
PER I CRUCCHI RIARMARSI NON SARÀ COSÌ SEMPLICE – LA MINACCIA RUSSA E IL DISIMPEGNO DI TRUMP HANNO PORTATO IL CANCELLIERE MERZ A TOGLIERE IL FRENO AL DEBITO E INVESTIRE PESANTEMNETE SUL BILANCIO MILITARE – MA IN GERMANIA LA SITUAZIONE È DISASTROSA: MANCANO CARRI ARMATI, DRONI, MUNIZIONI, LE CASERME SONO CADENTI E I SOLDATI IMPREPARATI – ANCHE A DISTANZA DI 80 ANNI DAL NAZISMO, SUL PIANO INTERNAZIONALE RIMANE UN “PREGIUDIZIO” PER IL RIARMO TEDESCO. E SUL FRONTE INTERNO MERZ DEVE VEDERSELA CON UN'OPPOSIZIONE FILORUSSA, XENOFOBA E FAVOREVOLE ALL’USCITA DALL’EURO…
Estratto dell’articolo di Francesca Sforza per “La Stampa”
Berlino dista da Kyiv poco più di 1300 chilometri, meno di quanto disti Siracusa da Milano. E del resto non ci sarebbe stata una pratica politica chiamata Ostpolitik - l'apertura verso i Paesi orientali promossa dal cancelliere Willi Brandt nei primi anni Settanta - se l'Est non avesse rappresentato da sempre per la Germania un problema o un'opportunità (talvolta entrambe le cose insieme, spesso prima l'uno poi l'altra).
Se al fattore geografico, che si è tirato dietro tanta storia, si aggiunge l'inaspettato voltafaccia degli Stati Uniti, ecco che il quadro del riarmo tedesco, uno dei primi punti dell'agenda Merz, prende il senso di un'urgenza, più che di un orientamento.
«Al Cancelliere spetta oggi un compito simile a quello di Adenauer», ha commentato di recente l'ex ministro degli Esteri Joschka Fischer a proposito del nuovo corso tedesco; così come Adenauer mise fine all'ipotesi di un Sonderweg - una via speciale - della Germania dell'Ovest accettando di legare il proprio futuro politico all'ombrello statunitense, così Friedrich Merz si trova davanti un analogo percorso, ma stavolta in direzione dell'Unione europea, «che deve imparare a proteggersi da sola», come ha detto a più riprese nelle ultime settimane.
FRIEDRICH MERZ - FOTO LAPRESSE
I primi a essere spaventati dalla prospettiva del riarmo tedesco sono i tedeschi. Le generazioni cresciute nel dopoguerra hanno fatto del pacifismo e del "Nie wieder Waffen" (mai più armi) un codice di condotta politica prima ancora che uno slogan da agitare in piazza. Quando il governo Schroeder decise per l'intervento in Kosovo si registrarono proteste in tutto il Paese e lo stesso Fischer fu aggredito dai suoi con lanci di vernice rosso sangue.
Le ricadute, sul fronte pratico, sono visibili fino a oggi: mancano carri armati, droni, munizioni, e una serie di inchieste hanno segnalato lo stato di negligenza in cui versano i circa 35 mila edifici gestiti dalla Bundeswehr: «Muffa nelle stanze e nei servizi igienici, danni causati dall'acqua, intonaco che si scrosta dai muri, per non parlare delle carenze relative all'addestramento delle truppe», si legge nei rapporti dei commissari militari finiti in un'inchiesta dello Spiegel.
elicottero dell esercito tedesco
Il dibattito sul riarmo ha investito anche la sinistra, ma di fronte al combinato disposto dello stato attuale delle forze militari, del distanziamento degli Usa e dell'aggressività della Russia, le voci che reclamano un ritorno al pacifismo vecchia maniera si fanno sempre più afone.
[...] molti ignorano quanto questo dibattito sia stato acceso ed elaborato negli anni, e poi perché nei confronti della Germania il pregiudizio bellicista è sempre dietro l'angolo.
Il compito di Friedrich Merz dunque sarà doppio: all'interno si tratterà di contrastare un'opposizione filorussa, xenofoba e sostenitrice di un abbandono dell'Eurozona; all'esterno di costruire uno schema che tenga insieme la protezione dei confini, la difesa dalle aggressioni e la credibilità militare. Non solo per cementare l'Unione europea dall'interno, ma anche per evitare che la propaganda americana che ci definisce "scrocconi europei" diventi un'opinione condivisa.
Impossibile fare tutto questo senza un'intesa salda e profonda con la Francia (ancora tutta da costruire per la verità). E sarebbe un peccato se l'Italia rimanesse completamente fuori dalle geometrie che si vanno delineando. Soprattutto perché l'ancoraggio alla Germania, dal dopoguerra in poi, ha sempre significato per il nostro Paese una garanzia di allineamento sicuro in politica estera e un volano essenziale in politica economica. [...]
bundeswher esercito tedesco 4
soldati esercito tedesco
friedrich merz in un jet militare