MILANO CHIUDE IN CALO (-0,5%), PESANO IL CALO DEL GREGGIO E I DATI INDUSTRIALI TEDESCHI - RECORD DI SUICIDI PER MOTIVI ECONOMICI NEL 2014: SONO 201

1.BORSA: CHIUSURA IN LIEVE CALO, PESANO FLESSIONE GREGGIO E DATI GERMANIA

MASSIMO FERRAGAMO MASSIMO FERRAGAMO

Radiocor - Chiusura in lieve ribasso per la borse europee in una giornata che e' stata dominata dalla notizia del megamerger da 47 miliardi di sterline tra Shell e Bg e dall'incontro a Mosca fra Vladimir Putin e il premier Alexis Tsipras. Al termine degli scambi, il Ftse Mib ha lasciato sul terreno lo 0,54% mentre il Ftse All Share ha ceduto lo 0,44%. Hanno chiuso in ribasso anche Parigi (-0,28%), Francoforte (-0,72%) e Londra che ha ceduto lo 0,36% nonostante il rialzo di oltre il 27% messo a segno da Bg Group. I mercati hanno reagito con nervosismo anche alla pubblicazione del dato deludente sugli ordini all'industria della Germania calati a febbraio dello 0,9% su base mensile e del 2,4% su base annua.

 

A Milano da registrare il rialzo del 6,28% messo a segno da Ferragamo mentre nel settore petrolifero si e' messa in luce Saipem con un +5,14%. Ferma invece l'Eni (+0,30%) nonostante il calcolo di alcuni analisti secondo cui l'operazione Shell-Bg ora potrebbe scatenare una corsa al consolidamento nel settore. In rialzo dello 0,99% infine le Fca che hanno annunciato l'intenzione di procedere all'emissione di un prestito obbligazionario da 3 miliardi di dollari.

SAIPEM SAIPEM

 

Sul fronte dei cambi l'euro passa di mano a 1,0809 dollari (ieri a 1,0861) e 129,59 yen (130,69) mentre il dollaro-yen e' pari a 119,91, da 120,34 ieri sera. In netta flessione invece il prezzo del greggio dopo la diffusione dei dati sulle scorte negli Stati Uniti che hanno visto un aumento a sorpresa di quasi 11 milioni di barile, ben oltre le attese: il contratto wti con consegna a maggio tratta a 51,72 dollari, in calo del 4,42% rispetto alla chiusura di ieri.

 

2.CRISI, RECORD DI 201 SUICIDI PER DEI MOTIVI ECONOMICI NEL 2014

(LaPresse) - Link Campus University, università di Roma non statale legalmente riconosciuta dell'Ordinamento Universitario Italiano istituita nel 1999, ha condotto uno studio sui suicidi legati alla crisi attraverso Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Socio-Economica dell'Università degli Studi Link Campus University, che da oltre tre anni studia il fenomeno e che adesso pubblica i dati complessivi di un'attività di monitoraggio avviata nel 2012. Dalla ricerca risulta che nel 2014 sono state complessivamente 201 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche, rispetto ai 149 casi registrati nel 2013 e agli 89 del 2012.

 

suicidio per impiccagione suicidio per impiccagione

Sale quindi a 439 il numero complessivo dei suicidi per motivi legati alla crisi economica registrati in Italia nel triennio 2012-2014. "La crisi economica continua a contare le sue vittime - dichiara Nicola Ferrigni, docente di Sociologia della Link Campus University e direttore di Link Lab - un segnale positivo tuttavia arriva dagli ultimi mesi del 2014 che registrano una significativa diminuzione del numero di suicidi: a partire dal mese di agosto con i 12 casi registrati per arrivare ai 10 e 11 casi rispettivamente nei mesi di novembre e dicembre", il numero più basso di vittime dall'inizio dell'anno contro i 26 tragici episodi di aprile che si conferma, come nel 2013, il mese con il maggior numero di suicidi.

 

Dal 2012 si assiste ad un abbassamento dell'età delle vittime: la classe d'età che va dai 35 ai 44 anni, infatti, ha conosciuto un notevole incremento passando dal 13,5% del 2012 al 21,4% del 2014. Appare altrettanto preoccupante il numero dei suicidi legati a problematiche e difficoltà economiche tra i più giovani: tra il 2012 e il 2014, il 5,5% delle vittime ha infatti un'età compresa tra i 25 e i 34 anni (4% nel 2014) mentre l'1,4% ha meno di 25 anni (2,5% nel 2014 a fronte di una percentuale pari a 0 registrata nel 2012).

 

Il fenomeno non conosce più differenze geografiche: al Sud come al Nord. L'analisi complessiva dei dati relativi al triennio 2012-2014, pur confermando il triste primato del Nord-Est - che registra complessivamente il 25,3% del totale dei suicidi - rileva una progressiva uniformità della distribuzione del fenomeno nelle diverse aree geografiche. Le regioni dell'Italia centrale infatti dal 2012 al 2014 contano il 22,3% dei suicidi, il Sud il 20,3%, il Nord-Ovest il 20% e le Isole l'11,8%.

 

suicidi crisi economica suicidi crisi economica

Nel dettaglio, dal 2012 scende la percentuale dei suicidi nel Nord-Est che passa dal 30,3% al 25,9% del 2014, mentre sale la quota di suicidi per crisi economica al Sud passando dal 14,6% del 2012 al 23,4% del 2014. Appare altrettanto significativo l'aumento del numero di suicidi nel Nord-Ovest, con una percentuale che passa dal 13,5% del 2012 al 20,4% del 2014. In leggera diminuzione la percentuale di suicidi nel Centro Italia che, se nel 2012 rappresentavano il 25,8% del totale, scendono al 20,9% nel 2014, così come la percentuale dei suicidi nelle Isole che passa dal 15,7% al 9,4%.

