
"FA PIÙ MALE LA DENIGRAZIONE DELLE BOTTE. STO SENTENDO COSE CHE MI FERISCONO..." - PARLA LA POLIZIOTTA TRANSGENDER PICCHIATA BRUTALMENTE DA TRE ULTRAS DI ESTREMA DESTRA, A TRENTO: "ERO VESTITA IN BORGHESE: AVEVO UNA MINI, UN PAIO DI STIVALI, LA CAMICIA, LA BORSETTA. MA SAPEVANO CHE AVEVANO CHE FARE CON UNA POLIZIOTTA PERCHÉ UNO DEI TRE MI CONOSCE E IO CONOSCO LUI" - "ADESSO SI SENTIRANNO ONNIPOTENTI DOPO AVERLA FATTA FRANCA. HO PAURA PERCHÉ SANNO DOVE ABITO…"
Estratto dell'articolo di Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera"
LE FERITE DELLA POLIZIOTTA TRANSGENDER DOPO IL PESTAGGIO A TRENTO
«Mi chiami Alessia, diventerà questo il mio nome».
Agente Alessia?
«Meglio poliziotta».
Ma lei era Alessio, poliziotto Alessio, giusto?
«No, il nome maschile è un altro e sui documenti c’è ancora quello, lo cambieranno fra qualche mese, spero».
[…] La notte di San Valentino Alessia, transgender di 53 anni e da 34 in Polizia, si è infilata in un bar vicino allo stadio Briamasco di Trento e ne è uscita malconcia. Tre giovani energumeni hanno preso a insultarla e strattonarla e poi, dopo che lei ha reagito rifilando un ceffone al più esagitato, a picchiarla violentemente con calci, pugni e pure uno sgabello. Risultato: 22 punti di sutura alla testa, naso rotto, trauma cranico, trenta giorni di prognosi e una grande angoscia.
NUOVA GUARDIA - FRANGIA DI ESTREMA DESTRA - ULTRAS TRENTO
Era in divisa?
«In borghese: avevo una mini, un paio di stivali, la camicia, la borsetta. Ma sapevano di avere a che fare con una poliziotta perché uno dei tre mi conosce e io conosco lui. Loro fanno parte della “Nuova Guardia”, un gruppo di ultrà di estrema destra della curva Mair del Trento. Lo so bene anche perché vado pure io allo stadio, ma alla Sud, in tribuna».
[…] Da quanto tempo è Alessia?
«Da un anno e mezzo. Il percorso di transizione è iniziato due anni fa con una psicologa che ha constatato la mia disforia di genere, la mia incongruenza se vuole: mi guardavo allo specchio e non riconoscevo la persona che sono. Poi è venuta la fase più bella e impegnativa, nella quale ho iniziato a prendere antiandrogeni e ormoni…».
Come va in ufficio?
poliziotta transgender picchiata a trento
«Cercano di chiamarmi Alessia ma non è così semplice per tutti. Io peraltro ho sempre preferito bypassare l’argomento. Ma insomma, da qualche anno era diventato tutto abbastanza evidente: ho le unghie lunghe, sono truccata, mi vesto da donna e lo posso fare visto che non devo indossare praticamente mai la divisa, ho anche un po’ di seno. Poi un giorno l’ho detto chiaro: io sono questa. E loro l’hanno accettato. Dai documenti non risulta ancora perché la fase giuridica non si è conclusa e al momento risulto maschio e poliziotto. Quando il giudice darà l’ok, spero a fine anno, potrò anche fare qualche ritocco estetico, perché così prevede la legge».
E fuori dal lavoro? In città?
«A livello sociale il percorso è più difficile. Trento è una piccola città, non molto aperta, dove sei giudicata. C’è chi ti deride e fa la battutina, c’è chi ti considera il peggio del peggio e ti guarda con disprezzo e ci sono quelli che, diciamo così, sognano. All’inizio non avevo nemmeno il coraggio di vestirmi da donna qui e per ritagliarmi del tempo di libertà andavo da sola a Milano, aperitivo, serata in qualche locale».
NUOVA GUARDIA - FRANGIA DI ESTREMA DESTRA - ULTRAS TRENTO.
[…] Cosa le fa più male?
«Non le botte ma la denigrazione. Sto vedendo e sentendo cose che mi feriscono, versioni chiamiamole strane sulla vicenda, non mi chieda altro».
Come potevano pensare di farla franca con una poliziotta?
«Me lo chiedo anch’io: si sentiranno onnipotenti».
Ha paura?
«Sì, ho paura degli ultrà perché sanno dove abito. E un po’ ho paura anche di questa intervista».