rai viale mazzini crollo poster macondo proietti telemeloni giorgia meloni giampaolo rossi luca barbareschi antonino monteleone maria latella massimo giletti

TELE-MELONI? UN TELE-FLOP! FINISCE L'ANNO ED È TEMPO DI METTERE IN FILA TUTTI I FALLIMENTI DEL NUOVO CORSO DESTRORSO DELLA RAI: IN PRIMIS C'E' IL FIASCO DELL'EX IENA ANTONINO MONTELEONE CHE, CON IL SUO PROGRAMMA "L'ALTRA ITALIA", IN PRIMA SERATA SU RAI2 HA RAGGIUNTO IL RECORD NEGATIVO CON UNO MISERO SHARE DELLO 0,99% (IL PROGRAMMA È STATO CHIUSO) - MALE ANCHE PINO INSEGNO, REDUCE DEL FLOP DEL "MERCANTE IN FIERA", CON IL QUIZ "REAZIONE A CATENA" - E POI IL FIASCO DI NUNZIA DE GIROLAMO, ELISABETTA GREGORACI E LUCA BARBARESCHI A CUI NEANCHE PIACEVA IL SUO "SE MI LASCI NON VALE"

Estratto dell'articolo di Chiara Maffioletti per il "Corriere della Sera"

 

PROFILO FACEBOOK L ALTRA ITALIA

Fine anno, tempo di bilanci e il saldo di non pochi programmi televisivi è negativo. In alcuni casi, il rosso è stato talmente profondo da portare alla chiusura di format – vecchi, nuovi o rispolverati –, ognuno finito sotto il cappello che nessun conduttore tv vorrebbe mai indossare, quello del flop.

 

Tutte le trasmissioni felici sono uguali, ogni trasmissione infelice è infelice a modo suo. Ci sono stati, ad esempio, gli azzardi, quelli per cui bisogna avere coraggio, e ne serve parecchio per prendere il posto che era stato di Fiorello con Viva Rai 2! . Ci hanno provato Andrea Perroni, Carolina Di Domenico e Gianluca Semprini con Binario 2 , il morning show subentrato nella fascia oraria «inventata» dallo showman.

l'altra italia antonino monteleone 5

 

Ma se con lui si viaggiava attorno al 19% di share, in due mesi la nuova produzione della Rai non è riuscita a sfondare il tetto del 3%. Risultato: chiusura anticipata e una nota della Rai in cui si ammette che questo «esperimento conteneva un margine di rischio... non è stato premiato dagli ascolti».

 

Nel gruppo dei coraggiosi ci finisce di diritto anche Amadeus: non in molti avrebbero accettato di passare dai numeri stellari dei suoi Sanremo a quelli ben diversi di una rete giovane come il Nove, ma lui, in cerca di nuove sfide, si è tuffato in questa avventura, trovandosi, però, in un’acqua un po’ più freddina del previsto. Chissà chi è , il quiz con cui su Rai 1 intratteneva milioni di spettatori (aveva solo un altro titolo: Soliti ignoti ), ha dimostrato il teorema per cui se cambi il tasto del telecomando il risultato cambia: ascolti fermi al 3,6% di share e la scelta da parte di Warner Bros.

 

luca barbareschi

Discovery di ripartire da gennaio con una nuova collocazione, in prima serata, fascia che ha sorriso di più al conduttore con l’esperimento, stavolta riuscito, della sua Corrida . Al capitolo «a volte ritornano» c’è anche La Talpa , una trasmissione diventata un piccolo cult dei primi anni duemila, tornata con una veste rinnovata su Canale 5, sotto la guida di Diletta Leotta: dovevano essere sei puntate, ma visti i bassi ascolti si è passati alla chiusura anticipata a quattro, con gli ultimi episodi accorpati. [...]

 

PINO INSEGNO REAZIONE A CATENA 2

Sportiva, così come lo è stata Nunzia De Girolamo nel commentare l’insuccesso del suo talk show politico, Avanti popolo , chiuso a gennaio dopo 15 puntate: «Io non lo volevo fare, perché pensavo che fosse presto per me un programma di politica», aveva ammesso, analizzando il flop.

 

Chi invece non ha mai voluto usare questa parola è Pino Insegno, nonostante il suo ritorno con un quiz (in passato) molto amato come Reazione a catena non sia stato certo soddisfacente, tanto che in Rai si era perfino temuto per il basso traino per il Tg1. Insegno, reduce dalla chiusura nel 2023 de Il mercante in fiera aveva commentato a Tvblog : «Certe cose non riesco a capirle... Si sono persi 2-3 punti percentuali... se una flessione c’è stata è per gli episodi eccezionali che si sono susseguiti quest’estate».

pino insegno insegnami a sognare

 

L’Altra Italia dell’ex Iena Antonino Monteleone era stato definito alla presentazione dei palinsesti Rai come «uno tra i programmi più attesi di questa stagione». Solo, stando agli ascolti, non si è capito da chi: i numeri sconfortati del programma si sono trasformati, nella puntata del 17 ottobre, in «ascolti mai visti prima nella storia della Rai» (così hanno commentato dal Pd), con uno share dello 0,99% e 169mila telespettatori.

la talpa 4

 

A fine ottobre la trasmissione ha chiuso, così come è successo a Elisabetta Gregoraci con Questioni di stile e a Luca Barbareschi con Se mi lasci non vale , altro titolo di Rai 2. Solo che, questa volta, perfino il conduttore era il primo che mai avrebbe guardato il programma: «Se sono dispiaciuto della chiusura anticipata? No, perché non mi piaceva». [...]

pino insegno me lo dicono tutti tweet la talpa 4l'altra italia antonino monteleone 1

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”