessuali completi anche questi non protetti, mi dicevano che era meglio per il video, per una questione di immagine. Però almeno gli facevo fare i controlli a queste persone per le malattie sessualmente trasmissibili quindi da quel punto di vista sono molto sicura. Tuttavia ero terrorizzata, non ce la facevo più, piangevo dopo i rapporti”.

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Poi la fuga da Bucarest: “Per un mese ho vissuto a casa del capo di questa agenzia e quando sono scappata ho davvero capito quello che c’era sotto. Con il mio profilo Only Fans in mano ero come prigioniera perché quel profilo era l’unica mia carta di credito. Per fortuna oggi sono riuscita a recuperare i miei soldi”. E conclude: “Temo per la mia vita, ho paura di essere uccisa e infatti giro con la scorta. Credo che su 100 donne almeno 70 sono costrette da queste agenzie che le sfruttano.

 

Nonostante tutto questo comunque continuo a pubblicare contenuti su Only Fans, io non condanno la piattaforma anzi voglio continuare a postare contenuti perché mi piace. Ci ho pensato in un primo momento a lasciare tutto ma sono contenta di non averlo fatto. Spero che queste agenzie, come quella con cui ho avuto a che fare io, vengano regolamentate perché non possono sfruttare persone”.

 

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