putin biden xi jinping

GLI UNICI A GODERE PER LA GUERRA IN UCRAINA SONO I PRODUTTORI DI ARMI - L'EUROPA PREPARA UN VERTICE STRAORDINARIO PER RILANCIARE L'INDUSTRIA MILITARE E PRODURRE PIÙ MUNIZIONI PER SOSTENERE KIEV - A PREOCCUPARE È IL RAPPORTO FRA CINA E RUSSIA - IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO BLINKEN HA DENUNCIATO GLI AIUTI CHE PECHINO GIÀ FORNISCE A MOSCA, SOTTO FORMA DI DRONI E MICROCHIP, CHE ALIMENTANO L’INDUSTRIA BELLICA DI PUTIN. E PER L'INTELLIGENCE USA, I CINESI SAREBBERO PRONTI A INVIARE DIRETTAMENTE ARMI…

Estratto dell’articolo di Uski Audino per “la Stampa”

 

xi jinping joe biden al g20 di bali 3

L'Europa rompe gli indugi e prepara un vertice straordinario per rilanciare l'industria militare e produrre munizioni a sufficienza per sostenere Kiev. Mentre Washington lancia l'allarme sulla Cina, pronta a sua volta «a fornire armamenti a Mosca». La Conferenza di Monaco si chiude così, in una sorta di corsa alle armi da una parte e dall'altra. […] Il caso dei Leopard 2 e la "coalizione panzer" che stenta a decollare, mostra che il sostegno militare a Kiev implica una questione di dimensioni più ampie: riguarda l'industria europea della difesa. […]

LA DISTRIBUZIONE DEI LEOPARD IN EUROPA

 

Se l'Europa vuole sostenere militarmente l'Ucraina deve essere all'altezza delle sue ambizioni, e questo significa in primo luogo una cosa: dotarsi di un equipaggiamento sufficiente, in primis di munizioni. […] Ma se le munizioni in Europa mancano e la Svizzera, grande produttrice come il Brasile, non vuole vendere per non violare la sua neutralità […] L'industria della difesa europea non ha ancora abbastanza ordinativi da parte dei governi. Questo è il nucleo del problema. Una questione che in parte è economica e in parte politica […]

 

putin zelensky biden

[…] Di «economia di guerra», in maniera più esplicita ha parlato invece il presidente francese Emmanuel Macron. Anche l'Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sostenuto il progetto di una produzione europea della Difesa. […]È questo il nodo più difficile da sciogliere e la ministra della Difesa tedesca Annalena Baerbock ha fatto trapelare la sua irritazione per gli scarsi risultati ottenuti dal tentativo di costruire una coalizione europea di panzer Leopard 2A6 per l'Ucraina, voluti da tutti a parole ma messi a disposizione da pochi.

 

LA BATTAGLIA DEI CARRI ARMATI

L'obiettivo del cancelliere Olaf Scholz di inviare l'equivalente di un battaglione ucraino, cioè 31 Leopard 2A6, modello di punta della tedesca Krauss-Maffei Wegmann, è ancora lontano. Oltre alla Germania, che ne mette a disposizione 14, solo il Portogallo finora ha risposto all'appello inviandone 3. All'appello mancano finlandesi, svedesi, danesi e greci.

 

La premier danese giustifica il mancato invio con un'opinione pubblica contraria, la Finlandia si appella alla necessità di tenerli in casa per garantire la sicurezza ai confini con la Russia, mentre la Polonia ne manderà 14 ma di modelli più vecchi, i 2A4. Ma se l'Occidente è lento, sull'altro fronte a preoccupare è il sempre più stretto rapporto fra Cina e Russia. Sabato Blinken ha denunciato gli aiuti che Pechino già fornisce a Mosca, sotto forma di tecnologie, come droni e microchip, che alimentano alla fine la sua industria bellica. E ieri il Wall Street Journal ha rivelato che, in base a informazioni dell'Intelligence, i cinesi sarebbero pronti a inviare direttamente armi. […]

CARRI ARMATI LEOPARD

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