DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE – “RISE OF THE RONIN” PER PS5 È UN “OPEN WORLD” D’AZIONE MARZIALE PROFONDA E APPAGANTE, DALL’ESTETICA DATATA SEBBENE MAI SGRADEVOLE E SUGGESTIVA, CHE CI PONE IN UN AFFASCINANTE E DRAMMATICO PERIODO STORICO PER IL GIAPPONE, LA METÀ DEL DICIANNOVESIMO SECOLO, QUANDO L’OCCIDENTE GIUNGE NELLE TERRE DEGLI SHOGUN - UN OTTIMO GIOCO PURTROPPO SOTTOVALUTATO DA UNA CRITICA E UN PUBBLICO VIZIATI DA GRAFICHE MILIARDARIE QUANTO ORMAI INSOSTENIBILI, DESTINATO A DIVENTARE UN “CULT”… - VIDEO

Federico Ercole per Dagospia

rise of the ronin 16

Mentre risulta sempre più catastrofico per i lavoratori, l’industria e persino per i giocatori, un sistema produttivo fondato su troppo sporadici colossal miliardari che richiedono anni di sviluppo, ecco giungere su una Playstation 5 che necessita di un parco giochi più ampio, diversificato e soprattutto giapponese, un videogioco realizzato in tempi non iperbolici e con uno sforzo economico non eccessivo. Si tratta di Rise of the Ronin, un’esclusiva PS5  che la comunità sempre insoddisfatta, antipatica, spesso incompetente e arrogante dei “veri gamer” sta già etichettando come prodotto vecchio e sbrigativo, lamentando soprattutto una grafica non al passo con i tempi.

rise of the ronin 12

 

 Peccato, perché c’è bisogno di videogame come questo, di cose senza dubbio buone senza essere capolavori, opere più che dilettevoli che ampliano e diversificano l’offerta,  sebbene si rifacciano a canoni forse abusati ma non per questo riciclati con pigrizia e cattivo gusto, in questo caso quelli dell’ “open world”, un mondo da esplorare con una relativa libertà alle cui regole e dinamiche il Team Ninja (maestri giapponesi di uno “sword & sorcery” complesso e talvolta eccelso come nei due Nioh) non hanno saputo applicare la stessa sapienza e rigore dimostrate in altri ambiti creativi.

rise of the ronin 10

 

Tuttavia non temiate, l’esplorazione di Rise of the Ronin, sebbene non sia una fonte di meraviglia panoramica se non in rarissimi momenti, è assai più interessante e gratificante, funzionale al gioco, che in tanti “open world” più blasonati e belli da vedere, soprattutto quelli di Ubisoft e dei loro ultimi Assassin’s Creed. Questo perché malgrado le ambientazioni talvolta suggestive, anche se sembrano provenire dalla precedente generazione Playstation (Ghost of Tsushima sulla quarta console di Sony stupiva lo sguardo assai più dell’opera di Team Ninja sulla quinta, ma quanto sarà costato di più?)

 

rise of the ronin 11

Rise of the Ronin vanta un sistema di combattimento davvero eccezionale, appagante e vario oltre che una trama narrativa talvolta persino emozionante, che affascina grazie al suo tappeto storico. Insomma, se amate il Giappone più  o meno antico, vi state crogiolando in Shogun o avete visto tutto lo straordinario Kenshin,  e preferite una giocabilità che esalta alla grafica strabiliante, Rise of the Ronin potrebbe dilettarvi per innumerevoli ore, risultando più “vero”, proprio perché giapponese, del comunque bellissimo, diverso,  Ghost of Tsushima che è una produzione invece occidentale. 

 

rise of the ronin 8

QUANDO L’OCCIDENTE ARRIVÒ IN GIAPPONE

Rise of the Ronin si svolge durante il crepuscolo degli anni detti “Bakumatsu” , tardo periodo Edo, quando il “Bakufu”, ovvero la reggenza degli Shogun, si sta esaurendo con l’avvento delle civiltà occidentali in Giappone. Siamo a metà circa del 1800 e controlliamo uno dei due gemelli appartenenti ad un ordine ancestrale di guerrieri. Solo uno, perché dopo un colpo di scena assai efficace dovremo scegliere con quale di questi, femmina o maschio, proseguire la storia. Capiterà tuttavia che alcuni alleati lotteranno con la o il protagonista.

rise of the ronin 14

 

Eccoci dunque dopo fughe e drammi nei pressi di Yokohama, dove l’occidente sta diffondendo la sua presenza colonialista, le sue architetture e i suoi modi. Questa chimerica compresenza tra antichità e un nuovo presente è dipinta con arte e studio, risultando uno scenario più che affascinante dove complotti, tradimenti, tentativi di rivoluzione e fantasmi di dominio miscelano una drammaturgia “shakespeariana “ alla storia giapponese,  che “shakespeariana” sembra esserlo a priori e inconsciamente, come ha dimostrato ad esempio Akira Kurosawa con Ran o Il Trono di Sangue. 

rise of the ronin 13

 

Così viaggiamo, liberiamo villaggi oppressi, giochiamo a dadi, fotografiamo panorami e persone con un prototipo, planiamo con le ali di un aliante, cementiamo o inaspriamo fino al conflitto i rapporti con innumerevoli personaggi anche storici sebbene romanzati, ma soprattutto combattiamo e questa è l’azione migliore offerta dal Team Ninja.  Ah, e per chi ama i gatti c’è un’attività opzionale tenera e dilettevole.

rise of the ronin 5

 

MILLE MODI PER UCCIDERE

Si possono usare ovviamente spade come katane e persino lame occidentali, le “odachi” ovvero spadoni tipo quello di Sephiroth, lance, stelle ninja, archi o armi da fuoco; combinandole nella proria strategia offensiva e difensiva. Si para, si reagisce all’attacco, si schiva, si libera con una veloce scossa la lama dal sangue nemico per riacquistare energia. Tecnica, velocità e personalizzazione dello stile marziale,  che diventano tattica dell’azione, compiuta, quasi perfetta. Inoltre c’è un’attenzione notevole, come in altri giochi di Team Ninja, all’estetica e alla varietà delle armi, all’abbigliamento.

 

rise of the ronin 3

Ci sono decine e decine di vesti e di armi, così che persino i nemici generici sembrano tutti diversi, come il protagonista la cui forma cambia sempre grazie ad un nuovo kimono, un’armatura, delle calzature. Rise of the Ronin, incompreso e forse addirittura travisato, diventerà probabilmente un’opera di culto, un territorio numerico esclusivo per appassionati di storia, cultura e arte giapponese, oltre per chi ama dilettarsi con virtuosismo e piacere in una marzialità virtuale raramente così profonda e precisa.

 

 

rise of the ronin 4rise of the ronin 6

 

rise of the ronin 2

 

rise of the roninrise of the ronin 15rise of the ronin 7rise of the ronin 9

 

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....