dakota cooke dakotasbeard

DONNA BARBUTA, SEMPRE PIACIUTA – LA STORIA DI DAKOTA COOKE, LA TRENTENNE AMERICANA CHE SPOPOLA SU TIKTOK GRAZIE ALLA SUA...BARBA! – ALL’ETÀ DI 13 ANNI HA INIZIATO A NOTARE UNA CRESCITA ANORMALE DEI PELI SUL VISO: I MEDICI LE HANNO SPIEGATO CHE SI TRATTAVA DI UN PROBLEMA ORMONALE. LEI INIZIALMENTE SI RADEVA DUE VOLTE AL GIORNO, POI HA DECISO DI SBATTERSENE E LASCIARSI CRESCERE UN FLORIDO PIZZETTO: “MI SENTO PIÙ SEXY CHE MAI” (BEATA LEI…) - LA SVOLTA NEL 2015: "ERO A UNA FESTA CON UNA MIA AMICA E..." -  VIDEO

 

Niccolò Dainelli per www.leggo.it

 

dakota cooke aka dakotasbeard 19

Dakota Cooke è la nuova star di TikTok a stelle e strisce. L'influencer è una trentenne non binaria di Las Vegas e il suo profilo social @dakotasbeard è sempre più popolare. Il motivo? Ha deciso di non tagliarsi più la barba e adesso, finalmente, si sente «più sexy che mai».

 

La storia di Dakota

Dakota ha notato per la prima volta una crescita anormale dei peli sul viso all’età di 13 anni e ha dovuto sempre radersi due volte al giorno. La sua infanzia è stata segnata da questa disavventura che la costringeva a tagliarsi la barba due volte al giorno e, così, ha fatto vari test e consultato molti medici per determinare il motivo della sua anomalia.

 

Tuttavia, i medici le hanno detto che era dovuto a problemi ormonali: in pratica le sue ghiandole surrenali producono livelli eccessivi di testosterone. Ma la sua rivincita la sta avendo a 30 anni.

 

 

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Dopo aver cercato di sembrare una donna impeccabile per diversi anni, Dakota ha finalmente deciso di accettarsi così com’è e ha smesso di radersi la barba. E adesso ha deciso di usare i social per diffondere positività sui difetti del corpo e, nel suo caso, sui peli sul viso.

 

«Mi sento più sexy che mai»

«Quando ho raggiunto la pubertà a 13 anni, ho iniziato a vedere una peluria color pesca sul viso che poi è diventata più lunga e scura - racconta Dakota al Daily Mail -.

 

Un amico di famiglia me lo ha fatto notare, poi il mio patrigno mi ha portato dai medici per fare i test, per poi portarmi dal parrucchiere dove ho fatto la mia prima ceretta in assoluto.

 

 

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Era super scomodo e all’epoca non sapevo nemmeno radermi le gambe. Sono cresciuta in un periodo in cui le donne con i peli sul viso erano così stigmatizzate che le donne del salone mi dicevano che le ragazze non dovrebbero farsi crescere i peli del viso. Mi è rimasto impresso, perché per i successivi dieci anni sono semplicemente sprofondata in una spirale di vergogna in cui cercavo di nascondere la mia faccia nelle foto e facevo cerette ogni settimana».

 

«Sono arrivata a un punto, quando ho cominciato uno dei miei primi lavori, che mi radevo la faccia due volte al giorno, una al mattino e poi durante la pausa perché i peli erano così visibili e stavo lavorando nel reparto trucco dove non era accettabile essere nient’altro che una donna stereotipata». Ma nel 2015 è arrivata la svolta: ha iniziato ad accettare il suo corpo e la sua barba facendola crescere senza più vergogna.

 

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«Ero a una festa con la mia amica, Sunshine, 35 anni, e lei mi raccontava tutte queste meravigliose storie su com’era lavorare al circo, e ho adorato l’idea di tutto. Le ho detto ‘Vorrei potermi far crescere la barba e unirmi a te’, a cui lei ha risposto, ‘perché no?’. All’inizio avevo molta ansia per lo sguardo fisso delle persone, ma sono arrivato a un punto in cui ho deciso di non preoccuparmene più.

 

La mia famiglia e i miei amici sono stati di grande supporto durante il mio viaggio di accettazione di me stessa e mi hanno persino comprato un cartello “non fot*ere con la signora barbuta” che adoro. Adesso mi sento più sexy che mai!».

 

 

 

 

 

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«Anche i miei follower su TikTok sono stati fantastici e adoro rispondere alle loro domande, oltre a ricevere parole di supporto. Ho persino ricevuto i complimenti da uno dei miei eroi assoluti, John Waters, dopo essere andata a trovarlo a un evento dove firmava il suo libro truccato, vestito da donna e la barba folta. Mi ha detto che amava il mio look e che avevo bisogno di fare campagne pubblicitarie, che la mia faccia doveva essere ovunque.

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