L’OMICIDIO HORROR DI FABIANA (BRUCIATA ANCORA VIVA) SCONVOLGE TUTTI TRANNE CHI L’HA COMPIUTO

Giulia Veltri per "La Stampa"

Lo ha pregato di non darle fuoco. Appena un lamento, dopo essere stata ferita a coltellate, ma Davide neanche l'ha sentita. Le ha rovesciato addosso la tanica di benzina e l'ha arsa viva. Fabiana Luzzi se ne è andata così, consumata dalle fiamme.

Ecco l'atroce fine della ragazza di 15 anni trovata morta sabato sera in un'area rurale di Corigliano calabro, 35mila abitanti nella provincia di Cosenza. Nella notte fra sabato e domenica, al culmine di un interrogatorio iniziato nel pomeriggio, l'ex fidanzato di 17 anni ha confessato.

«Ora, però, devo andare a letto, ho sonno, lasciatemi dormire», ha detto il minore nel corso dell'interrogatorio di fronte ai carabinieri e al pm della procura di Rossano, Maria Vallefuoco. Una confessione senza pentimento, l'ammissione senza lacrime, ha riferito chi ha avuto modo di ascoltare il racconto dell'omicidio dalla voce dell'unico responsabile.

Prima tante bugie da parte di Davide, ricostruzioni svariate della giornata del delitto. «Mi hanno aggredito»; «Mi sono fatto male aggiustando il motorino»; «Io non so niente di Fabiana». Poi, sotto il peso delle domande degli inquirenti è iniziata a venire a galla la verità sul loro rapporto e sulla morte della sua fidanzata. E' stato lui stesso, alla fine, a indicare il luogo in cui aveva abbandonato il corpo.

Fabiana venerdì scorso non aveva fatto rientro a casa dopo le lezioni all'istituto commerciale di Corigliano. Il padre e la madre - lui imprenditore nel ramo degli autoricambi, lei casalinga, entrambi testimoni di Geova - hanno aspettato il primo pomeriggio e poi hanno denunciato la scomparsa.

In quelle stesse ore Fabiana moriva. All'uscita di scuola ad aspettarla c'era, infatti, il fidanzato. Una relazione fra i due minori già impegnativa nonostante la tenera età. Lasci e prendi da un po' di tempo, un anno fa la «fuitina» a Bologna e poi tutte quelle incomprensioni, tutti quei litigi. Anche il papà di Fabiana aveva iniziato a esigere una vita più serena per la sua ragazzina.

Davide tre giorni fa, invece, non è andato a scuola, e si è fatto trovare sullo scooter all'uscita del Commerciale frequentato da Fabiana. Qualche compagna di scuola ha dichiarato che tra i due ragazzi ci sia stata una violenta discussione già davanti a scuola. Fabiana non voleva andare con lui. I due ragazzi, alla fine, si sono allontanati a bordo del motorino e si sono fermati in un casolare in una zona di campagna nella stretta periferia di Corigliano.

Qui si è consumato l'ultimo litigio, scoppiato per motivi di gelosia. Nel corso dell'interrogatorio, il giovanissimo assassino si è soffermato sulle amicizie che entrambi coltivavano nei momenti di interruzione del rapporto e della sua gelosia per presunte nuove frequentazioni della quindicenne. Non ci ha messo molto a impugnare il coltello.

Davide per ora è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario e già nella giornata di ieri è stato trasportato al carcere minorile di Catanzaro. La svolta nelle indagini è avvenuta perché il ragazzo, durante l'omicidio, si è a sua volta ferito. Venerdì pomeriggio si è recato prima all'ospedale di Corigliano, poi al centro grandi ustioni di Brindisi. La sua spiegazione sulle bruciature alle braccia e al viso - «me le sono fatte da solo, armeggiando con il motorino» - ha destato qualche sospetto sui sanitari pugliesi.

 

Fabiana LuzziFabiana LuzziFabiana Luzzi

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