renzi schlein demos sondaggio

VOLETE SAPERE PERCHE’ IL CENTROSINISTRA RISCHIA DI RESTARE PER ALTRI 20 ANNI ALL’OPPOSIZIONE? SECONDO UN SONDAGGIO "DEMOS", GLI ELETTORI DEM CONSIDERANO IL "SAPER CAPIRE I PROBLEMI DELLA GENTE" NON TRA LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE CHE DEVE AVERE UN BUON POLITICO - TRA QUANTI DICHIARANO DI VOTARE PER IL CENTROSINISTRA SI DA’ PIU’ RILIEVO ALLA “COMPETENZA” (SALVO POI RITROVARSI SOMMERSI DALLE SUPERCAZZOLE DELLA SCHLEIN) – PER GLI ELETTORI RENZIANI E DI CALENDA “L’ONESTA’” NON RIENTRA TRA LE VIRTU' PRIORITARIE DI UN POLITICO (LI VOGLIONO FARABUTTI) E NEANCHE LA “COERENZA CON LE PROMESSE” CHE INVECE E’ MOLTO CONSIDERATA A DESTRA…

Ilvo Diamanti per “la Repubblica” - Estratti

MATTEO RENZI ELLY SCHLEIN

 

L’immagine del “buon politico” che emerge dall’indagine condotta da Lapolis-Università di Urbino Carlo Bo con Demos e Avviso Pubblico è interessante. Soprattutto perché non traccia un profilo particolare e specifico. Con caratteri che lo distinguono dal “cittadino comune”. 

 

L’onestà, anzitutto. Insieme alla competenza. Il “buon politico”, in altre parole, dovrebbe essere un “buon cittadino”. Che sa parlare “alle” e “con le” persone. Perché è uno di loro. “Uno di noi”. La capacità di comunicare e di realizzare un progetto politico, il fascino mediatico, perfino la “coerenza con le promesse” sono fattori importanti, ma in misura più limitata. E, comunque, non “definitivi”. Perché la “definizione” del buon politico, secondo gli italiani, dipende soprattutto dalla sua “normalità”.

 

sondaggio demos sulle caratteristiche del buon politico 45

Dalla capacità di “rispecchiare” la persona comune. Normale. Onesta. Senza distinguersi troppo. Senza apparire “altro” rispetto “agli altri”. Il “buon politico”, in definitiva, dovrebbe essere l’immagine del “buon cittadino”. Si tratta di una visione che, per alcuni versi, contrasta con l’immagine del “capo” che si è affermata nel corso degli ultimi vent’anni, quando alla guida del governo si sono succeduti leader con caratteristiche molto diverse.

 

Per primo, Silvio Berlusconi, un imprenditore che operava nel campo mediatico. E che dei “media”, soprattutto la televisione, ha fatto il principale mezzo, “medium”, di affermazione del proprio ruolo di “capo del governo”. La principale qualità di Berlusconi, infatti, era proprio “saper comunicare in modo chiaro”.

 

 

conte renzi schlein

Una competenza, oggi, poco valutata dagli italiani, secondo il sondaggio di Demos, con Uniurb Carlo Bo e Avviso Pubblico. D’altronde, si tratta di un aspetto che i “politici” affidano al loro staff di esperti. Ma non riflette l’immagine della gente (comune) neppure Mario Draghi. Manager di gestione economica e finanziaria di livello fin troppo elevato. Tagliato fuori da Giuseppe Conte, per rivalsa nei confronti di chi aveva preso il suo posto. Nella speranza di “ri-prenderlo” in fretta. Anche se non è avvenuto.

 

sondaggio demos sulle caratteristiche del buon politico 1

Questo profilo, semmai, appare interpretato bene dall’attuale premier( e), Giorgia Meloni. Che, come ha dichiarato lei stessa, è “donna, madre, cristiana”. E con il suo accento romanesco sottolinea efficacemente la sua provenienza “popolare”. In questo modo ha marcato la propria vicinanza con “il popolo” della Capitale. E non solo. Un aspetto che il Pd e il Centro-Sinistra non riescono a esprimere e a di-mostrare in modo adeguato. Anche perché, nel corso degli anni si sono allargati soprattutto nelle città e nei centri storici, piuttosto che nelle periferie e nei piccoli comuni di provincia. Inoltre, prevalgono fra le componenti sociali medio-alte, più colte.

 

Mentre un “buon politico” dovrebbe allargare lo sguardo oltre questi confini. Che sono, demograficamente, limitati. Al punto di rendere più difficile “competere” sul mercato elettorale. Peraltro, fra gli elettori di Centro-Destra prevale l’attenzione alla “coerenza con le promesse” mentre nella base di Centro-Sinistra si dà maggiore rilievo alla “competenza”. Che è sicuramente importante, ma non quanto la vicinanza alla gente. Alla capacità di essere “persona fra le persone”.

ELLY SCHLEIN E MATTEO RENZI ALLA PARTITA DEL CUORE - MEME BY OSHO

 

Naturalmente, si tratta di un sondaggio. Che traduce le questioni attraverso “parole”. Tuttavia, è interessante osservare come alcune “parole” attraggano maggiormente di altre a Centro-Destra. In particolare: “gente”. Variante di “popolo”.

 

Mentre la “competenza” (come parola) risulta più apprezzata fra gli elettori di Centro-Sinistra. Ma la comunicazione politica è fatta di “parole”, come sanno bene i leader e i militanti di partito. E ciò è importante per capire come oggi sia importante utilizzare le parole adatte a intercettare i consensi, oltre che a esprimere le opinioni. Il “dizionario della politica” è cambiato, insieme ai media e ai mediatori che lo utilizzano e, ancor prima, lo “redigono”.

sondaggio demos sulle caratteristiche del buon politico

 

Ed è evidente che i “redattori” di Centro- Sinistra sono poco efficaci nell’adeguare il linguaggio al clima del tempo. 

 

renzi schlein

(...)

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)