BERLUSCONI AVEVA IL BUNGA BUNGA MOSCIO – LE RIVELAZIONI DI GIULIANO URBANI, CO-FONDATORE DI FORZA ITALIA: “IL SINDACO DI CATANIA SCAPAGNINI GLI PREPARAVA LE POZIONI PER ESSERE PIÙ POTENTE, FINALIZZATE ALLA FORZA SESSUALE. PER SILVIO LE FEMMINE ERANO L'ELISIR DI GIOVENTÙ. IN MANIERA MOLTO BORGHESE HA CERCATO DI NASCONDERE QUESTA DEBOLEZZA PER NON URTARE SUA MAMMA E SUA SORELLA. QUANDO SONO MORTE SI È SCATENATO” – “MELONI? HA UN PROBLEMA DI CLASSE DIRIGENTE. FARE MINISTRO SANGIULIANO È STATO DEMENZIALE” – “SALVINI? DI UNA MEDIOCRITÀ STREPITOSA. LA RUSSA? UNO SCIOCCO CHE DICE CHE HA IL BUSTO DI MUSSOLINI IN CASA. L’UNICA SPIEGAZIONE È…”
Estratto dell’articolo di Antonio Bravetti per “La Stampa”
«In questi posti ci si arriva alla fine, si viene a morire». Lo dice col sorriso Giuliano Urbani, 87 anni compiuti a giugno. Ministro della Cultura di Silvio Berlusconi, "progettista" di Forza Italia, vive in una casa di riposo romana. Operato al cervello qualche mese fa, ha lasciato la sua Torino per Residenza Valeria, quartiere Primavalle, non lontano dal policlinico Gemelli: «Un posto tranquillo dove non pensi tu a te stesso, ma qualcuno pensa a te».
[…] Soffre di idrocefalo normoteso: «Le possibilità di guarire sono zero – spiega a La Stampa – l'intervento mi ha permesso di mantenere la lucidità mentale». È una patologia neurologica che spesso porta sintomi molto simili a quelli dell'Alzheimer.
Maglione bianco, pantaloni blu, uno scaldacollo rosso. Urbani spinge un deambulatore, «il mio miglior amico». Le mani tremano leggermente, la voce è schietta e sicura. «Non cammino – ammette – ho male alle gambe e soffro di depressione. È micidiale, vedo tutto nero».
giuliano urbani e silvio berlusconi
Passa le giornate «leggiucchiando», sul comodino ha l'autobiografia di Angela Merkel appena uscita. «Mi piace una musica incompatibile con la depressione: sono un fanatico di musica brasiliana. […]».
[…] Urbani continua a seguire la politica, che ogni tanto gli fa ancora squillare il telefono: lo cercano vecchi amici come Marcello Pera o Giulio Tremonti. […] Due mogli, «due storie d'amore bellissime»: la professoressa Maria Gloria Grecchi, «morta di leucemia fulminante», e poi l'attrice Ida Di Benedetto, sposata nel 2018, che «mi viene a trovare».
Il cognato si chiamava Mario Grecchi, partigiano e medaglia d'oro al valor militare, trucidato dai tedeschi «in modo disumano» nel 1944 a Perugia. «Avevo i partigiani in casa, non potevo non essere di sinistra».
Giuliano Urbani - Ida Di Benedetto
[…] Dell'incontro a villa San Martino, il 29 giugno del 1993, quando scoccò la scintilla che portò alla nascita di Forza Italia, si è scritto tanto. Urbani, segnalato a Berlusconi da Confalonieri, passò tutta la sera e parte della notte col Cavaliere.
«Era ossessionato dai comunisti, temeva che gli avrebbero fatto fuori tutte le aziende».
Nato a Perugia, da tempo si era stabilito a Torino.
«Spesso facevo colazione con l'avvocato Agnelli, da soli. Era una persona curiosissima, sapeva che avevo scritto molto sul comunismo. Lui era molto combattuto sui comunisti, ufficialmente doveva considerarli nemici ma gli erano simpatici, anche perché nelle vicende della Fiat il Pci è stato importante, molto spesso in positivo».
sophia loren e giuliano urbani
Ministro per la Funzione pubblica nel primo governo Berlusconi.
«Il giorno della fiducia in Senato mi ritrovo tra Spadolini e Agnelli che malignamente mi domandavano: "Tu che c'entri con Berlusconi? Sei un liberale, non hai niente in comune con lui, te ne accorgerai tra un po' e te ne pentirai".
Agnelli lo giudicava, a torto, un superficiale. Poi c'era Confalonieri che mi diceva "Vedrai che Silvio è migliore di come appare a molta gente". Io gli raccontai del fuoco di fila di Spadolini e Agnelli. Anni dopo Confalonieri mi disse: "Ora che lo conosci bene dimmi se mi sbagliavo". Non sbagliava».
