L’ILVA MIETE UN’ALTRA VITTIMA - A 88 ANNI E’ MORTO EMILIO RIVA, STORICO PROPRIETARIO DEL GRUPPO - ERA AI DOMICILIARI PER L’INCHIESTA SUL DISASTRO AMBIENTALE A TARANTO

Nazareno Dinoi e Vito Fatiguso per "Corriere.it"

A 88 anni è morto Emilio Riva, patron dell'Ilva. Lo storico proprietario del siderurgico di Taranto (e più in generale di un gruppo leader mondiale nell'acciaio) era malato da tempo. Aveva acquistato l'impianto tarantino dall'Iri venti anni fa.

L'INCHIESTA - Riva era ai domiciliari a seguito dell'inchiesta sul disastro ambientale a Taranto che, secondo l'accusa, sarebbe stato causato dall'Ilva. Per Riva è stato chiesto il rinvio a giudizio con altre 52 persone. Oltre ai figli Fabio e Nicola figurano anche il governatore della Puglia Nichi Vendola, e i vertici vecchi e nuovi del siderurgico prima del commissariamento, un assessore regionale (Lorenzo Nicastro), un deputato ed ex assessore della Puglia (Nicola Fratoianni), consiglieri regionali, l'ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, e il sindaco del capoluogo ionico, Ippazio Stefàno. Il prossimo 19 giugno si terrà l'udienza preliminare per decidere su un eventuale processo.

L'AZIENDA DI FAMIGLIA - Con la scomparsa di Emilio Riva si conclude un ciclo dell'imprenditoria italiana nata dal disfacimento dell'Iri. Quella della siderurgia è stata una favola il cui epilogo è finito nei tribunali. In particolare, fatale per la tenuta del gruppo (ma sicuramente non nel periodo iniziale) è risultata la campagna di acquisizione dell'Italsider nel 1994. L'Ilva ora è commissariata ed è sotto la gestione di Enrico Bondi.

I NUMERI - Il gruppo siderurgico è presente in Italia e all'estero attraverso 24 unità produttive - Italia (17), Francia (4), Tunisia (2), Grecia (1) - e nel 2013 ha prodotto complessivamente 5,7 milioni di tonnellate di acciaio, a fronte di una autorizzazione alla produzione annua di 8 milioni di tonnellate. Il 25% circa della produzione è stata esportata all'estero. A fine ottobre scorso il gruppo Ilva contava 16.200 dipendenti diretti e 10-12 mila nell'indotto.

I MESSAGGI - Il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, esprime il suo cordoglio alla famiglia di Emilio Riva, confermando indirettamente la notizia della sua scomparsa. «Abbiamo perso un grande imprenditore - scrive in un messaggio rivolto alla famiglia - un vero capitano d'industria, e non lo dico per dovere istituzionale, ma per il dovere morale di riconoscenza che, come operatore del settore, e, consentitemi di dirlo, come italiano, sento di dover esprimere nei suoi confronti».

 

 

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