canzonieri - nagel messina

CICCIO SE N’È ANDATO - PORTATA A COMPIMENTO LA TRIBOLATA OPERAZIONE INTESA-UBI, MEDIOBANCA PERDE IL SUO BANCHIERE D’AFFARI DI PUNTA, FRANCESCO CANZONIERI - TEMPERAMENTO FOCOSO E MODI SPICCI, IL 41ENNE CALABRESE, DETTO CICCIO, HA STUPITO TUTTI PER LA SUA CAPACITÀ DI CONCLUDERE OPERAZIONI M&A, FUSIONE E ACQUISIZIONE - MOLTO STIMATO DA CARLO MESSINA, ORA CHE HA DECISO DI METTERSI IN PROPRIO CI SONO POCHI DUBBI SUL FATTO CHE AVRÀ IL SUPPORTO DI BANCA INTESA

DAGONEWS

canzonieri mediobanca

Portata a compimento la tribolata operazione Intesa-Ubi, Mediobanca perde il suo banchiere d’affari di punta, Francesco Canzonieri. Un 41enne calabrese detto Ciccio, temperamento focoso e modi spicci, lontano dall’aplomb meneghino di Nagel e Pagliaro, che ha stupito tutti per la sua capacità di concludere operazioni M&A, Fusione e acquisizione. Canzonieri è molto stimato da Carlo Messina e ora che ha deciso di mettersi in proprio ci sono pochi dubbi sul fatto che avrà il supporto di Banca Intesa.

 

CHI È IL BANCHIERE CANZONIERI, IL «RINO GATTUSO» DI MEDIOBANCA CHE PIACE A MESSINA

Alessandro Graziani per Il Sole 24 Ore  - articolo del 23 maggio 2019

francesco canzonieri

 

«Quando l'ho incontrato la prima volta, mi sono un po’ preoccupato. Ricordo di aver chiamato Nagel, lamentandomi della nuova Mediobanca. Poi mi sono dovuto scusare e ricredere: senza il lavoro di Francesco Canzonieri, all'epoca arrivato da poco in Piazzetta Cuccia, non avremmo mai chiuso con successo l'operazione che in quel periodo stavamo trattando». 

 

Il banchiere, che chiede di non essere citato, non è l'unico a essere rimasto sorpreso da Francesco “Ciccio” Canzonieri. Calabrese di Londra, appena quarantenne, temperamento focoso, è uno dei deal-maker più efficace nella nuova generazione dei bankers italiani. 

 

Chi lo conosce bene, sostiene che Canzonieri ha tre punti di forza: un ampio network diretto di rapporti con gli investitori globali che arriva fino ai maggiori hedge fund Usa, tipo quello di John Paulson. 

alberto nagel carlo messina

 

Una personalità tenace, come il conterraneo Rino Gattuso per intendersi, che lo induce a non mollare mai un deal anche quando in pochi ci credono. Una grande capacità di lavorare sui numeri, che tiene sempre a memoria e che - con sorpresa di qualche controparte più avvezza ai formalismi - è in grado di spiegare anche in un ristorante su un foglietto di carta.

 

Stefano Marsaglia

Nella migliore tradizione dei banchieri d'affari, anche per Canzonieri la riservatezza è un valore. Suo malgrado, ma ne fu lusingato, in Italia è salito alla ribalta delle cronache finanziarie nella primavera del 2018 quando il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina (“the other place” rispetto a Mediobanca) lo volle pubblicamente ringraziare per l'esito positivo del maxi-deal sugli Npl con Intrum («non saremmo stati nella condizione di stabilire una relazione di business e anche personale con Intrum se non attraverso l'azione svolta da Francesco Canzonieri», disse pubblicamente Messina in quell'occasione).

 

Il fattore umano, pur dopo le pubbliche abiure sul capitalismo relazionale, continua a essere decisivo nel mondo delle banche d'affari. Ed è forse inevitabile che sia così in un business dove - anche per lo sviluppo della tecnologia- l’execution tende ad omologarsi (ormai è una commodity, sostiene qualcuno), mentre la differenza la fa il rapporto fiduciario tra cliente e banchiere. 

Francesco Saverio Vinci DG Mediobanca Alberto Nagel Ad e Renato Pagliaro Presidente di Mediobanca 0_pr

 

Canzonieri viene da una buona scuola. Non capita a tutti di fare la gavetta direttamente in Goldman Sachs a Londra e avere come capo un personaggio del calibro di Massimo Tononi. Dopo Goldman, Canzonieri passa poi in Barclays dove resta per quasi dieci anni. Molti deal passano sotto le sue “grinfie”, tra l'altro si occupa del riassetto delle principali banche greche e del problema degli Npl (che molto gli tornerà utile nell'esperienza italiana con Mediobanca).

