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RIMETTI A NOI IL NOSTRO DEBITO - IL DEBITO MONDIALE HA TOCCATO LA QUOTA RECORD DI 318MILA MILIARDI DI DOLLARI E VALE IL 328% DEL PIL GLOBALE – LA PANDEMIA DI COVID-19 E LE GUERRE IN CORSO HANNO MESSO SOTTO PRESSIONE I BILANCI PUBBLICI E PRIVATI E LA CIFRA POTREBBE AUMENTARE L’ANNO PROSSIMO – IL RAPPORTO DELL’”INSTITUTE OF INTERNATIONAL FINANCE”: “DINAMICHE PERICOLOSE SONO IN CORSO” - L'ITALIA HA UNA TRAIETTORIA DISCENDENTE, MA CORRE IL RISCHIO DI…
Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”
Mai così elevato. Il debito globale ha toccato quota 318mila miliardi di dollari a fine 2024. E per la prima volta negli ultimi quattro anni è aumentato il rapporto debito/Pil su base planetaria. L'allarme arriva dall'Institute of International Finance (IIF), la lobby finanziaria globale con base a Washington, che evidenzia come l'indebitamento pubblico resterà elevato per tutto l'anno in corso. […] L'Italia ha una traiettoria discendente, ma corre il rischio di essere contagiata da una marcata spirale di sfiducia qualora l'attuale crisi industriale europea sia più prolungata del previsto.
«Dinamiche pericolose» sono in corso. Il monito dell'IIF non arriva come un fulmine a ciel sereno. Anzi. Il rapporto sembra essere la naturale conseguenza di quanto espresso dal Fondo monetario internazionale negli ultimi anni, specie dopo la pandemia di Covid-19.
[…] Emergenza sanitaria prima e guerre poi hanno messo sotto pressione i bilanci pubblici e privati. Ed ecco perché il debito mondiale è salito di quasi 7.000 miliardi di dollari lo scorso anno. […]
Le certezze sono diverse. La prima è che «circa il 65% dell'aumento del debito globale nel 2024 è derivato dai mercati emergenti, in particolare Cina, India, Arabia Saudita e Turchia». Nei mercati maturi, invece, «l'accumulazione del debito si è concentrata principalmente negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Svezia». Dal punto di vista settoriale, «quasi due terzi dell'aumento del debito provengono dal settore pubblico, con il debito governativo globale che ha superato i 95 trilioni di dollari, rispetto ai 70 trilioni del 2019, prima della pandemia».
Numeri che rappresentano una base di partenza non positiva per l'aumento della spesa pubblica per la difesa, come si sta discutendo in queste settimane per i Paesi europei. Allo stesso tempo, preoccupa l'incremento del rapporto fra debito e Pil, che è salito di oltre 1,5 punti percentuali, raggiungendo quasi il 328% del Prodotto. […]
Le cifre, tuttavia, potrebbero salire. Come si evidenzia, il conto per il 2025 potrebbe «aumentare ulteriormente, dato che si fanno sempre più insistenti le richieste di stimoli fiscali e di maggiore spesa militare nell'eurozona». Non solo. Lo scetticismo può colpire i più vulnerabili. «La crescente attenzione ai saldi fiscali, soprattutto nei Paesi con dinamiche politiche altamente polarizzate, è stata una caratteristica distintiva degli ultimi anni», evidenziano gli economisti dell'IIF. Un messaggio che per l'Italia non può essere dimenticato.