DIAVOLI ROSSONERI AL VERDE – LA CONTROLLANTE FININVEST DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI SI PREPARA A INIETTARE 50 MILIONI NEL MILAN PER COPRIRE LE PERDITE – MARINA PRO-VENDITA DEL CLUB, FRENATA DA BARBARA…

Andrea Montanari per ‘Mf'

In attesa dei ventilati nuovi capitali esteri - russi, cinesi, americani che siano - a garantire la continuità operativa e aziendale del Milan sarà ancora una volta Fininvest. La holding di Via Paleocapa, secondo più fonti vicine al dossier interpellate da MF-Milano Finanza, nelle prossime settimane, e comunque entro la primavera, immetterà finanza fino a un massimo di 50 milioni nel club rossonero.

Una iniezione di cash legata ai risultati finanziari e industriali della squadra oggi gestita dal tandem Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Se il 2013 si è chiuso con una perdita consolidata limitata a 7-8 milioni (in linea con quella del 2012 di 6,9 milioni), l'esercizio in corso rischia di chiudersi con un rosso significativo a doppia cifra.

A pesare sui conti saranno i minori introiti televisivi attesi e collegati al rischio sempre più concreto che il Milan non prenda parte alla prossima stagione delle competizioni europee, vista l'attuale posizione di classifica, l'11esimo posto.

Per prevenire la situazione, la famiglia Berlusconi impegnerà la holding di via Paleocapa in questo nuovo sforzo finanziario, nonostante l'attenzione del presidente Marina Berlusconi e dell'amministratore delegato Pasquale Cannatelli sia oggi più concentrata sul core business editoriale, quindi Mediaset e la Mondadori in ristrutturazione.

Detto questo, Fininvest grazie alla cessione del 5,6% di Mediolanum (le resta un abbondante 30,6%) e al dividendo garantito dal gruppo bancario gestito dall'alleato storico, Ennio Doris, sta per incassare complessivamente 300 milioni (255 milioni dal collocamento concluso a dicembre e 50 milioni di cedole tra l'acconto di novembre e il saldo di maggio).

I 50 milioni in arrivo rappresentano l'ennesimo segnale di fiducia. Che potrebbe essere l'ultimo visto che, non è un segreto, Marina Berlusconi e non solo lei sarebbe pronta al grande sacrificio rappresentato dalla vendita del club rossonero. Ma al momento sarebbe frenata dalla sorella minore Barbara che sta facendo di tutto per rilanciare la squadra con un progetto complesso che prevede anche la realizzazione del nuovo stadio. Operazione non certo facile e soprattutto molto costosa.

Ed è in questo contesto che si inquadra la ricerca di un partner finanziario che affianchi la famiglia Berlusconi nel percorso di rilancio delle ambizioni rossonere. Ma a stoppare questo piano ci sono le pretese economiche.

Proprio nei giorni scorsi, Barbara Berlusconi ha smentito le voci relative a una proposta avanzata dal magnate di Singapore, Peter Lim, pronto a mettere sul piatto 300 milioni per il 51% del Milan. «Questa cifra rappresentano circa il 30% del club, non certo il 51%. Come ho già detto, poi, non siamo interessati a vendere il 51% del club, ma solo il 20-30% per progetti specifici come quello dello stadio», ha ribadito l'agguerrita terzogenita di Silvio Berlusconi sapendo così di far breccia nel cuore del padre.

 

SILVIO BERLUSCONI E BARBARA COI CAPELLI ROSSI A MILANELLO silvio e barbara berlusconiSILVIO BARBARA BERLUSCONI ALLEGRI FLAVIO BRIATORE SILVIO BERLUSCONI ANDRIANO GALLIANI IN TRIBUNA A SAN SIRO PER MILAN MALAGA SILVIO E BARABARA BERLUSCONI A MILANELLO LOGO MONDADORIMediaset

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....