 

francesco canzonieri

In Barclays incontra il banchiere Stefano Marsaglia che, dopo un sodalizio quasi ventennale in Rothschild con Alessandro Daffina, approda con un incarico di vertice a capo dell'investiment banking del colosso inglese. Marsaglia “adotta” e valorizza Canzonieri. E quando anni dopo Marsaglia passa in Mediobanca, diventando il primo esterno di rilievo in un contesto che fino a quel momento aveva sempre privilegiato le carriere interne, spiana la strada all'arrivo in Piazzetta Cuccia anche di Canzonieri che diventa il braccio destro del ceo Alberto Nagel per la storica divisione del corporate & investment banking. 

 

MASSIMO TONONI

L'esordio di Canzonieri in Mediobanca, sia con i clienti che con il team di bankers interni, non si discosta troppo dal classico esempio dell'elefante che entra in una cristalleria. Modi spicci, poco spazio alle formalità e alla diplomazia, orari di lavoro imprevedibili. Non tutti lo hanno accettato come “capo”, tanto che qualcuno se ne è andato. Col tempo, però, si è fatto apprezzare anche dal lato umano anche se, come molti deal maker, più che un direttore d'orchestra è un “one man band”. 

carlo messina gaetano micciche

 

Essendo ancora giovane, si vedrà col tempo che percorso futuro intraprenderà. E quanto tesoro saprà fare delle lezioni imparate dai tre maestri che gli sono capitati nella sua carriera. Pur diversi tra loro, Tononi, Marsaglia e Nagel hanno abbinato alle capacità del banchiere d'affari anche cospicue doti diplomatiche o, come dice qualcuno, addirittura “cardinalizie”. Canzonieri pare avere un'indole diversa e, per ora, solo deal oriented. Ma attenzione a sottovalutarlo: è tipo che impara in fretta.

francesco canzonieri

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni keir starmer emmanuel macron

L'OSTACOLO PIU' DURO PER GIORGIA DEI DUE MONDI E' ARRIVATO: DEVE DECIDERE SE ESSERE LA RAGAZZA PON-PON DI TRUMP O STARE AL FIANCO DELL'UNIONE EUROPEA CONTRO LE TRUMPATE - DI FRONTE AI DAZI DEL 25%, APPENA ANNUNCIATI DAL TRUMPONE, BATTERÀ FINALMENTE UN COLPO? AVRÀ MAI LA LEADERSHIP DI UN MACRON, CHE SI È DIVINCOLATO DALLA STRETTA DI MANO DI TRUMP RIBATTENDO ALLE SUE CONTINUE MENZOGNE – IN ASSENZA DI UNA DECENTE OPPOSIZIONE, L'UNICO RISCHIO CHE CORRE IL GOVERNO MELONI E' DI IMPLODERE SULLA POLITICA ESTERA, TRA FRATELLINI D’ITALIA SEMPRE PIU' MALMOSTOSI VERSO L'EUROPA E  SALVINI IN ANSIA DA PRESTAZIONE TRUMPIANA (OGGI HA INCONTRATO PAOLO ZAMPOLLI, "COMMISSARIO" DEL TYCOON GIUNTO IN ITALIA PER ASSICURARSI DELLA FEDELTA' DI GIORGIA AL VERBO "MAGA") – I "PIZZINI" DELLA SANTADECHE' E L'INSOFFERENZA VERSO LA RUSSA - L’INCAZZATURA PER L’INTERVISTA DI MARINA BERLUSCONI E L’ATTACCO DI JOHN BOLTON: “DOPO IL SALUTO NAZISTA DI BANNON, MELONI NON AVREBBE DOVUTO PARTECIPARE ALLA CPAC”

donald trump volodymyr zelensky

DAGOREPORT – A CHE PUNTO È L’ACCORDO SULLE RICCHE RISORSE MINERARIE UCRAINE TRA TRUMP E ZELENSKY? IN ALTO MARE - LA CASA BIANCA CONTINUA A FORZARE LA MANO: “SE ZELENSKY DICE CHE L'ACCORDO NON È CHIUSO, ALLORA LA SUA VISITA DI VENERDI'  A WASHINGTON È "INUTILE" - IL LEADER UCRAINO INSISTE SULLE “GARANZIE DI SICUREZZA”, VALE A DIRE: LA PRESENZA DI TRUPPE  USA AI CONFINI CON LA RUSSIA (NON BASTANO LE FORZE EUROPEE O NATO) – E SULLE ''TERRE RARE", IL TRUMPONE DOVREBBE ACCONTENTARSI DI UN FONDO GESTITO AL 50% TRA USA E UCRAINA – LA MOTOSEGA DI MUSK TAGLIA I CONSENSI: IL 70% DEGLI AMERICANI NON APPROVA L’OPERATO DI MR. TESLA, CHE NESSUNO HA VOTATO MA FA CIO' CHE VUOLE - CHE ACCORDO (D'AFFARI) HA FATTO CON TRUMP? PERCHÉ NESSUNO DENUNCIA L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI DI MUSK? A CAPO DEL ''DOGE'', FIRMA CONTRATTI MILIARDARI CON IL PENTAGONO...

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?