vescovo di ozieri corrado melis angelo becciu

"E PENSARE CHE I VESCOVI, QUANDO SI RADUNANO, SI CHIAMANO 'FRATELLI'..." - FILIPPO DI GIACOMO COMMENTA IL RINVIO A GIUDIZIO DEL VESCOVO DI OZIERI, E DI ALTRE OTTO PERSONE, CON L'ACCUSA DI PECULATO E RICICLAGGIO NELLA GESTIONE DI 2 MILIONI DI EURO DEI FONDI DELL'8 PER MILLE: "DUNQUE, I VESCOVI ITALIANI SAREBBERO PUBBLICI UFFICIALI, CON BUONA PACE DELL'ARTICOLO 7 DELLA COSTITUZIONE. SI SPERA CHE AD APRILE, INIZIO DEL PROCESSO, QUALCUNO PRESENTI UN'ECCEZIONE DI INCOSTITUZIONALITÀ. MA DATO CHE ALL'UDIENZA PRELIMINARE DEL 3 FEBBRAIO ERANO PRESENTI DUE AVVOCATI IN RAPPRESENTANZA DELLA CEI (SILENTE SULL'ARGOMENTO) COME PARTE OFFESA, NON È DETTO…"

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Filippo Di Giacomo per “il Venerdì - la Repubblica”

 

Corrado Melis - vescovo di ozieri

La procura di Sassari ha rinviato a giudizio il vescovo di Ozieri e altri otto imputati per il reato di peculato. Per il gup sassarese, la gestione della cooperativa Spes per conto della Caritas diocesana, «trattandosi di gestione diretta di fondi pubblici italiani per scopi propri dello Stato Italiano, è manifestazione di funzione pubblica, disciplinata da norme di diritto pubblico, caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione».

 

Dunque, i vescovi italiani sarebbero pubblici ufficiali, con buona pace dell'articolo 7 della Costituzione ("lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani...") e con buona pace della sentenza n. 203 della Corte costituzionale del 12 aprile 1989 (presidente Saja, redattore Casavola) che sull'argomento chiama a rinforzo anche gli articoli 2, 3, 8, 19 e 20 della nostra Carta fondamentale.

 

Poi ci sarebbero anche il Concordato del 18 febbraio 1984 e la legge 222/1985 che all'articolo 47 specifica che i proventi dell'otto per mille sono destinati, «in parte, a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale e, in parte, a scopi di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica».

 

Corrado Melis - vescovo di ozieri

Quindi, se le parole hanno un senso, la Chiesa cattolica non sarebbe gestore delle risorse per conto dello Stato né un vescovo è un pubblico ufficiale. Si spera che ad aprile, inizio del processo, qualcuno presenti un'eccezione di incostituzionalità. Ma dato che all'udienza preliminare del 3 febbraio erano presenti due avvocati in rappresentanza della Cei (silente sull'argomento) come parte offesa anche se non costituita parte civile, non è detto. E pensare che i nostri vescovi, quando si radunano, si chiamano "fratelli".

don filippo di giacomo foto di bacco

 

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