 

Le regioni più colpite dal fenomeno appaiono in ogni caso quelle del Veneto e della Campania che dal 2012 al 2014 fanno registrare rispettivamente il 17,7% e l'11,6% del totale dei suicidi per crisi economica. Dal 2012 al 2014 sono stati rispettivamente 198 gli imprenditori (il 45,1% del totale) e 183 i disoccupati (41,7% sul totale) vittime di suicidio per crisi economica. Quello che emerge con drammatica evidenza è però proprio l'aumento del numero di coloro che hanno deciso di togliersi la vita in seguito alla perdita del posto di lavoro: i disoccupati suicidi infatti passano dal 31,5% del 2012 al 38,9% del 2013 e al 48,3% del 2014. Tra i disoccupati, a destare preoccupazione è soprattutto il dato relativo ai più giovani, al di sotto dei 34 anni.

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A fronte infatti del 6,9% del totale dei suicidi registrati dall'inizio del 2012 a fine 2014, tra tutte le categorie occupazionali, si rileva una percentuale più elevata, pari al 12,4% fatta registrare dalla sola categoria dei disoccupati con età inferiore ai 34 anni. Nel 2014 più che raddoppiato rispetto al 2012 anche il numero dei tentati suicidi. "Preoccupante e significativo - conclude Nicola Ferrigni - anche il numero dei tentati suicidi: sono infatti 115 le persone che nel 2014 hanno provato a togliersi la vita per motivazioni riconducibili alla crisi economica, a fronte dei complessivi 86 del 2013 e dei 48 del 2012". Salgono così complessivamente a 249 i tentati suicidi registrati in Italia per motivazioni economiche dal 2012 al 2014.

 

3.BANCHE ITALIA, SALE ESPOSIZIONE A FONDI BCE IN MARZO DOPO TLTRO

padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi

 (Reuters) - Sono tornati a salire a fine marzo, di oltre 20 miliardi, i finanziamenti in essere delle banche italiane presso la Bce, con un incremento tutto legato alle posizioni a lungo termine.

Secondo i dati mensili contenuti nel documento sugli aggregati di bilancio della Banca d'Italia, l'esposizione complessiva degli istituti di credito ai fondi Bce risulta pari a 165,696 miliardi di euro dai 141,329 miliardi di fine febbraio.

Antonio Patuelli Antonio Patuelli

 

Le posizioni in essere sui finanziamenti a lungo termine - dai tre mesi in su - salgono al 31 marzo a 146,008 miliardi, dai 110,831 di febbraio, con un incremento di circa 35 miliardi.

In calo invece la liquidità ottenuta attraverso le operazioni a sette giorni: 19,688 miliardi a fine marzo dai 30,498 del mese precedente.

 

Dai circa 169 miliardi del dicembre 2014, le posizioni a lungo termine delle banche italiane sono calate nei due mesi successivi complessivamente di quasi una sessantina di miliardi, a seguito della chiusura del primo finanziamento Ltro della Bce a fine gennaio e del secondo a fine febbraio. In marzo tuttavia le banche italiane sono tornate ad ottenere fondi a lungo termine dalla banca centrale attraverso la nuova operazione Tltro: oltre 33 miliardi secondo calcoli Reuters, circa un terzo dell'intero importo collocato da Francoforte.

 

4.ZONA EURO, VENDITE DETTAGLIO FEBBRAIO IN RIALZO 3% SU ANNO

NEGOZI SUGLI CHAMPS ELYSEES NEGOZI SUGLI CHAMPS ELYSEES

 (Reuters) - Le vendite al dettaglio della zona euro hanno registrato a febbraio un incremento a perimetro annuo in linea con le attese, grazie alla domanda più robusta per i prodotti non alimentari e per i carburanti.

 

Eurostat ha detto che le vendite al dettaglio nei 19 Paesi della zona euro sono scese dello 0,2% su mese a fronte di un incremente del 3,0% anno su anno, in linea con le attese degli economisti interpellati da Reuters.

Eurostat ha aggiunto che le vendite di prodotti non alimentari sono aumentate del 4,3% anno su anno a febbraio, rispetto al 4,2% di gennaio mentre le vendite di carburanti per auto sono aumentate del 4,2% a perimetro annuo, dal 3,1% di gennaio.

 

5.GREGGIO IN CALO SU CRESCITA SCORTE USA E RECORD PRODUZIONE SAUDITA

 (Reuters) - Il prezzo del petrolio scende a 58 dollari al barile a seguito del dato che ha evidenziato una crescita superiore alle attese delle scorte Usa e del record di produzione in Arabia Saudita.

PETROLIOPETROLIO

 

Il calo dei prezzi segue il rally di ieri, quando il greggio Usa si è avvicinato ai massimi del 2015 dopo i dati sull'occupazione forti e le stime del governo di una crescita più bassa della produzione di greggio a fronte di una più alta richiesta di petrolio.

Il Brent con scadenza maggio cede 0,68 dollari a 58,43 dollari al barile e il greggio Usa arretra di 1,11 dollari a 52,87 dollari al barile. Entrambi i benchmark hanno registrato forti guadagni la scorsa settimana, ma sono sempre sotto del 50% rispetto a giugno dello scorso anno, quando i prezzi hanno iniziato a scendere.

 

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