matteo renzi carlo nordio andrea delmastro

CORTOCIRCUITO IN FDI E NEL GOVERNO: NORDIO BOCCIATO DAI MELONIANI – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, ANDREA DELMASTRO, STRONCA LA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA MAGISTRATURA FIRMATA DAL GUARDASIGILLI: “IL CSM PER I PUBBLICI MINISTERI È UN ERRORE STRATEGICO. I PM, PRIMA DEI POLITICI, DIVORERANNO I GIUDICI. L'UNICA COSA FIGA DELLA RIFORMA È IL SORTEGGIO” – L’AFFONDO DI RENZI: “STESSO GOVERNO, STESSO PARTITO, STESSO PALAZZO, EPPURE DICONO L'UNO IL CONTRARIO DELL'ALTRO. CHE FA OGGI LA MELONI? FA DIMETTERE IL MINISTRO NORDIO O IL SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO?"

RENZI, SU DELMASTRO MELONI CHE FA? ATTENDIAMO ESCA DAL LETARGO

MATTEO RENZI GIORGIA MELONI

(ANSA) - "Oggi il sottosegretario alla giustizia, Delmastro, dice a 'Il Foglio' che la riforma della giustizia presentata dal ministro della giustizia, Nordio, fa schifo. Stesso governo, stesso partito, stesso palazzo, eppure dicono l'uno il contrario dell'altro. Tutto bellissimo, davvero. La domanda è: che fa oggi la Meloni? Fa dimettere il ministro della Giustizia Nordio, che ha fatto la riforma, o il sottosegretario Delmastro, che dice che la riforma fa schifo?".

 

Lo scrive sui social il leader Iv Matteo Renzi. "Attendiamo una risposta da Giorgia - aggiunge - appena esce dal letargo. Nel frattempo su 'L'Influencer' trovate dei particolari inediti su questo sottosegretario Delmastro. Definito sadico e pericoloso ancora non rende l'idea. Chi leggerà il libro, capirà...".

 

 

DELMASTRO BOCCIA LA RIFORMA NORDIO: “L'UNICA COSA BUONA È IL SORTEGGIO”

Estratto dell’articolo di Ermes Antonucci per “Il Foglio”

    

ANDREA DELMASTRO CARLO NORDIO

“Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici. L’unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta”.

 

A bocciare in maniera così netta la riforma costituzionale della magistratura, in una chiacchierata confidenziale col Foglio, non è un parlamentare dell’opposizione né un magistrato iscritto all’Anm, bensì il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove.

 

giorgia meloni carlo nordio

Cioè il sottosegretario del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha elaborato il ddl costituzionale, e uno dei principali esponenti di Fratelli d’Italia. Insomma, il sottosegretario alla Giustizia ammette di non condividere la riforma del suo ministro e del suo governo.

 

“C’è un rischio nel doppio Csm. O si va fino in fondo e si porta il pm sotto l’esecutivo, come avviene in tanti paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini. Ma dare un Csm al pm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro”, spiega Delmastro […]

 

CARLO NORDIO ANDREA DELMASTRO

[…] “Quando un pm non dovrà neanche più contrattare il suo potere con i giudici in un solo Csm e avrà un suo Csm che gli garantirà sostanzialmente tutti i privilegi, quel pm prima ancora di divorare i politici andrà a divorare i giudici, che hanno il terrore di questa roba”.

 

 

 

Delmastro appare poco convinto anche su un altro punto fondamentale della riforma costituzionale, l’istituzione di un’Alta corte disciplinare. In realtà, come ha riferito l’Anm, durante l’incontro della scorsa settimana sarebbe stata la stessa premier Meloni a riconoscere l’incongruenza della scelta di concepire un organismo del genere solo per i magistrati ordinari.

 

“Sa che c’è – afferma seccamente Delmastro – L’unica cosa figa è il sorteggio, basta. L’Alta corte e il doppio Csm…”. Insomma, per il sottosegretario alla Giustizia l’unica cosa buona della riforma costituzionale è l’introduzione del sorteggio secco per l’elezione dei componenti togati del Csm. […]

 

giorgia meloni carlo nordio

Un paradosso gigantesco, così come appare essere la premessa fondamentale della riflessione del sottosegretario: “Nella mia persona convivono entrambe le pulsioni, sia quella garantista che quella giustizialista, a corrente alternata secondo le necessità”. Praticamente una confessione della tendenza a evocare il garantismo soltanto quando conviene (per esempio quando sono indagati esponenti del proprio partito: per quelli dell’opposizione si agita la forca). […]

ANDREA DELMASTRO CARLO NORDIO

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