incendio concessionaria tesla a roma concessionario auto

PER UNA VOLTA MUSK FORSE HA RAGIONE: L'INCENDIO AL CONCESSIONARIO TESLA ALLA PERIFERIA DI ROMA POTREBBE ESSERE STATO UN ATTO DI "TERRORISMO" - IL ROGO CHE HA DISTRUTTO 17 VETTURE, PROBABILMENTE DOLOSO, SAREBBE STATO INNESCATO DA PIÙ PUNTI. GLI INVESTIGATORI SOSPETTANO CHE SONO STATE UTILIZZATE DELLE SOSTANZE ACCELERANTI DA PARTE DI UNO O PIÙ PIROMANI - LA PISTA DI UN ATTACCO ANARCHICO, CHE NON È STATO ANCORA RIVENDICATO - NEGLI USA UN UOMO HA LANCIATO DELLE MOLOTOV CONTRO LE VETRINE DI UNO SHOWROOM TESLA, IN OLANDA I NEGOZI SONO STATI VANDALIZZATI...

Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per il "Corriere della Sera"

 

incendio in una concessionaria tesla a roma

Nessuno vuole confermarlo ufficialmente, ma l’entourage di Elon Musk si sarebbe informato sul maxi incendio di auto Tesla alla periferia della Capitale, al momento l’attacco più grave in tutta Europa a uno store della marca di vetture elettriche prodotte dal magnate americano.

 

Per il «ministro dell’efficienza» dell’amministrazione Trump si è trattato senza dubbio di «terrorismo» e Musk avrebbe manifestato solidarietà ai suoi rappresentanti in Italia. Non è chiaro se ci siano stati da parte sua passi verso il governo per sollecitare un’inchiesta rapida che porti all’individuazione dei responsabili del rogo, 48 ore dopo la giornata internazionale di protesta contro il miliardario chiamata «Tesla Takeover» del 29 marzo, con atti di teppismo in Francia, Germania e altri Paesi, Usa compresi. Sono comunque ore decisive.

incendio in una concessionaria tesla a roma

 

A Roma proprio il pool antiterrorismo della Procura è in attesa della relazione della Digos sul rogo di diciassette Tesla, vetture che potrebbero essere state date alle fiamme con più inneschi. Al momento i vigili del fuoco non si sbilanciano sulla matrice dolosa, anche se questa ipotesi appare molto probabile. E i rilievi della polizia scientifica, rimasta ore attorno al capannone bruciato, fanno pensare che gli investigatori abbiano imboccato una pista precisa.

 

Anche perché otto auto sono andate a fuoco sotto una tettoia del deposito, altre nove proprio di fronte, ma a una distanza di alcuni metri. La violenza delle fiamme fa pensare all’utilizzo di sostanze acceleranti da parte di qualcuno, una o più persone, che potrebbero aver scavalcato la recinzione del complesso gestito direttamente da Tesla — in Italia ce ne sono altri sette —, aperto al pubblico nel 2020.

incendio in una concessionaria tesla a roma

 

Non una vera e propria concessionaria, perché in realtà le auto elettriche di questa marca possono essere anche ordinate e acquistate online, mentre qui si possono ritirare, provare, fare la manutenzione. Domenica notte, alle 4.30, è scattato il sistema d’allarme, ma non è chiaro se all’interno della struttura ci fosse anche un custode, che non si esclude possa essere stato interrogato.

 

Sulla vicenda del resto il riserbo è massimo. L’ipotesi di un attacco anarchico viene tenuta in grande considerazione, sia per le modalità con le quali è stato portato a termine, sia per l’obiettivo simbolico, sia sul fronte nazionale che su quello estero.

 

incendio in un concessionario tesla a roma 2

Ieri la polizia avrebbe acquisito alcune immagini dell’impianto di videosorveglianza — e forse anche delle stesse auto, incendiate e risparmiate dal fuoco, che hanno apparecchi dash-cam capaci di funzionare anche quando sono spente — che avrebbe riversato il contenuto della memoria in un server dedicato. Potrebbe essere questa una prima svolta nelle indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Lo Voi.

 

Nei prossimi giorni saranno affidate le consulenze tecniche per esaminare le auto bruciate e non si esclude un nuovo sopralluogo nel deposito. Quanto accaduto non viene sottovalutato, e c’è attesa per un’eventuale rivendicazione da parte dei movimenti anarchici che, come spesso accade, pubblicano online messaggi sulle loro azioni anche a distanza di giorni. [...]

elon musk e donald trump scemo e piu scemo scritta contro donald trump su una tesla a romameme su elon musk e donald trump nella tesla elon musk e donald trump come thelma e louiseincendio in un concessionario tesla a roma 1HEIL TESLA - IL SALUTO ROMANO DI ELON MUSK PROIETTATO NELLA FABBRICA TESLA DI BERLINOHEIL TESLA - IL SALUTO ROMANO DI ELON MUSK PROIETTATO NELLA FABBRICA TESLA DI BERLINO incendio in un concessionario tesla a roma 3

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...