don mazzi corona

TI FACCIO UN (DON) MAZZI COSÌ - IL PRETE SCULACCIA ‘FURBIZIO’ CHE DOVEVA ESSERE “RECUPERATO” NELLA SUA COMUNITÀ: “E’ MALATO DI IDOLATRIA, ANDREBBE PRESO A CALCI NEL SEDERE. SONO ARRABBIATO CON ME STESSO PER ESSERMI FATTO PRENDERE PER IL NASO” - “ANDAVA ANCORA TENUTO IN COMUNITÀ, INVECE HA OTTENUTO IL PERMESSO DI ANDARE SUL TERRITORIO...”

Noemi A. Barbuto per “Libero Quotidiano”

 

don mazzidon mazzi

«Non è un angelo, anzi, andrebbe preso a calci nel sedere a tutto spiano, ma non c'entra nulla con la malavita o con i personaggi che vanno in carcere». Con queste parole un don Mazzi «arrabbiato con se stesso per essersi fatto prendere per il naso e deluso» ci parla di Fabrizio Corona.

 

«Idolatria», così il prete definisce il male di Corona. Un virus che gli ha preso l'anima e che lo fa sentire l'unico dio di se stesso, al di sopra di tutte le regole. Una malattia che non si cura con il carcere, ma che semmai con il carcere si aggrava. Ed è forse stata una risposta punitiva troppo forte, sproporzionata rispetto al reato, ad avere fatto aumentare in Fabrizio quella rabbia e quel senso di rivalsa nei confronti di uno Stato che gli ha preso i suoi anni migliori ma che non gli avrebbe preso anche i suoi soldi.

don mazzi coronadon mazzi corona

 

Lungi dal voler fornire in qualche modo un alibi, lo stesso don Mazzi appare molto critico e severo nei confronti del re dei paparazzi. Si augura, quindi, che non venga trattenuto ancora in carcere e dichiara di non sapere in questo momento se sarebbe pronto a riaccoglierlo, perché si sente preso in giro. Tuttavia, non può non ammettere che «la detenzione non ha migliorato il carattere di Fabrizio, perché è stato trattato in modo ingiusto».

 

Tutti lo definiscono una causa persa, ma, per don Mazzi, Corona era «un caso semplice». Ciò che invece è difficile adesso per il prete è capire perché sia ricaduto nell' errore. Non si dà pace. Appare stanco, affranto. Come si può buttare via così una chance? Come si può avere così poco rispetto della propria vita? Inutile cercare i colpevoli, «andava ancora tenuto in comunità, invece, sul più bello, ha ottenuto il permesso di andare sul territorio. Anche la discrezione sui tempi andava lasciata a noi», riflette ad alta voce.

fabrizio corona in comunita da don mazzifabrizio corona in comunita da don mazzi

 

Infatti, se da un lato il carcere peggiora, dall' altro anche una libertà improvvisa e non controllata può essere dannosa per soggetti che tendono a danneggiare se stessi. Don Mazzi ci tiene a sottolinearlo: «In certi casi, non è il carcere lo strumento più adatto per cambiare una persona. Sono necessarie strutture migliori degli istituti penitenziari, più idonee e dignitose. È il momento che la magistratura e il governo lo capiscano».

Don Mazzi Don Mazzi

 

In particolare, don Mazzi propone l'abolizione del carcere minorile e che i minori che commettono reati siano affidati in piccoli numeri a strutture pronte a rieducarli grazie al lavoro di persone preparate per restituirli alla società come persone nuove. Ed è questo ciò che avviene ogni giorno all'interno delle comunità da lui fondate, ben 40 distribuite su tutto il territorio nazionale, in particolare in Lombardia ed in Calabria, ognuna delle quali accoglie un numero massimo di 30 ragazzi, per garantire a ciascuno un trattamento individualizzato, che sarebbe impossibile realizzare in carcere.

I SOLDI NASCOSTI DI FABRIZIO CORONAI SOLDI NASCOSTI DI FABRIZIO CORONA

 

Don Mazzi ha la sua ricetta per aiutarli: innanzitutto, arrivati in comunità, devono sbollire la rabbia che nutrono dentro, rabbia perché sono soli, non amati o amati male. Poi si cerca di comprenderli, attraverso l'ascolto, e si lavora sulle loro anime con metodi semplici: lo studio, lo sport, la musica. Finché «capiscono che dentro sono belli e non brutti come gli hanno raccontato».

fabrizio corona e geraldine daru  fabrizio corona e geraldine daru

 

Puntare sui ragazzi, investire su di loro, prestare loro più attenzione ed impegnarsi nel loro recupero, è ciò che dovrebbe fare uno Stato che ha già pochissimi giovani, «se poi li perdiamo anche così, dove andremo a finire?», osserva don Mazzi. Ma quante volte è giusto perdonare? «Se sbagliamo 100 volte, dobbiamo essere perdonati 100 volte, perché la vita ha un valore», afferma il prete, e solo attraverso la fiducia un ragazzo ha l'opportunità di essere migliore e di responsabilizzarsi.

 

«Una persona diventa quello che gli altri gli dicono che sia», spiega il prete. Così se un soggetto si sente ripete che è un criminale, è molto più facile che lo diventi. C'è un unico modo per uscire dalla devianza: ricevere fiducia e, nello stesso tempo, credere di più in se stessi, ossia iniziare ad amarsi. Importante risulta anche, secondo don Mazzi, «crearsi compagnie positive, perché non si può stare da soli, nonché sviluppare passioni che diano significato alla propria esistenza».

fabrizio coronafabrizio coronaI SOLDI NASCOSTI DI FABRIZIO CORONAI SOLDI NASCOSTI DI FABRIZIO CORONA

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