la conducente dell autobus che ha soccorso il bambino

“VEDERE QUELLO SCRICCIOLO PIANGERE, AL BUIO E INFREDDOLITO È STATA UNA STRETTA AL CUORE” - UNA CONDUCENTE DI UN AUTOBUS DELL’ATAC HA SOCCORSO UN BAMBINO IN PIGIAMA CHE SI TROVAVA PER STRADA ALLE 5:30 DEL MATTINO – IL PICCOLO ERA IN LACRIME E CHIEDEVA DELLA MADRE, CHE È ARRIVATA DOPO CHE SONO STATE ALLERTATE LE FORZE DELL’ORDINE – LA MAMMA E LA NONNA DEL BAMBINO HANNO RIVELATO CHE È USCITO DI CASA QUANDO…

Ester Palma per www.corriere.it

LA CONDUCENTE DELL AUTOBUS CHE HA SOCCORSO IL BAMBINO

 

Piccolo, molto spaventato e avvolto in un pigiama troppo leggero per le basse temperature dell'alba su Roma: ma per fortuna a notarlo è stata la conducente di un autobus dell’Atac, che lo ha soccorso e salvato. E’ successo intorno alle 5,30 di oggi, in via Onofri, nella zona della Bufalotta. 

 

Monia, alla guida del suo 86 verso il capolinea di via Marmorale, nota nel buio il piccolo da solo sulla strada, ferma subito il mezzo e scende per raccoglierlo. Il bambino è in lacrime, chiede aiuto e vuole la mamma. 

atac

 

Lei lo prende in braccio, bagnato e infreddolito com’è, e lo fa salire a bordo. Il piccolo dice di essere di Roma, di avere cinque anni e indica una via, ma l’autista chiama subito il 112.

 

atac

«La nostra autista lo tranquillizza e lo fa sedere sul cruscotto - racconta il comunicato di Atac - Gli asciuga i piedini scalzi con l’aria calda del mezzo, lo copre con la sua giacca. Il bimbo si calma, ma ancora non riesce a spiegare come sia finito lì in strada. Poi per distrarlo, avanza di qualche metro con il bus, sul quale il piccolo non era mai salito: è curioso di capire a cosa servano tutti quei bottoni e quelle lucette. Passano pochi minuti, arrivano le forze dell’ordine e anche la mamma e la nonna del bambino», comprensibilmente terrorizzate. 

 

autobus atac

Hanno trovato la porta aperte, raccontano che evidentemente il bambino si è svegliato, ha aperto la porta ed è sceso in strada. «Lo avrei portato a casa con me - ha detto Monia - Amo i bambini e vedere quello scricciolo piangere, al buio e infreddolito è stata una stretta al cuore. Era il minimo che potessi fare».

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