laura speranza stefano tacconi

COSE DI CASA TACCONI – PARLA LAURA SPERANZA, LA MOGLIE DELL’EX PORTIERE DELLA JUVENTUS COLPITO DA UN ANEURISMA CEREBRALE TRE ANNI FA, DOPO LE POLEMICHE PER LA CASA POPOLARE A MILANO CHE HANNO RICEVUTO NEL 2023, E PER IL CAMBIO DI ALLOGGIO CONCESSO DOPO APPENA 7 MESI: “NESSUN FAVORITISMO, È STATA RICONOSCIUTA LA DISABILITÀ TOTALE DI STEFANO. NEL PRIMO APPARTAMENTO C’ERA UNA RAMPA DI SCALE DA FARE PER ARRIVARE ALL’ASCENSORE E STEFANO SI MUOVEVA SOLO IN CARROZZINA” – “MIO MARITO HA DOVUTO IMPARARE DI NUOVO A RESPIRARE, A MANGIARE, A CAMMINARE, COME UN BAMBINO...”

Estratto dell’articolo di Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”

 

stefano tacconi e la moglie laura

Come sta Stefano Tacconi? «Anche oggi è a fare riabilitazione. Lo accompagno tre, quattro volte a settimana, soprattutto per il potenziamento delle gambe. Va sempre meglio, ha avuto una ripresa incredibile, ha stupito anche i medici, è stato grandioso». Laura Speranza sta aspettando il marito, il portierone della Juventus e della Nazionale colpito da un aneurisma cerebrale nell’aprile di tre anni fa […]

 

Poi torneranno a casa, anzi nella nuova casa dove vivono da poco più di un anno, con i tre figli più piccoli. Un alloggio popolare, concesso dall’Aler, come ha rivelato ieri il Quotidiano nazionale .

 

La signora Laura non ha gradito come è uscita la notizia. «Noi non abbiamo detto niente. E non abbiamo avuto nessun favoritismo. Sono stata io a decidere di presentare la domanda, insieme a mio figlio maggiore Andrea. Avevamo tutti i requisiti, siamo risultati primi della lista anche perché è stata riconosciuta la disabilità totale».

 

ANDREA E STEFANO TACCONI

Perché avete deciso di cambiare casa?

«Dove abitavamo prima c’erano quattro rampe di scale. Stefano si muoveva solo in carrozzina, abbiamo capito che sarebbe stata una cosa lunga. Ancora adesso la usa per i tratti più lunghi, altrimenti si sposta con le stampelle».

 

Le hanno assegnato un primo alloggio, ma avete chiesto di cambiarlo.

«L’ascensore era al primo piano, c’era ancora una rampa di scale da fare».

 

E adesso?

«Viviamo alla periferia sud di Milano, al sedicesimo piano. Non ci sono scalini».

 

stefano tacconi da calciatore 3

Com’è l’appartamento?

«Adatto a una famiglia numerosa come la nostra. Abbiamo due bagni, uno l’abbiamo attrezzato con tutti gli appoggi per Stefano».

 

Suo marito una stella del calcio, lei un’ex modella. Una coppia ammirata e invidiata, che effetto le fa trovarsi oggi in questa situazione, ad abitare in una casa popolare?

«Nella vita si attraversano momenti di fragilità, ci sono dei frangenti in cui non c’è troppo tempo per pensare, bisogna solo darsi da fare. Con mio figlio Andrea abbiamo preso la decisione di trasferirci senza dire niente a Stefano, per le sue condizioni e per non dargli troppe preoccupazioni. Non sapevo come l’avrebbe presa, avevo paura che dopo la malattia fosse preso dallo sconforto, dalla depressione […]»

 

[…]

 

Che gente abita nel vostro condominio?

«Gente normalissima, quella che puoi incontrare ovunque, dai bambini agli anziani. Abbiamo trovato tanta serenità, ed è quella che serviva a noi e a Stefano».

 

stefano tacconi con il figlio andrea

Il momento più difficile?

«Il colpo che ha avuto è stato durissimo. Poi ha dovuto imparare di nuovo a respirare, a mangiare, a camminare, è dovuto ripartire da zero come un bambino. Ancora adesso ci sono tante cose di cui occuparsi, dalle medicine alla riabilitazione».

 

Come immagina il futuro?

«Dopo che sei passato da una cosa del genere, il domani non può che essere roseo. Quando sei uscito da un tunnel pensi solo alla luce. Questo è lo spirito che ha Stefano e che ci ha tenuti uniti come famiglia. La solitudine può farmi paura... insieme siamo capaci di affrontare tutto».

stefano tacconi da calciatore 1stefano tacconi con il figlio andrea 5STEFANO TACCONI STEFANO TACCONI AL RISTORANTE CON LA FAMIGLIA

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