laura castelli buoni pasto buono

BUONI A NULLA! – L’INFLAZIONE GALOPPA, LA RECESSIONE È ALLE PORTE E LA VICEMINISTRA DELL’ECONOMIA, LAURA CASTELLI, NON HA NIENTE DI MEGLIO DA FARE CHE OCCUPARSI DEI BUONI PASTO DEI DIPENDENTI STATALI! NON CI SAREBBE NIENTE DI MALE, SE NON CHE LA SOLUZIONE PROPOSTA DALLA CASTELLI AIUTA SOLO LA GRANDE DISTRIBUZIONE. IL PROBLEMA DEI TICKET SONO LE COMMISSIONI, CERTO, MA CHI LE PAGA? I CONSUMATORI, CIOÈ L’ULTIMO ANELLO DELLA CATENA, SU CUI ESERCENTI E COMMERCIANTI SCARICANO L’AUMENTO DEI COSTI…

DAGONEWS

 

laura castelli foto di bacco

L’inflazione è in aumento, cresce la paura di una possibile recessione, c’è molta incertezza sulla tenuta economica del Paese, e la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, di cosa si occupa? Dei buoni pasto dei dipendenti statali! È di ieri l’annuncio di un intervento urgente del Governo per abbassare le commissioni agli esercenti sulla prossima gara Consip.

 

Ma esattamente perché la viceministra ha tutta questa fretta di intervenire su questo tema? Chi vuole aiutare?

 

Mentre gli italiani non ce la fanno più a pagare spesa e bollette e i prezzi della benzina e dell’energia sono alle stelle, la viceministra non trova di meglio da fare che organizzare degli incontri in queste ultime settimane per confrontarsi con i rappresentanti della Gdo ovvero i supermercati. Quelli che, per capirci meglio, nell’ultimo biennio hanno fatturato un 3,3% in più rispetto agli anni precedenti. Praticamente uno dei pochi settori che dalla pandemia ci ha solo guadagnato.

buoni pasto 1

 

È ovvio che il sistema va cambiato, le commissioni applicate arrivano anche al 20% e questo perché Consip nelle gare pubbliche premia le società che applicano gli sconti più alti, portando così a un aumento della percentuale di commissioni sugli esercenti. Giusto intervenire, quindi: ma non si pensi che le commissioni applicate dagli emettitori di buoni pasto le paghino i commercianti o la grande distribuzione.

 

buoni pasto

Se ora ci troviamo con un’inflazione al 7% è perché gli aumenti dei costi per esercenti, GDO e commercianti si scaricano sul prezzo finale e viene sempre pagato dall’ultimo anello della catena: i lavoratori, ovvero i consumatori. Ed è questo il motivo per cui in questo particolare periodo i carrelli della spesa degli italiani sono sempre più vuoti.

 

Di fronte a questo disastro la soluzione proposta dalla Castelli non sembra centrare il problema: la viceministra annuncia di aver trovato ben 150 milioni di euro nel bilancio dello Stato per evitare che la Gdo paghi delle commissioni troppo elevate sui buoni pasto degli statali.

QUANDO LAURA CASTELLI INCONTRA MARIO DRAGHI

 

A quanto pare negli ultimi mesi la viceministra, tra le persone più vicine a di Di Maio, avrebbe preso particolarmente a cuore gli interessi della “povera” Gdo, battendosi strenuamente per rispondere a questo problema secondo lei urgentissimo per il nostro Paese.

 

Eppure la soluzione sarebbe molto più facile ed economica e soprattutto senza effetti sulle casse dello Stato: se per i supermercati i buoni pasto sono così antieconomici, smettessero di accettarli, tanto le persone la spesa la devono fare per forza, con o senza ticket.

 

Perché far spendere 150 milioni di euro allo Stato se la soluzione è proprio a portata di mano? Forse qualcuno glielo avrà pure suggerito, ma la Castelli di sicuro avrà risposto: “Questo lo dice lei!”.

 

 

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