EVIRATI ARABI UNITI: LE TORTURE AI GENITALI SONO L’ALTRA FACCIA DEL LUSSO DI DUBAI

Monica Ricci Sargentini per il "Corriere della Sera"

Doveva essere una vacanza indimenticabile quella di tre cittadini britannici partiti lo scorso luglio per Dubai, meta molto richiesta dai turisti occidentali, invece il soggiorno è stato bruscamente interrotto dalla polizia che la sera del 10 luglio scorso ha trovato nella macchina dei tre giovani della cannabis sintetica. Da allora Grant Cameron, Karl Williams e Suneet Jeerh, venticinquenni, sono rinchiusi in una prigione di Dubai senza grandi speranze di venirne fuori. Oggi il giudice potrebbe emettere il verdetto e in caso di condanna i tre rischiano 15 anni di prigione o più.

I ragazzi hanno sempre respinto ogni accusa e denunciato il trattamento disumano cui sono stati sottoposti. Karl Williams ha raccontato alla ong Reprieve che i poliziotti l'hanno prima portato nel deserto dove l'hanno picchiato per poi riaccompagnarlo nella sua stanza al Media Rotana Hotel e praticargli scariche elettriche ai testicoli.

«Ho pensato che sarei morto in quella stanza», ha confessato. Un racconto analogo a quello della madre di Grant Cameron che ieri, in un'intervista alla Bbc, ha parlato di «sofferenze terribili»: «I tre ragazzi sono stati separati - ha detto la donna alla Bbc - Karl è stato bendato, gli hanno tirato giù i calzoni e gli hanno attaccato degli elettrodi ai genitali. A Grant, invece, le scariche elettriche gliele hanno inflitte al torace mentre a Suneet è toccata la schiena. Credo che tutti e tre avessero una pistola puntata alla tempia.

Alla fine hanno dovuto firmare una dichiarazione in arabo senza comprenderne il significato». Venerdì scorso otto organizzazioni per i diritti umani si sono appellate al premier britannico perché interceda con il presidente degli Emirati Arabi, il principe sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan, che domani sarà per la prima volta in visita ufficiale in Gran Bretagna.

Non è la prima volta che gli Emirati Arabi Uniti finiscono sotto accusa per violazione dei più basilari diritti umani. È da qualche anno che giungono notizie di attivisti, avvocati, giudici e leader studenteschi arrestati senza alcuna accusa, sottoposti a maltrattamenti e a processi ingiusti. Tanto che lo scorso ottobre il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in cui «esprimeva grande preoccupazione per gli assalti, la repressione e l'intimidazione di chi esercita il diritto elementare alla libertà di espressione, opinione e riunione».

Anche per questo il premier David Cameron ha fatto sapere, tramite il suo portavoce, di «essere seriamente turbato dalla possibilità che i britannici siano stati sottoposti a torture». In una lettera a Reprieve il primo ministro definisce «inquietante» il fatto che i tre ragazzi non abbiano avuto diritto a un completo esame medico. Ma le rimostranze di Cameron, se ce ne saranno, rischiano di irritare l'ospite arabo che martedì sarà anche ricevuto dalla regina nel Castello di Windsor.

Gli Emirati, infatti, sembrano sordi alle accuse che arrivano dall'Occidente. Dall'inizio di marzo a Dubai si celebra il più grande processo di massa contro il dissenso: 94 gli imputati. La loro colpa? Pensarla diversamente dal regime.

 

SUNEET JEERTH ARRESTATO A DUBAI GRANT CAMERON KARL WILLIAMS E SUNEET JEERTH ARRESTATI A DUBAI MARIJUANAMARIJUANAMARIJUANA

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