RAVIOLI AL GALOPPO: IN ITALIA “BOOM” DI CARNE EQUINA (ALTRO SEGNO DELLA CRISI)

Corrado Zunino per "La Repubblica"

Una confezione di carne ogni cinque, prelevata nei supermercati italiani, contiene tracce di cavallo non dichiarate. Sopra l'1 per cento, limite che separa l'errore industriale dalla truffa.

In alcuni casi le "tracce" arrivano al 20 per cento. Il ministero della Salute, ricevuto il rapporto dei Nas del generale Cosimo Piccinno, lo ha inviato alla Commissione europea, che oggi renderà pubblici i valori riscontrati nei ventisette Paesi membri. Lo scandalo della carne con cavallo aggiunto cresce ancora, se possibile, e dimostra la resa dei controlli su scala mondiale di fronte a trader alimentari spregiudicati.

La raccomandazione europea dello scorso 19 febbraio - "Controllate i preparati delle multinazionali a base di carne macinata e pure i prodotti locali" - è stata colta con rapidità in tutte le capitali europee e, da noi, ha prodotto questi risultati: su 454 campioni prelevati da carabinieri per la tutela della salute, 93 sono risultati positivi per la presenza di carne equina non dichiarata.

Fra i prodotti individuati fuori norma ci sono i più importanti marchi da scaffale: Findus, Nestlè, la controllata Buitoni. Nel 90 per cento dei casi sono risultati irregolari i macinati all'interno di pasti alimentari (lasagne, ravioli, tortellini). Alcune irregolarità hanno riguardato confezioni di hamburger e in un caso l'impasto contenente cavallo è finito in un imballo di olive ascolane.

Gli investigatori hanno seguito anche la pista dei cavalli da corsa italiani macellati a causa della profonda crisi dell'ippica - nel febbraio 2012 furono gli allevatori a parlare del rischio di 15mila cavalli da ippodromo destinati al mattatoio - , ma fin qui non hanno trovato riscontri. Così come non hanno rintracciato il pericoloso fenilbutazone (un anti-infiammatorio non dopante, già scoperto in Gran Bretagna) sui 323 campioni di muscolo equino e i 51 campioni di sangue controllati.

Attraverso le indagini allestite in mezza Europa, si è fin qui scoperto che al centro dello scandalo alimentare c'è un importatore olandese di 62 anni, Jan Fasen, già condannato un anno fa per una frode analoga e liberato per buona condotta. È sua la società
Draap Trading, olandese ma registrata a Cipro, che ha comprato 60 tonnellate di carne di cavallo in un centro di macellazione in Romania per ri-etichettarla come bovina, dopo un passaggio a Nicosia, in un centro frigorifero olandese.

Quarantadue tonnellate di quella commessa sono andate alla francese Spanghero, fornitrice dell'azienda che produceva le lasagne della Findus: il governo parigino ha accusato la Spanghero di aver messo in filiera prodotti contraffatti consapevolmente per guadagnare mezzo milione di euro: la carne di cavallo costa un quinto di quella bovina.
In 19 Paesi europei si sono registrate contaminazioni.

Ci sono stati tre arresti in Gran Bretagna, dove un milione di surgelati tra spaghetti alla bolognese e hambuger Findus sono stati ritirati dal commercio (l'impasto era totalmente di carne di cavallo). Due catene di supermercati tedeschi hanno ritirato dal mercato le lasagne, Nestlé, primo produttore alimentare al mondo, ha tolto dagli scaffali italiani e spagnoli i ravioli e i tortellini alla carne di manzo marchiati Buitoni.

Ikea ha distrutto ogni residuo delle polpettine offerte nelle sue cucine. La Coldiretti segnala come nel corso del 2012 l'Italia abbia importato dall'Olanda 65 mila tonnellate di carne bovina. «È una truffa globale, oltre ai cavalli in quelle confezioni potrebbero esserci finiti altri animali».

 

LASAGNE FINDUS CON CARNE DI CAVALLO I TAGLI DELLA CARNE DI CAVALLO CARNE DI CAVALLOCARNE DI CAVALLO DAL MACELLAIO CARNE DI CAVALLO NEGLI HAMBURGER

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