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"A CARNEVALE VIETATE I CORIANDOLI E STELLE FILANTE DI PLASTICA" - L'APPELLO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA AMBIENTALE AI SINDACI DI TUTTA ITALIA: "QUEI PRODOTTI POSSONO IMPIEGARE ANCHE 600 ANNI PER DEGRADARSI, UNA VOLTA DISPERSI NELL’AMBIENTE" - UN RISCHIO NON SOLO PER L'AMBIENTE, MA ANCHE PER LA SALUTE, VISTO CHE LE MICROPLASTICHE INQUINANO MARE, ACQUA, TERRA E ARIA ED ENTRANO NEL NOSTRO ORGANISMO, CON CONSEGUENTE RISCHIO DI INFARTO O ICTUS...

 

 

Estratto dell'articolo di Bruno Gaetani per www.open.online

 

coriandoli

[…] Con le migliaia di sfilate organizzate nel weekend, il Carnevale sta colorando le strade di tutta Italia. Eppure, basta davvero poco perché una giornata di festa rischi di produrre conseguenze tutt’altro che trascurabili sull’ambiente e sulla salute umana. A denunciarlo sono gli esperti di Sima, la Società italiana di medicina ambientale, presieduta da Alessandro Miani. L’associazione ha rivolto un appello ai sindaci di tutta Italia affinché emanino ordinanze, come già accaduto per esempio nel comune di Venezia, per vietare l’utilizzo di coriandoli e stelle filanti in plastica.

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CORIANDOLI E STELLE FILANTI DI PLASTICA

L’allarme degli esperti sui rischi ambientali del Carnevale è nato piuttosto di recente. «Fino a qualche anno fa i beni simbolo del Carnevale, ossia coriandoli e stelle filanti, erano realizzati solo in carta, materiale che si decompone in modo piuttosto celere impiegando circa 6 settimane», spiega Alessandro Miani. Oggi, invece, questi prodotti vengono realizzati sempre più spesso con materiali plastici, che però possono impiegare anche 600 anni per degradarsi una volta che vengono dispersi nell’ambiente. […]

 

I RISCHI DELLE MICRO E NANOPLASTICHE PER LA SALUTE

coriandoli

A guardare bene, il rischio non è solo ambientale ma anche sanitario: «Microplastiche e nanoplastiche inquinano mare, acqua, terra e aria ed entrano nel nostro organismo attraverso gli alimenti che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo, mettendo a rischio le arterie con conseguente maggiore rischio di infarto o ictus, e provocando danni alle ossa, al sistema endocrino, respiratorio, nervoso, oltre che a quello riproduttivo», precisa Miani. […]

 

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