gay omosessuale

IL MONDO GAIO AFFILA LE UNGHIE LACCATE - METÀ DELLA COMUNITÀ LGBT+ ITALIANA È PRONTA A BOICOTTARE LE MULTINAZIONALI CHE HANNO DECISO DI ABBANDONARE LE PRATICHE DI DIVERSITÀ, EQUITÀ E INCLUSIONE DOPO LA VITTORIA DI TRUMP - ARCIGAY: "LA RETROMARCIA DEI GRANDI GRUPPI È UN FATTO POLITICO CHE VA LETTO NEL CONTESTO DI UNA NUOVA PREOCCUPANTE STAGIONE CARATTERIZZATA DAL PROTAGONISMO DELLE DESTRE ESTREME…"

inclusione

(ANSA) - Dal sondaggio lampo condotta da Gay.it in collaborazione con Arcigay emerge che il 54% delle persone intervistate è pronta a voltare le spalle alle 'big globali', dopo che nelle scorse settimane alcune delle più importanti multinazionali, come Meta, Amazon e McDonald's, hanno annunciato di abbandonare le pratiche di Diversità, Equità e Inclusione (De&i). Meta inoltre, seguendo l'esempio di X, il social di Elon Musk, ha deciso di rimuovere il fact checking dalle sue piattaforme.

 

Gay.it, maggiore medium Lgbtqia+ italiano, e Arcigay hanno voluto dare la parola alla comunità di riferimento attraverso un sondaggio rivolto a un campione di 1000 persone Lgbtqia+, distribuite su tutto il territorio nazionale, per comprendere l'impatto di tali scelte all'interno della comunità arcobaleno. Dall'indagine è emerso che il 72% delle persone intervistate considera l'abbandono delle pratiche De&i da parte di aziende un significativo passo indietro per la diversità e l'inclusione.

mark zuckerberg - lauren sanchez - jeff bezos - sundar pichai elon musk al giuramento di trump

 

E sempre il 72% ritiene che la decisione di Meta Platforms di rimuovere il fact checking sulle sue piattaforme, porterà a un incremento della diffusione di notizie false e disinformazione. A questo proposito, il 45% delle persone interpellate dichiara che continuerà a utilizzare i social media ma con maggiore attenzione, mentre il 36% intende dedicare meno tempo a queste piattaforme, preferendo spazi più sicuri e autenticamente Lgbtqia+.

 

Più in generale, la retromarcia sulle politiche De&iha un impatto sulle scelte d'acquisto o d'uso della comunità: il 54% afferma che cercherà alternative più inclusive, mentre il 67% delle persone intervistate è meno propenso a raccomandare questi marchi ad amici e familiari, preferendo supportare aziende i cui valori siano maggiormente in linea con i propri. Infine, il 59% del campione attribuisce queste decisioni delle aziende a pressioni politiche.

 

"La retromarcia delle grandi multinazionali è un fatto politico che va letto nel contesto di una nuova preoccupante stagione caratterizzata dal protagonismo delle destre estreme, che abbiamo visto materializzarsi in maniera cristallina nell'insediamento del presidente Usa Donald Trump - afferma Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -

 

gay pride 1

Scorrendo le risposte che la comunità ci ha consegnato rispetto a questo fenomeno, vogliamo richiamare la pratica politica di boicottaggio, che proprio negli Stati Uniti, nella San Francisco di Harvey Milk, caratterizzò la risposta della comunità Lgbtqia+ all'oppressione di quei tempi. È tempo oggi di riprendere in mano quella consapevolezza e di usare il consumo come atto politico: boicottiamo, se necessario. Abbandoniamo le piattaforme, quelle degli acquisti, dei social, del broadcasting,, per minare le fondamenta di un potere che ci ha usati per sedurre il mercato e ora sale sul carro dei despoti col braccio teso".

 

Secondo Piazzoni, "occorre costruire, oggi più che mai, un'alleanza dal basso che tenga assieme tutti i gruppi sociali nel mirino di questi potenti; occorre superare ogni divisione per organizzare una resistenza efficace, che contrasti questi poteri e tuteli chi oggi vive, a causa di queste persone e delle loro idee, nella paura".

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