Pregi e difetti, del Cavaliere.
«Era un presuntuoso in materia di pallone, pensava di essere un mago, è stato soprattutto fortunato». Inoltre, «detestava il "teatrino della politica", ma non capiva che la politica è fatta di dialogo e alleanze. Gli regalai un libricino con i pensieri di Montesquieu, non credo l'abbia mai letto. ..».
E poi le donne. Invitate, rincorse, tradite, pagate: «Per lui le femmine erano l'elisir di gioventù. In maniera molto borghese ha cercato di nascondere questa debolezza per non urtare sua mamma e sua sorella; le idolatrava entrambe. Quando sono morte è venuto meno il freno inibitorio e si è scatenato. Lo faceva con un infantilismo strepitoso».
E con un trucco: «Berlusconi si faceva aiutare molto dai chimici per avere effetti sessuali. Ha avuto un amico, il sindaco di Catania Scapagnini, che gli preparava le pozioni per essere più potente, finalizzate alla forza sessuale».
silvio berlusconi gianni agnelli in barca
La sua passione è diventata pubblica: «Eccellente conoscitore degli italiani, ha capito che l'italiano medio, semplice, non l'avrebbe giudicato o condannato, ma invidiato». Però qualcosa si spezzò: «Ho avuto forti dissapori con lui negli ultimi anni, ma sono certo che quando lo rivedrò staremo molto bene assieme».
Su Vladimir Putin non c'era modo d'intendersi con Berlusconi: «Putin non aveva nulla di liberale, era semplicemente iscritto al Partito liberale russo, ma era tutta un'altra cosa. Berlusconi si innamorò di quella parola e non ci capì nulla. Si presero subito, una simpatia umorale, di pelle».
BERLUSCONI PUTIN VILLA CERTOSA
Urbani, invece, non ha mai apprezzato l'autocrate russo: «Una volta, da ministro, sono andato con Putin al Quirinale. Era venuto per riconsegnare personalmente un quadro di Raffaello che l'Italia aveva prestato alla Russia. Lui parlava solo russo e tedesco. Ci scambiammo pochissime parole in francese. Ciampi si fece attendere 20 minuti, sono tanti se devi conversare con Putin».
Sorpreso da Meloni, deluso da Salvini, ricorda Fini come l'alleato «grato a Berlusconi per averlo sdoganato, ma che poi voleva far fuori Berlusconi. Abbiamo visto come è andata...».
giorgia meloni antonio tajani matteo salvini
La premier, dicevamo.
«Meloni mi ha sorpreso positivamente: si è dimostrata più intelligente, scaltra e pragmatica di quanto mi aspettavo. La destra italiana, però, ha un problema di classe dirigente. La tristissima vicenda di Sangiuliano dimostra che farlo ministro è stata una scelta demenziale».
Bocciato Salvini: «Di una ingenuità, mediocrità e provvisorietà strepitose». Rimandato La Russa: «Quello sciocco del presidente del Senato dice che ha il busto di Mussolini in casa. L'unica spiegazione è che non vuole perdere il contatto con il suo zoccolo duro...».
ignazio la russa e il busto di mussolini
Confessa di non aver votato due anni fa e che l'ultima volta che l'ha fatto ha messo la croce su Forza Italia.
Che ne pensa del partito azzurro oggi?
«Sono talmente mediocri gli altri che Forza Italia si è salvata. Tajani è il meglio del moderatismo, a volte si presenta troppo umile e gli altri lo sottovalutano».
Chissà se ha ancora la tessera e che numero c'era davvero sopra.
«Nessuno – giura Urbani – la mia non aveva numero, la due era di Antonio Martino. Io più che fondatore o ideatore, mi sento "progettista" di Forza Italia».
È l'ora del pranzo, il tempo è finito. […] Urbani alza lo sguardo: «Qui dentro ci si viene alla fine di un ciclo, è normale. Poi vedi che qualcuno sta peggio e sorridi. Lo scopo è prepararsi alla fine. Anche se, come diceva Andreotti, speriamo sia il più tardi possibile»
Ignazio la russa con Riccardo De Corato NEL 1992 VICINO A UNA FOTO DI MUSSOLINI giuliano urbani 4 silvio berlusconi gianni agnelli giuliano urbanigiuliano urbani silvio berlusconi gianni agnelli berlusconi 1994 5silvio berlusconi g8 napoli 1994berlusconi messaggio 1994IL DISCORSO DI SILVIO BERLUSCONI PER LA DISCESA IN CAMPO IN POLITICA NEL 1994 Intervento di Giuliano Urbani jas gawronski e giuliano urbanigiuliano urbani 3