autismo

"NON IMMAGINAVAMO CHE ALLA SCUOLA FOSSE PERMESSO DI SCEGLIERE I PROPRI ALUNNI" - LA RABBIA DEI GENITORI DI UN 15ENNE, AFFETTO DA UNA GRAVE FORMA DI AUTISMO, RIFIUTATO DA 31 SCUOLE DI MILANO CHE, IN TEORIA, AVREBBERO DOVUTO AVERE I MEZZI E IL PERSONALE NECESSARIO A PRENDERSI CURA DI LUI - LA FAMIGLIA SI È RIVOLTA AL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO SCOLASTICO, CHE HA FORNITO UNA LISTA DI ISTITUTI CHE AVREBBERO POTUTO ACCOGLIERE IL 15ENNE - UNA VOLTA CONTATTATE, LE SCUOLE HANNO DETTO "NO" AL RAGAZZO CON SCUSE DI OGNI GENERE…

ìUgo Milano per www.open.online

 

autismo

Trentuno rifiuti da altrettante scuole. A subirli, come raccontano i suoi genitori, è stato Tommaso P., ragazzo di 15 anni affetto da una grave forma di autismo. «Come vi sentireste dopo aver ricevuto 31 rifiuti per un figlio che peraltro è ancora in età di istruzione dell’obbligo?», si domandano il padre Alberto e la madre Eleonora N. dalla casa di Milano dove vivono con Tommaso e suo fratello, Edoardo. «Non immaginavamo che alla scuola fosse permesso di scegliere i propri alunni. Ma essere scartati a priori è esattamente quello che è successo noi e a molte altre famiglie», commentano amareggiati.

 

studenti 1

LA PROCEDURA SPECIALE PER I DISABILI GRAVI

La famiglia ha seguito la procedura prevista appositamente per questi casi. Si è prima rivolta al servizio di orientamento scolastico, spiegando le difficoltà di Tommaso. Dopo aver effettuato i controlli necessari, meno di un mese dopo l’ente ha proposto ai genitori una lista di tre scuole milanesi che, in teoria, avrebbero dovuto avere i mezzi e il personale necessario a prendersi cura del ragazzo.

autismo 1

 

I PRIMI RIFIUTI

È novembre, l’anno scolastico è già iniziato ma ai genitori di Tommaso, che deve ancora terminare la scuola dell’obbligo, viene consigliato di non procedere direttamente all’iscrizione online. «Meglio chiamare e presentarsi». E così fanno Alberto e Andrea. I primi due istituti rispondono subito di no, mentre dal terzo affermano di dover prima controllare se alla fine rimarrà un posto per uno studente gravemente disabile. Durante l’attesa, i genitori non si arrendono, e chiamano altre 28 scuole.

INSEGNANTE - SCUOLA

 

E TUTTI GLI ALTRI

E lì, come riporta Elisabetta Andreis sull’edizione milanese del Corriere della Sera, inizia il filotto di rifiuti. Non abbiamo il personale per controllare ragazzi che non siano nelle classi durante l’ora di lezione, meglio rivolgersi altrove», risponde il Carlo Porta, ipotizzando che Tommaso possa non riuscire a stare per tutte le ore di lezione e debba prendersi delle pause fuori dall’aula. «No, nei laboratori usiamo attrezzi che possono essere pericolosi», dicono invece dal Vespucci.

 

autismo

«Non abbiamo le strutture adeguate e il personale», fanno sapere Pasolini, Bertarelli, Ferraris, Caravaggio, Marconi, e Brera. «Non abbiamo la garanzia di copertura del personale di sostegno», comunicano dal Cardano. «Abbiamo già troppi ragazzi disabili, non riusciamo a prenderci cura di tutti» è invece la risposta di Ips Cavalieri, Kandinsky, Marignoni-Polo, e Oriani Mazzini). «Non riusciamo ad accogliere più di un disabile per classe» dicono dal Virgilio.

 

INSEGNANTE - SCUOLA

«IN ALCUNE SCUOLE NON SI È PRESENTATO NESSUNO»

«Peccato che nel gruppo mettano tutti i Bes, studenti con bisogni speciali anche lievi», commentano i genitori. Altri come il Bottoni, il Brera e il Frisi proseguono il racconto i genitori, «non hanno mai dato risposta o non si sono proprio presentate all’appuntamento stabilito». La famiglia si è rivolta anche al Verdi, istituto musicale, «dove pure ci eravamo offerti di sostenere concretamente la realizzazione di una sala di musicoterapia per tutti gli allievi». Picche anche dalle scuole private dove, teoricamente, la famiglia potrebbe pagare autonomamente l’insegnante e le ore di sostegno. «Al Gonzaga e al Don Bosco dicono che non hanno mai avuto studenti disabili gravi e fatto capire che non riescono ad organizzarsi in tal senso», commentano amareggiati i genitori.

AUTISMOautismo bambino autistico

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO