corona coin

IL VIRUS CI HA RESO PEGGIORI - LA PROCURA DI ROMA HA OSCURATO DUE SITI CHE SPECULAVANO SUI MORTI DI CORONAVIRUS PROPONENDO INVESTIMENTI IN “COVID TOKEN” - FUNZIONANO COSÌ: NEL MONDO CI SONO 7,6 MILIARDI DI PERSONE E AD OGNI INDIVIDUO SI FA CORRISPONDERE UN TOKEN, CIOÈ UNA MONETA VIRTUALE. A FRONTE DI OGNI DECESSO PER CORONAVIRUS DIMINUISCONO LE PERSONE - E QUINDI I TOKEN - E, DI CONSEGUENZA, AUMENTA LA VALUTA

Michela Allegri e Adelaide Pierucci per “il Messaggero”

corona coin 4

 

Dal coronavirus ai corona coin. Più morti, più ricchezza per chi ha investito in criptovalute. Si aggancia alla pandemia che sta affliggendo il globo la scalata economica promessa sul web da affaristi senza scrupoli e, per ora, sconosciuti.

 

Un'operazione finanziaria facile basata solo su un dato: un investimento in covid token, che corrispondono al numero delle persone esistenti sulla Terra e che quindi sono destinati a salire di valore - perché diminuiscono - proporzionalmente ai decessi per Covid.

 

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LE ACCUSE

Per gli inquirenti si tratta di un macabro raggiro, tanto che il pm Maurizio Arcuri, della procura di Roma, ha già oscurato due siti web e ha aperto un fascicolo per truffa aggravata ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria e creditizia.

 

Funzionava così: nel mondo ci sono 7,6 miliardi di persone e ad ogni individuo si fa corrispondere un token, cioè una moneta virtuale. A fronte di ogni decesso per coronavirus diminuiscono le persone - e quindi i token - e, di conseguenza, aumenta la valuta. Qualche giorno fa la Polizia postale ha proceduto all'oscuramento del sito covidtoken.org, agganciato a un server americano.

 

LA DENUNCIA

corona coin 3

L'inchiesta, in realtà, era stata avviata in marzo, durante il periodo iniziale del lockdown italiano, ed era partita da una segnalazione della Consob. Il mese successivo era scattato il primo provvedimento a carico della pagina coronatoken.org.

 

Gli ideatori della truffa globale, però, non si sono dati per vinti e, in breve, hanno riproposto lo stesso affare utilizzando un url diverso: covidtoken.org. Per il momento, però, gli investigatori non hanno registrato querele, o segnalazioni da parte di presunte vittime.

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Non è chiaro se per l'imbarazzo di dover ammettere di aver sperato di lucrare partecipando al progetto, o perché ancora qualcuno spera di poter incassare i guadagni. I responsabili delle pagine web, inoltre, non sono stati identificati: visto che i server si trovano negli Stati Uniti è necessario procedere con una rogatoria in America, che difficilmente avrà risposta.

 

LE PAGINE

«Con l'aumentare del numero di infetti/morti a causa del virus - si leggeva nella pagina web - il numero di token viene aggiornato ogni 48 ore e, per ogni infezione o morte, viene cancellato un token». Peccato che i siti non fossero nemmeno autorizzati a compiere operazioni finanziare e ammaliassero i clienti con un vero e proprio raggiro.

Per dimostrare la bontà del progetto coronatoken.org prima, e covidtoken.org poi, i responsabili avevano garantito che il 20 per cento dei fondi ricavati dalla vendita delle moneta virtuale sarebbe stato donato alla Croce Rossa che, ovviamente, era ignara del progetto.

corona coin 2

 

La risposta a chi accusava di amoralità i Covid-investimenti era nella home dei siti: «Corona Token è un'aggiunta radicale e preziosa al ricco arazzo di criptovalute oggi sul mercato. È la prima e unica moneta supportata dalla prova di morte, basata su statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità». Anche la grafica era esplicita: sullo sfondo, tanti piccoli coronavirus stilizzati e, al centro del disegno, un logo stilizzato che richiama l'idea di valuta, una via di mezzo tra il dollaro e l'euro.

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