thomas thompson

CHIAMALO SCEMO - IL CACCIATORE DI TESORI, THOMAS THOMPSON, HA RITROVATO UN BATTELLO DELL'800 CON DIECI TONNELLATE D'ORO - MA È RECLUSO DA CINQUE ANNI SOLO PERCHÉ SI RIFIUTA DI RIVELARE AL GIUDICE DOVE HA NASCOSTO I LINGOTTI - LA BATTAGLIA LEGALE, LE TONNELLATE D'ORO E LE 500 MONETE CONSEGNATE IN FLORIDA AD UN INTERMEDIARIO ANONIMO CHE LE AVREBBE FATTE SPARIRE…

Flavio Pompetti per "il Messaggero"

 

Prigioniero da cinque anni in un carcere di Milan nel Michigan, Thomas Thompson è umiliato e privato della libertà, ma non è sconfitto. Al contrario, si sente il vero vincitore nella guerra che lo vede opposto al giudice che l' ha condannato, e ai creditori che lo inseguono da più di trent' anni. Come un novello Conte di Montecristo nella sua prigione nell' isolotto di Chateau d' If, Thompson tiene stretto il segreto del tesoro che lo farà ricco il giorno in cui potrà uscire di galera, mentre il giudice Algenon Marbley continua ad inasprire la carcerazione nell' attesa di un pentimento e della rivelazione del nascondiglio dove è custodito l' oro.

THOMAS THOMPSON

 

Thompson è un cacciatore di tesori, socio onorario di una genia di imprenditori con le scintille agli occhi, che inseguono il sogno della ricchezza immediata scorrazzando nel tratto di mare tra l' Atlantico meridionale e le isole Antille. Nel 1988 la fortuna gli ha sorriso con il ritrovamento della SS Central America, un battello a vapore spinto da una ruota a pale, che si era inabissato alla profondità di 2.300 metri davanti alla costa della Carolina del sud nel 1857, con un carico a bordo di dieci tonnellate d' oro, del valore di 292 milioni dollari al cambio odierno.

 

LE MONTE D ORO RITROVATE DA THOMAS THOMPSON

L'oro era stato estratto e lavorato dai giacimenti intorno a san Francisco, e viaggiava alla volta di New York, insieme ad un equipaggio di 578 persone, delle quali 420 perirono nel naufragio. Dietro la spedizione per il recupero c' era un gruppo di 167 investitori che aveva contribuito la somma di 12,7 milioni di dollari per allestire la nave da ricerca, e il modulo sottomarino Nemo, disegnato dallo stesso Thompson, che servì ad avvicinare il relitto e vuotarlo di parte del prezioso contenuto. Nessuno dei soci, tra i quali figurano famigliari e amici dell' avventuriero, e persino un giornale dell' Ohio in difficoltà finanziarie al tempo, ha mai visto un solo dollaro di ritorno.

 

Thomas era riuscito e recuperare circa due tonnellate d' oro, quando in uno dei viaggi di ritorno al porto, fu fermato dalla denuncia di trentanove ditte che avevano assicurato il contenuto della nave al tempo della spedizione, e che avevano pagato ricchi premi agli armatori dopo il disastro. La battaglia legale durò circa dieci anni, e quando si risolse con l' assegnazione a Thompson del 92% del valore del bottino salvato dal mare, questi dichiarò che l' intero ammontare copriva a malapena le spese legali che aveva dovuto sostenere.

 

THOMAS THOMPSON

LA SVOLTA

Il pirata è invece è diventato ricco. Nel 2000 ha venduto un lotto di lingotti del valore di 52 milioni di dollari, e il tribunale che si è in seguito interessato del caso, ha trovato un conto bancario di 4,9 milioni di dollari a lui intestato nelle isole Cook. L' ultimo contenzioso ancora in atto riguarda 500 monete d' oro che erano ancora certamente in suo possesso. Thompson dice che la sua fidanzata le ha consegnate in Florida ad un intermediario anonimo che avrebbe dovuto venderle ma che le ha fatte sparire.

 

I creditori non bevono la storia, e nemmeno il tribunale che nel 2015 aveva patteggiato con lui due anni di reclusione e una multa di 250.000 dollari, in cambio della sua collaborazione per la consegna delle monete. Dal momento della condanna, e di fronte al suo rifiuto a rispettarne i termini, il giudice Marbley ha imposto una penale di 1.000 dollari al giorno, fino a che la volontà del reo non si piegherà al pentimento e alla restituzione, e nel frattempo rifiuta di farlo uscire di galera. Il debito è cresciuto fino a 1,7 milioni di dollari, ma il prigioniero tiene la bocca cucita, in una battaglia di nervi e di carte bollate che per il momento lo vede al tempo stesso vincitore ma sconfitto, in quanto galeotto.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - DOVE È FINITA LA MELONI CHE DEFINIVA LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP “UN’OPPORTUNITÀ”? DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA A NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…